Notizie italiane in tempo reale!

Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Sul web, a seguito di catastrofi naturali, spesso vengono riproposte una serie di teorie complottiste per cercare di spiegare il perché si sono verificati determinati disastri. E anche il terremoto che ha colpito l’Italia centrale, provocando almeno 268 morti, non fa eccezione. Sfruttando la forza di internet e la visibilità dei social newtwork, sono state pubblicate alcune tesi che di razionale hanno davvero poco ma che vengono diffuse e condivise da centinaia, a volte anche migliaia, di utenti del web. Si va dalle immancabili scie chimiche a chi crede che il sisma della notte del 24 agosto sia opera di un “castigo divino” causato, secondo quanto viene scritto, dalla legge sulle Unioni civili. La storia è avvenuta anche quando si verificarono i terremoti a L’Aquila e in Emilia, quasi sempre solo con lo scopo di raggranellare qualche clic.

Affermazioni “gravi, inscusabili”, “l’ultima vergogna”, uno “scempio”. Il presidente della commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico (M5s) contro Bruno Vespa, colpevole – secondo tutto il Movimento Cinque Stelle – delle parole pronunciate durante la puntata di Porta a Porta del 24 agosto, in onda la sera del terremoto del Centro Italia. In particolare uno scambio con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. “‘Questa sarebbe una bella botta di ripresa per l’economia perché pensi l’edilizia che cosa non potrebbe fare”, “darà lavoro a un sacco di gente” ha detto tra l’altro Vespa. “Adesso L’Aquila è il più grande cantiere d’Europa e anche l’Emilia è un grandissimo cantiere in crescita, farà Pil” ha aggiunto il ministro Delrio. Il senso del discorso appariva quello di spingere sull’ottimismo, perché anche da un disastro come questo un territorio può ripartire e rinascere fino a produrre anche ricchezza. Uno scambio che però è risultato equivoco e ha dato origine alle polemiche.

“Anche se le fotografie mostrano un disastro, non siamo di fronte a un crollo generalizzato degli edifici”. Romano Camassi, sismologo dell’Ingv e storico dei terremoti, è moderatamente ottimista sulla possibilità di ricostruire Amatrice e gli altri paesi nel centro Italia colpiti dal sisma del 24 agosto. “Prima bisognerà però effettuare indagini molto precise per verificare se i danneggiamenti sono dovuti solo a un’elevata vulnerabilità sismica degli immobili o se ci sono stati effetti di amplificazione delle onde sismiche da parte del sito”. Nel primo caso si potranno riparare gli edifici che hanno subito danni minori e demolire gli altri per poi ricostruirli, rispettando le norme oggi in vigore per le zone ad alta pericolosità sismica. Nel secondo caso, che però Camassi ritiene meno probabile, si potrà valutare l’opportunità di delocalizzare i centri: “Se il sito attuale dovesse risultare inadatto dal punto di vista geologico, le tecniche di costruzione da adottare sarebbero molto costose”.

“Le notizie che arrivano in questi giorni da Amatrice, Arquata e Accumoli hanno lasciato tutto il Paese sgomento. Un numero incomprensibile di vite sono state spezzate per sempre in una notte che molti di noi hanno passato al riparo nelle nostre case”: inizia così il lungo post che Fedez ha pubblicato sulla sua pagina Facebook per annunciare che il 100% dei ricavi di “Vorrei ma non posto” (singolo di Fedez e J-Ax che ha superato 88 milioni di visualizzazioni su Youtube) e di “Andiamo a comandare” (singolo di Rovazzi e “tormentone” dell’estate) dei prossimi tre mesi saranno messi a disposizione per la ricostruzione della scuola elementare e dell’asilo di Amatrice. In questo modo il rapper e la sua etichetta, la Newtopia, fondata insieme a J-Ax, appoggiano l’iniziativa promossa dal Fatto Quotidiano insieme al Comune di Amatrice. “Ho fatto questo video – continua Fedez – per chiedere una mano ad Apple e Google: su ogni singolo venduto trattengono il 30% dei ricavati e sarebbe fantastico se riuscissimo a dare alle persone coinvolte l’intera cifra. Ma sarebbe ancora più bello se tutti i nostri colleghi si unissero insieme a noi per aiutare i nostri connazionali a rialzarsi e a vivere la vita serena che tutti si meritano di vivere. Facciamo vedere di cosa sono capaci gli italiani quando lavorano insieme”.

