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Installare un’applicazione sullo smartphone, poi disinstallarla, è ordinaria amministrazione. Non importa perché l’avete rimossa, quello che conta – e che forse non sapete – è che la sua cancellazione potrebbe non mettervi al riparo dalla pubblicità che prima vi arrivava tramite la stessa app. Alcuni servizi continuano a essere silenziosamente attivi e permettono di continuare a tracciare le attività dell’utente “infedele”.

Ha confessato, con relativa chiamata in correo dei colleghi, uno dei militari indagati per il pestaggio subito dal geometra romano, Stefano Cucchi. Era l’ottobre del 2009, Cucchi, moriva all’ospedale Sandro Pertini di Roma, sei giorni dopo essere stato arrestato per possesso di droga dai carabinieri, che secondo le ricostruzioni, lo avevano massacrato di botte. Sospetti, dubbi, interrogatori, hanno tempestato questi nove lunghi anni che hanno portato alla verità sulla morte del giovane romano. Ombre e dubbi si sono riversati sull’arma dei carabinieri in questi giorni, accentuati anche dalla condanna con rito abbreviato di uno dei due carabinieri accusati di aver violentato due studentesse statunitensi in periodo di studio a Firenze. Il collega, ha preferito il rito ordinario ed è stato rinviato a giudizio. Vertici indagati. Veleni tra ufficiali. Rapporti opachi con la politica. La Benemerita negli ultimi tempi vive un momento difficile. L’immagine dell’arma dei carabinieri è stata offuscata negli ultimi giorni da questi fatti di indubbia gravità. Episodi anche inquietanti: gli scandali dal tenore Consip, si consumano nell’interno ed hanno a che fare con l’integrità personale e militare del singolo, ma ci sono episodi che stabilire quale sia il più inquietante è difficile, al di là dell’eco mediatico creato, preoccupano le modalità. Infierire su un fermato, nonostante la gracilità della sua corporatura e le sue condizioni di astenia legate alla tossicodipendenza, è un comportamento inaccettabile, seppur comprensibile la pressione lavorativa e la fatica di uomini di Stato nella lotta allo spaccio, spesso insultati e sbeffeggiati dai delinquenti che sono riusciti faticosamente a cogliere in flagrante e che molto spesso ritornano in stato di libertà dopo qualche giorno. Và aggiunto, comunque, un aspetto: anche un carabiniere ha diritto alla presunzione d’innocenza, per cui sarà la magistratura nei vari gradi di giudizio ad accertare la dinamica dei fatti e l’effettivo rapporto di causa-effetto fra il condannabile pestaggio e la morte di Cucchi. Comportamenti, atteggiamenti, che vanno condannati, prevedendo anche la radiazione per chi non onora e rispetta la divisa, se non altro perché parafrasando una frase che ho sentito e faccio mia “l’uniforme non si porta mai sbottonata e non serve per fare flanella.” Ne esce indebolita e sminuita l’arma dei carabinieri da questo tritacarne mediatico e sociale. Le inchieste, gli episodi di cronaca nera che macchiano l’onore della divisa non aiuta ad avvicinare le forze dell’ordine ai cittadini, non aiutano a rafforzare quel senso di integrità e sicurezza che da sempre e da generazioni si nutre verso gli uomini in divisa. Non so bene se pensare che sia l’uomo a fare la divisa o sia la divisa a fare l’uomo. Forse entrambi uniti, si compensano. Certo è che quando si indossa una divisa ci si aspetta integrità morale e pieno rispetto della divisa in primis e della legge in secundis. Ma ogni appartenente all’arma è prima di tutto un essere umano ed è un singolo che rappresenta la legge, ma è un soggetto che rischia di essere tentato dalla corruzione che dilaga nella società o da comportamenti che non rispecchiano l’integrità personale. E’ per questo che bisogna scindere gli accaduti dalla divisa e dall’appartenenza all’arma, condannare il singolo e non un’intera squadra di uomini e donne che con onore, rispetto ed impegno ogni giorno contribuiscono a garantire la sicurezza e la legalità nelle nostre zone, con non poche difficoltà: carenze d’organico, di mezzi, rischiando ogni giorno la loro vita. Ma la forza della Benemerita risiede proprio nel fatto che la stragrande maggioranza dei suoi uomini porta le stellette non solo sul bavero, ma nel cuore, considera indossare l’uniforme che fu di Salvo d’Acquisto un fatto etico prima che estetico. Uomini giusti che hanno fatto della divisa la loro vita, vi racconto di Marco Pittoni, giovane tenente dei carabinieri che nel 2008 per sventare una rapina in un gremito ufficio postale degli inizi di giugno, nel centro cittadino di Pagani (Salerno), pagò con la vita pur di preservare la vita di tanti, tra cui molti bambini. Era soprannominato il “tenente buono”, quel carabiniere che entrando in una casa per lavoro incontrò un bambino che desiderava una bicicletta, uscito acquistò quella bicicletta tanto desiderata dal piccolo. Dentro quella divisa c’era un uomo umano, giusto e buono. Lottò con impegno e con tutte le sue forze contro il terrorismo delle brigate rosse prima e dalla mafia poi, di cui ne resterà vittima: Carlo Alberto Dalla Chiesa, vice comandante dell’arma dei carabinieri. Uomo d’impegno e di integrità professionale. Uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita in segno di un’ideale, uomini che hanno indossato con onore e rispetto la divisa, onorandola sino alla morte. La biografia che si scorre in “vittime del dovere”, banca dati che raccoglie storie di vita e di morte degli appartenenti alle forze dell’ordine, è lunga e tempestata di atti di eroismo in una società difficile e complessa, ma che ai loro occhi sono atti ordinari, perché come disse nella sua omelia in occasione del decennale della scomparsa del tenente Pittoni, il cappellano militare “i veri carabinieri firmano col sangue il loro contratto”. Quasi ogni giorno, chi come me fa l’assistente sociale o comunque lavora nel panorama sociale, interagisce e collabora con l’arma dei carabinieri, che spesso con umanità, con delicatezza, con rispetto umano, si approcciano a storie intrecciate e difficili, entrando anche nelle case della gente con rispetto, cercando di alleviare paure ed incertezze iniziali: perché le storie di vita non sono indifferenti ai carabinieri. Controllo del territorio e contrasto ad ogni forma di illegalità, uomini e donne pattugliano i territori italiani ogni giorno, diventando anche vittime del dovere pur di garantire sicurezza e rispetto delle regole. Non una delle poche istituzioni che sopravvive alla stima degli italiani, stima che non deve esser messa in discussione mai.

