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Non sarà la tanto agognata “materia oscura“, ma anche di questo tipo di materia si sapeva ben poco. E a trovarla è stato Fabrizio Nicastro, scienziato all’Osservatorio di Roma dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), svelando uno dei grandi misteri degli studiosi del cielo. Si tratta di una parte di “materia ordinaria” che compone il nostro universo, ma finora è rimasta “invisibile” agli occhi dei ricercatori. Perché? È fatta di sottili filamenti di gas, che si intrecciano fra loro e sono debolissimi da percepire. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, si deve ai dati del telescopio Xmm-Newton dell’Agenzia spaziale europea e alla collaborazione con diversi centri di ricerca sparsi in tutto il mondo. Fra questi, l’Università di Trieste, la sezione triestina dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), l’Università di Roma Tre e l’Osservatorio di Bologna.

Sono state ridotte le condanne per disastro colposo contro tre dirigenti e amministratori del polo chimico Ausimont e Solvay, società che dal 1995 in poi, secondo l’accusa, hanno avvelenato le falde acquifere della zona di Spinetta Marengo (Alessandria) per via delle perdite degli impianti e dei rifiuti tossici interrati. Queste contaminazioni potrebbero aver causato un’impennata di tumori nella zona. Per questo otto persone, tra amministratori e dirigenti delle due società, erano accusati di avvelenamento doloso delle acque e omessa bonifica, ma molti di loro sono stati scagionati. Lo ha stabilito la Corte d’assise di appello di Torino condannando Giorgio Carimati, Luigi Guarracino e Giorgio Canti a un anno e otto mesi di reclusione, mentre in primo grado erano stati condannati a due anni e sei mesi. La procura generale di Torino riteneva già molto bassa la pena stabilita dal tribunale di Alessandria nel 2015 e per questo il sostituto procuratore generale Marina Nuccio aveva chiesto per tutti pene dai 15 ai 17 anni. Tuttavia la corte è stata di parere diverso: oltre alla tre condanne ridotte, ha confermato quattro assoluzioni (Carlo Cogliati, Bernard de La Guiche, Jacques Joris e Giulio Tommasi) e prosciolto un altro imputato, Francesco Boncoraglio (condannato in primo grado), per la prescrizione del reato.

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tovato su: Il Corriere della Sera

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Dopo la diffusione, in tutto il mondo, del caso dei bambini messicani separati dai propri genitori e trattenuti in centri appositi dalle autorità americane, la segretaria USA al Dipartimento della sicurezza interna, Kirstjen Nielsen, aveva detto ai giornalisti: “I bambini stanno bene, hanno assistenza medica e pure la tv”. Ma la esponente del governo Trump, in serata, ha scelto di mangiare in un ristorante messicano a Washington. Ed è stata contestata da un gruppo di cittadini: “Vergogna! Vergogna! Se i bambini non possono mangiare in pace, allora anche tu non mangerai in pace” le hanno urlato. Lei è rimasta impassibile finché non è intervenuta la sicurezza.

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Dalla pagella ai capelli e ai Casamonica il vicepremier si presenta come padre, ministro leader politico e polemista

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Certe cose non hanno età. A Lanciano un uomo di 96 anni, dopo dieci anni di matrimonio in bianco, chiede il divorzio dalla sua seconda moglie, più giovane di lui di 41 primavere. Vuole il divorzio diretto, senza nessun avvio delle normali procedure di separazione. Per “giusta causa”: non ha mai consumato il rapporto coniugale, infatti. E non certo per sua volontà. La donna, che ha 55 anni, lo avrebbe illuso, irretito e raggirato, non concedendosi nemmeno una volta e puntando invece dritto a questioni ben più solide e materiali: il suo appartamento e la sua pensione di reversibilità. Bastava attendere che l’ultranovantenne, un finanziere in pensione ospite di una casa di riposo, morisse. Ma invece l’uomo, alla fine, si è ribellato. Perché non avrebbe mai dormito con lei, e nemmeno convissuto. E perciò pretende giustizia. C’è di più: le figlie dell’anziano erano completamente all’oscuro del matrimonio contratto dal padre, con rito civile, nel 2009. Se ne sono accorte per caso, l’anno scorso, vedendosi recapitare strane cartelle esattoriali.

