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“Era ai tempi di Giovanni XXIII – racconta Umberto Eco – e un mio anziano amico, nel celebrarne entusiasticamente le virtù, disse (con intento paradossale): ‘Papa Giovanni deve essere ateo. Solo chi non crede in Dio può volere tanto bene ai propri simili!’”. E’ il brano di un epistolario, In cosa crede chi non crede: raccoglie le lettere che Eco e il Cardinale Martini si scambiarono da posizioni filosofiche diverse, ma dialoganti.

Carcassa di bue morto di sete nell'area Fulni-o
Danze e canti rituali
Fulni-o

Le popolazioni indigene, secondo qualcuno, sono in possesso di tecnologie spirituali di grandissimo interesse. Ci sono ancora gruppi tribali che, a differenza di altri, sono riusciti a mantenere un contatto profondo con tradizioni arcaiche, nonostante il mutamento di costumi nel modo di abitare e di vivere. Alcuni di essi riescono ancora, in parte, a praticare caccia e raccolta o anche agricoltura, mentre altri sono costretti a piegarsi all’avanzare della tecnologia, utilizzandola per attività per loro del tutto nuove. È il caso dei Fulni-ô, una tribù di settemila persone del Pernambuco, protagonista di una storia abbastanza singolare.

Piero Gobetti muore in Francia il 15 febbraio 1926 ad appena ventiquattro anni e mezzo, in conseguenza dei postumi delle bastonature fasciste. Giornalista, direttore di testata ed editore, ha abbracciato vasti ma non superficiali interessi verso le scienze sociali, la filosofia, la letteratura e il teatro.

Una precocità che gli ha permesso, prima di altri, di capire le radici del fascismo appena insediatosi, visto come male antico della società italiana e autobiografia della nazione, definizione ripresa dal meridionalista Giustino Fortunato.

“Spero che i Cattodem abbiano coraggio per votare no alla stepchild adoption e che numerosi grillini votino no in modo tale che la stepchild salti. Poi, se fossi il leader del Pd io la stralcerei”. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, parlando a In mezz’ora su Rai 3, ribadisce la sua contrarietà alle adozioni da parte dei partner dello stesso sesso inserita nel ddl Cirinnà, nei prossimi giorni in discussione al Senato. Nel caso in cui Renzi fosse disposto a toglierla, il ddl passerà. Ma il presidente del Consiglio non avrebbe intenzione di fare il passo indietro. “Io ho detto” al premier Matteo Renzi: “Hai su un piatto d’argento il sì di tutta maggioranza e anche più” e, al tempo stesso, “sei uno che vuol stravincere se rifiuti questa ipotesi”. Ma Renzi mi ha detto che “la posizione del Pd non è per stralciare” la stepchild. Tuttavia, dice, se dovesse passare, “proporrò il referendum“. “Non sono per il cupio dissolvi dell’intera legge”, ha precisato, sottolineando che i dubbi riguardano nello specifico il tema dell’adozione. E a chi gli chiede se l’eventuale approvazione della stepchild possa portare delle ripercussioni all’interno della maggioranza il ministro risponde: “Non faccio minacce ma posso esserne sicuro. Non posso prevedere gli effetti indiretti di una scelta diretta”.

Giorgio Parisi, uno dei più noti fisici italiani, insieme ad altri colleghi, ha scritto una lettera alla rivista Nature (ripresa anche in un’intervista al Fatto Quotidiano) in cui denuncia il grave stato di abbandono della ricerca scientifica nazionale. Da questa lettera è stato poi promosso l’appello (che ho sottoscritto) “Salviamo la ricerca italiana” in cui si invita l’Unione Europea a fare pressione sul governo italiano perché finanzi adeguatamente la ricerca in Italia e porti i fondi per la ricerca a un livello superiore a quello della pura sussistenza: qualche tempo fa avevo scritto, insieme ad altri colleghi di diversi paesi europei, una lettera aperta a tutti gli scienziati e cittadini d’Europa sul problema della ricerca e dunque il tema mi trova piuttosto sensibile. Oltre la questione, primaria, della quantità di finanziamento, a mio parere c’è anche il problema di come il finanziamento viene suddiviso tra le diverse linee di ricerca: vediamo di cosa si tratta e perché è anche un problema importante.