Khashoggi, Erdogan attacca:  «Feroce delitto politico»  Non confermato  ritrovamento dei resti I punti chiave|Foto

Il discorso del presidente turco al gruppo parlamentare del suo partito ad Ankara sull’omicidio del reporter: «Ucciso in modo selvaggio» nel consolato dell’Arabia Saudita e non «per caso»

tovato su: Il Corriere della Sera

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In seguito all’acquisizione da parte del Pastificio Di Martino della maggioranza di Grandi Pastai Italiani S.p.A., il marchio salernitano ha presentato lo scorso maggio, durante il Cibus, il Salone Internazionale dell’Alimentazione di Parma, la pasta fresca ripiena: ingredienti italiani, D.O.P. e I.G.P., sfoglia delicata preparata con uova fresche 100% italiane provenienti da galline allevate a terra, senza glutammato, olio di palma e colza, per una esplosione di gusto tutto mediterraneo.
In una soluzione di packaging unica e rivoluzionaria, provvista di sistema “apri e chiudi” che preserva la freschezza della pasta, tante ricette per soddisfare i gusti di tutta la famiglia: dai classici della tradizione, che esaltano i sapori del territorio, agli abbinamenti più originali e golosi, con ingredienti in pezzi, nel ripieno e nella sfoglia.
Dalla passione dell’azienda per la ricerca del gusto, nascono oggi le Bombette: sfiziose pepite di patate, croccanti fuori e morbide dentro, da saltare in padella e pronte in pochi minuti.
Ieri sera (ndr 22 ottobre), nel corso del Sial Paris, annoverata tra le più importanti fiere internazionali dell’agroalimentare, le Bombette Antonio Amato hanno conquistato il primo premio nella categoria Frozen Food dell’Italian Food Awards 2018; un riconoscimento importante per un’edizione che ha avuto come tema principale l’innovazione e la presentazione di alimenti alternativi.
Antonio Amato ha pensato per le sue Bombette tanti gusti, nell’ottica di soddisfare le esigenze di ogni palato: l’inconfondibile sapore del peperoncino calabrese, per gli amanti dei sapori forti, l’aroma dello zenzero unito ai freschi limoni di Sicilia, per i più audaci. Ricche di gusto e particolarmente golose sono le Bombette ripiene, con un cuore cremoso di mozzarella di bufala campana Dop e pomodoro, funghi o con pesto di basilico.
Le Bombette Antonio Amato rappresentano un prodotto innovativo e di grandissima qualità, elementi vincenti che hanno permesso alle pepite di essere inserite nell’olimpo dei cibi più innovativi dell’anno.

L’articolo Antonio Amato, le Bombette premiate al Sial di Parigi proviene da Ildenaro.it.

Barriere di cemento armato e una rete di oltre 3 metri. Lavori in corso a Piazzale Maslax a Roma, lì dove sorge il presidio informale del Baobab Experience che accoglie migranti, transitanti e non solo. In questo periodo ci sono, secondo i volontari, oltre 200 persone. “Ci stanno chiudendo in gabbia”, dice Roberto Viviani del Baobab. Difficile portare pasti, acqua, o “anche far entrare un’ambulanza”, aggiunge Tania, medico di “Diritti al Cuore”. E si teme lo sgombero.