“Salvini non rappresenta l’Italia. Non esiste nessuna crisi dei migranti, esiste solo una crisi di valori. È l’Europa che sta naufragando nel Mediterraneo perché non sta rispettando i suoi principi fondatori”. Ada Colau, sindaca di Barcellona, è in visita a Bologna dove ha partecipato alla manifestazione in Piazza Nettuno indetta dai collettivi per la Giornata internazionale del rifugiato. “Mi vergogno, come cittadina della Spagna e dell’Europa, di queste politiche”, ha detto Colau. Sul censimento dei rom invocato dal ministro dell’Interno “ricorda il fascismo”, ha detto, “bisogna dare battaglia in piazza e in tribunale, perché oggi sono i rom, domani a farne le spese sarà qualcun altro”. Colau ha definito antidemocratica la scelta del Parlamento e inserire il divieto di accogliere i migranti economici, mentre sulla proposta di Donald Tusk di dirottare le navi dei migranti verso altri paesi Nordafricani, “è un modo per dire che creiamo centri di detenzione dove si violentano i diritti umani come già succede in Libia”, ha concluso. “Non sarebbe solo immorale, ma l’inizio della fine”. 

Almeno 157 persone hanno perso la vita a causa del maltempo negli ultimi otto anni, e quasi 24mila sono rimaste vittima di ondate di calore tra il 2005 e il 2016, solo in 23 città italiane. Il cambiamento climatico uccide. Se è vero che di queste morti è difficile dire quante siano direttamente legate agli sconvolgimenti del clima e quante sarebbero avvenute anche in condizioni differenti, gli scienziati sono tutti d’accordo sul fatto che il riscaldamento globale sta causando nubifragi, episodi di siccità e ondate di calore più estremi, lunghi e intensi rispetto al passato. Aumentando di conseguenza i rischi per le persone e il territorio.

Monte dei Paschi di Siena e i suoi ex vertici, il gruppo Nomura, la tedesca Deutsche Bank e i rispettivi banchieri d’affari. Tutti coinvolti nelle sanzioni da 2,3 milioni di euro totali disposte da Consob. Nel mirino dell’autorità per la vigilanza dei mercati finanziari, infatti, ci sono le operazioni sui derivati Alexandria e Santorini, avviate a metà anni 2000 e fra le principali cause dei buchi in bilancio dell’istituto senese.

L’Associazione “Unione Forestali, Carabinieri e Diritti” (Unforced) ha dato mandato al suo avvocato, il sannita Egidio Lizza del Foro di Roma, di verificare la sussistenza di una omissione nel versamento dei contributi previdenziali da parte dello Stato agli ex appartenenti del Corpo Forestale dello Stato, con valutazione degli eventuali profili di rilevanza penale.
“Sta emergendo in queste ultime settimane – spiega l’avvocato Lizza – una situazione di forte preoccupazione per tutti i dipendenti dell’ex Corpo Forestale dello Stato: in alcuni casi si sarebbe verificato l’omesso versamento di contributi previdenziali da parte dell’allora amministrazione del Cfs e stiamo verificando se la incompletezza della posizione contributiva abbia interessato la generalità dei lavoratori”.
Una ennesima conseguenza, inverosimile per una Forza di Polizia, scaturita dalla scelta, operata all’epoca dai vertici di Carabinieri e Cfs, di concludere l’assorbimento disposto dalla legge Madia ad ogni costo ed a qualunque prezzo, nel rispetto dei tempi dettati dal Governo Renzi più che dal buon senso, e a dispetto della completezza della documentazione amministrativa che accompagna ciascun dipendente.
“Ferme restando le responsabilità, che potrebbero avere anche rilevanza penale, in capo alla dirigenza del Corpo Forestale dello Stato, è sconcertante il fatto che l’Arma dei Carabinieri, subentrata nei rapporti attivi e passivi al Cfs, non abbia ancora dimostrato concretamente di voler risolvere il problema sollevato da coloro che sono oggi suoi dipendenti a tutti gli effetti, lasciando dunque i militari in una situazione di incertezza su un tema, quello del trattamento di quiescenza e della buonuscita, che rischia di comprometterne la serenità lavorativa e la qualità di vita in vecchiaia. Per questo motivo – conclude Egidio Lizza – valuteremo ponderatamente di procedere contro il datore di lavoro se il problema riscontrato non rientrasse”.

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