Non ci sono motivi per non accettare l’invito di Matteo Renzi. Quindi l’Anpi parteciperà a un confronto pubblico sul referendum costituzionale. Una decisione che potrebbe chiudere una volta per tutte (forse) la polemica tra Pd e associazione dei partigiani, la cui linea ufficiale è per il no. “Naturalmente, sede, data, modalità di svolgimento e scelta del moderatore (o della moderatrice) dovranno essere concordate”. La mossa di Renzi di invitare il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia a un incontro pubblico per confrontarsi sulle riforme approvate dalla maggioranza era stato proprio l’ultimo capitolo dello scontro tra partigiani e democratici, in corso ormai da mesi. Da ultimo, ad accendere di nuovo gli animi, era stato il divieto nei confronti dell’Anpi di fare propaganda per il no. Poi il Pd ha cambiato idea e ha ammorbidito i toni. Così ora l’Anpi ha deciso di confermare la propria presenza alle feste dell’Unità e accettare l’invito al confronto. “La questione circa la libertà, senza limitazioni, dell’Anpi di usufruire di spazi all’interno delle Feste dell’Unità, appare sostanzialmente e ragionevolmente risolta” si legge in una nota dell’Anpi.

Qualche giorno fa sulla spiaggia di Nizza alcuni agenti di polizia hanno multato e fatto spogliare una donna che indossava un paio di leggings, una maglia a maniche lunghe ed un foulard. Non era neppure un burkini e lei stava beatamente sonnecchiando prima che, in presenza di indifferenti o partecipi – in senso razzista – villeggianti, gli agenti la sottoponessero ad una vera e propria umiliazione pubblica. Il sindaco di Nizza fa sapere che chi ha divulgato le foto sarà denunciato. Non solo l’atto di crudele autoritarismo ma bisogna assistere anche alla censura.

Nicolas Sarkozy is the perfect candidate for a France so shaken by terror that it bans … https://t.co/7xZZHzdIRp pic.twitter.com/KImpunp0Pa

Doveva essere l’occasione per rimettere in moto la pubblica amministrazione, che con le sue disfunzioni è uno dei maggiori fardelli sulle spalle di cittadini e imprese. E invece, il decreto attuativo della riforma Madia sulla dirigenza pubblica rischia di trasformarsi in una mera operazione di taglio dei costi. Che per di più porta in dote una sorta di spoils system, il meccanismo americano che prevede giro di poltrone dei dirigenti pubblici al cambio di amministrazione. “Non mi sembra che il punto di questa riforma sia migliorare il funzionamento della macchina amministrativa – spiega Michele Gentile, sindacalista della Cgil responsabile della funzione pubblica – Mi sembra invece che l’unico problema sia la riduzione della spesa per gli stipendi pubblici e l’introduzione di una sorta di spoils system”. Il cuore delle preoccupazioni del sindacato è il meccanismo di valutazione che rischia di mettere le basi per una sorta di dipendenza dell’alta dirigenza pubblica dalla politica sancendo indirettamente la fine dell’autonomia amministrativa.

Nel marasma generale dei social network alle prese con la terribile tragedia del terremoto che ha colpito l’Italia centrale, tra polemiche sterili e pretestuose e i soliti noti che raccattavano like tra le macerie, c’ha pensato Enrico Mentana, tra gli altri, a mettere ordine, a ricordarci quanto possono essere utili i social durante emergenze del genere, a bastonare gli haters di professione e i leoni da tastiera e a nobilitare il rapporto che può e deve esserci tra informazione e social network.

Il Consiglio di stato francese si è pronunciato contro il provvedimento anti-burkini di Villeneuve-Loubet, uno dei circa 30 comuni transalpini che avevano vietato di indossare sulle spiagge locali il costume integrale islamico. L’istituto francese si è espresso oggi contro l’ordinanza anti-burkini, emessa da diverse municipalità della Costa Azzurra.

“Violazione grave e illegale alle libertà fondamentali” – La sentenza riguarda l’ordinanza emessa dal comune del dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, sulla base di un ricorso presentato dalla Lega dei diritti dell’uomo (Ldh) e il Comitato contro l’islamofobia locale. “L’ordinanza controversa” che vieta di indossare il burkini “ha rappresentato una violazione grave e apertamente illegale delle libertà fondamentali, che sono la libertà di movimento, di coscienza e la libertà personale”. Lo si legge nella nota pubblicata dal Consiglio di stato, massima autorità giudiziaria amministrativa nazionale. Secondo il sistema francese, decisioni temporanee possono essere pronunciate mentre il tribunale prende tempo per pronunciarsi successivamente.

Sorridono Roma, Fiorentina e in fondo anche il Sassuolo, un po’ meno l’Inter che ha pescato in terza fascia una rivale temibile come il Southampton e si ritroverà in un girone tutt’altro che scontato. L’urna della Uefa continua ad essere fortunata per le squadre italiane: dopo l’ottimo sorteggio di Champions League per Juventus e Napoli, anche quello di Europa League va complessivamente bene alle rappresentanti della Serie A, ben quattro quest’anno dopo la “retrocessione” dei giallorossi dai preliminari di Champions.

Archivi