“La delimitazione serve a perimetrare un’area di cantiere più estesa rispetto a quella attualmente occupata dal presidio Baobab”, spiega a ilfattoquotidiano.it RFI, gruppo Ferrovie dello Stato, proprietaria dell’area. “Nell’area sarà realizzato un parco pubblico, come previsto dagli accordi sottoscritti con Roma Capitale nell’ambito del più ampio progetto di riqualificazione urbana dell’area della stazione Tiburtina”.

Al via la settimana internazionale dell’Università di Salerno in Cina, in occasione dell’evento “One Belt One Road University Presidents’ Forum”. L’evento giunto alla sua terza edizione, vedrà la partecipazione dei vertici delle maggiori istituzioni accademiche europee ed orientali (oltre 40) coinvolte nell’iniziativa. Il Forum nasce con l’obiettivo di implementare una riflessione collettiva intorno all’ambizioso programma volto alla creazione di una “rete di infrastrutture economiche e culturali” di collegamento tra l’Europa e l’Asia per il trasferimento veloce di persone, merci e risorse. Da mercoledì 24 a sabato 27 ottobre la delegazione Unisa guidata dal Rettore Aurelio Tommasetti raggiungera’ Shanghai per l’incontro con la governance della Shanghai University (Shu), uno dei maggiori atenei cinesi, leader nella ricerca scientifica. Nella giornata del 25 ottobre l’agenda internazionale prevede l’incontro bilaterale con il Rettore della Shu, il professor Jin Donghan, per la firma del Memorandum of Understanding, che ha come obiettivi condivisi: la creazione di un centro Pan-Mediterraneo dedicato al progetto “One Belt One Road” e pensato come piattaforma organizzativa delle attivita’ sviluppate dal partenariato Shu-Unisa; l’avvio di scambi interculturali tra docenti, studenti e personale delle due universita’; la realizzazione di progetti di ricerca condivisi e l’interscambio scientifico sull’alta formazione e la ricerca. Il giorno seguente, il 26 ottobre, si aprira’ il Forum “One Belt One Road” con la partecipazione del delegato per gli Affari Esteri del Governo di Shanghai, del Rettore della Shu e del Rettore Aurelio Tommasetti, in rappresentanza dell’Italia.

La Ue boccia la manovra:  «Non avevamo alternative»

La Commissione respinge il documento: «Nuova bozza entro tre settimane». Dombrovskis: «Da manovra Italia danni per tutti». Salvini: «Bruxelles attacca un popolo». Il premier Conte: «Non esiste alcun piano B». E adesso che cosa succede?

tovato su: Il Corriere della Sera

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“È come se fosse esplosa una bomba nucleare in casa Beckham“. Una fonte anonima vicina alla coppia definisce così la situazione tra David e Victoria, una delle coppie vip più celebri e solide. Ad incrinare il rapporto tra i due sarebbero state alcune dichiarazioni rilasciate dall’ex calciatore in un’intervista: “Essere sposato con Victoria è un duro lavoro“, ha detto David Beckham gettando nello sconforto l’ex Posh Spice. “Victoria non non ha idea del perché David sia stato così insensibile e del perché l’abbia messa in imbarazzo in maniera così plateale. Era a pezzi e ha passato due giorni a piangere. Dire che per lei non sia stata la migliore delle settimane è un eufemismo”, ha spiegato la fonte.

Realizzazione di piattaforme tecnologiche. E’ quanto è stato deciso della regione Campania nell’ambito dell’accordo di programma, grazie all’utilizzo dei fondi europei del Por Campania Fesr 2014-2020, per la realizzazione di distretti ad alta tecnologia, aggregazioni e laboratori pubblico privati per il rafforzamento del potenziale scientifico e tecnologico della Regione Campania. L’avviso ha l’obiettivo di sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nonché di connesse attività di formazione, presentati dalle Aggregazioni pubblico-private (App) e Distretti ad Alta Tecnologia (Dat), per la creazione di una massa critica di capitale umano con profilo scientifico-tecnologico e attitudini imprenditoriali idonee a favorire i mutamenti tecnologici ed economici della Regione Campania in coerenza con il percorso di specializzazione tecnologico-produttiva sancito dalla la RIS3 Campania.

“Lo strumento di crescita per eccellenza in un mercato globale? E’ la formazione”. Non ha dubbi Bruno Scuotto, presidente di Fondimpresa, il più importante Fondo interprofessionale per la formazione continua in Italia costituito da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil ed aperto alle aziende di ogni dimensione e settore. “Davanti alle sfide della digitalizzazione e dell’industria 4.0 è oggi necessario trovare formule e competenze innovative senza però perdere di vista le capacità tradizionali legate al manifatturiero”, dice Scuotto. Che annuncia la nascita del “Conto Formazione Digitale”, destinato ad affiancare i tradizionali “Conto Formazione” e “Conto di Sistema” per andare incontro alle nuove esigenze delle imprese.

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