È un Giancarlo Leone trionfante, che snocciola dati su dati, record su record, quello che ha il compito di aprire la conferenza stampa di fine Festival. Nelle prossime settimane si giocherà la riconferma a direttore di RaiUno, anche se i giochi sembrano fatti e pare debba “accontentarsi” di una ricollocazione di lusso: davvero la Rai di Maggioni e Campo Dall’Orto possono silurare un direttore di rete che porta a casa un risultato così? Sì, a quanto pare.

L’equidistanza politica del direttorissimo è un’incognita enorme, visto che la Rai renziana non vuole fare prigionieri. Sarà anche alla fine del suo impero, ma Leone piazza comunque la zampata: in conferenza stampa, di fronte alla stampa tutta, chiede ufficialmente a Conti di condurre anche la prossima edizione. Organizzato o no, il siparietto finisce con il lieto fine, con Carlo Conti che accetta il tris.

La Juventus, senza disputare una partita straordinaria, è riuscita a sconfiggere 1-0 il Napoli: quindicesima vittoria consecutiva in campionato e conquista, in solitario, del vertice della serie A.

Dopo la partita Maurizio Sarri ha riconosciuto la superiorità degli avversari: “La Juve è di un’altra categoria e abbiamo pagato la nostra inesperienza ad affrontare partite così importanti. Questo match ci farà crescere e ci darà uno stimolo in più”.A commentare l’esito del successo, che “vale più di tre punti“, anche il tecnico bianconero Massimiliano Allegri, evidentemente soddisfatto dell’inserimento di Simone Zaza, rivelatosi decisivo con la rete realizzata a 180 secondi dalla fine della partita. L’attaccante juventino arriva così a 7 gol stagionali, in sole cinque presenze da titolare (15 complessive): quattro in campionato, uno in Champions League e due in Coppa Italia.

Fibre Parallele

Le parole sono importanti, sentenziava quello con la calotta in testa a bordo piscina prima di vibrare il sonoro ceffone. Anche i nomi sono importanti. Se il nome non te lo danno, come accade alla nascita, ma te lo devi scegliere, come accade alle compagnie teatrali, è ancora più difficile. E se sbaglio? E se tra non molto tempo non mi/ci rappresenta più? E se adesso suona bene e domani mi ha già stufato? Darsi un nome, un marchio, che rimarrà, sulle locandine, nei comunicati stampa, sui libri. Deve essere uno spot scorrevole, non disturbante, soprattutto si deve ricordare, non deve passare inosservato, non deve cadere nel dimenticatoio e nell’oblio, non si deve confondere con altri del passato, deve essere brillante, forse anche esotico. C’è chi punta sull’erotico, chi sul bizzarro, chi sullo strambo.

Lo spettro della mobilità si agita su almeno 100mila dipendenti delle società partecipate dalle amministrazioni pubbliche. “E’ una replica del processo di mobilità delle Province, che già non sta funzionando – spiega Federico Bozzanca, segretario nazionale Fp Cgil – E in questo caso, il rischio è ancora più grave e problematico”. Al centro del dibattito, stanno gli ultimi decreti partoriti dalla riforma della pubblica amministrazione. Uno di questi prevede il taglio delle società partecipate: l’obiettivo dichiarato del governo è passare da 8mila a mille. I sindacati apprezzano l’intenzione di razionalizzare, ma allo stesso tempo sono preoccupati dall’impatto occupazionale di questa operazione. Migliaia di dipendenti, infatti, rischiano di trovarsi senza un datore di lavoro e, di conseguenza, invischiati in un processo di mobilità dai contorni ancora tutti da definire.

Il presidente del Palermo Calcio Maurizio Zamparini è noto non solo per le sanzioni inflitte dalla Commissione Disciplinare della Figc ma anche per le esternazioni che gli sono costate l’accusa di razzismo. Nel marzo 2007, intervenendo a Radio Radio aveva criticato l’atteggiamento tenuto in campo dal giocatore della Fiorentina Mutu che “da bravo zingarello ha fatto il furbo. Del resto tutti i rumeni fanno un po’ i furbi”. Nell’occasione il Consiglio Rumeno per la lotta alla discriminazione aveva duramente criticato “il comportamento razzista, non sportivo e discriminatorio” di Zamparini, condannando un atteggiamento che, insieme ad altri “promuovono pregiudizi e stereotipi riguardanti l’etnia e la nazionalità di una persona, ma anche tratti del suo popolo”.

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