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È al minuto 30 del suo nuovo programma “Fiorello Il Socialista” andata online su Facebook che l’artista siciliano racconta che anche lui ha avuto a che fare con Harvey Weinstein, il produttore hollywoodiano al centro di uno scandalo sessuale che ha incendiato il mondo del cinema. Lo showman, tra una battuta e uno stacchetto musicale, rivela di essere in possesso di una lettera “vera” in cui il produttore, dopo avere incassato un no ad un copione di un suo film, gli scrisse che Hollywood gli avrebbe chiuso per sempre le sue porte.

“E’ una legge elettorale che stanno cercando di fare contro di noi. Ma una legge non può fermare il corso della storia, né la volontà dei cittadini”. Lo dice Luigi Di Maio, a Misterabianco, durante un incontro elettorale con candidato governatore Giancarlo Cancelleri

L’articolo Legge elettorale, Di Maio: “Mastella è già pronto a resuscitare l’Udeur. Così i partitini ricatteranno il governo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Dal bonus mobili agli «sconti»   per i bus  La manovra:      le ultime novità proposte

A una settimana dal via libera in consiglio dei ministri il disegno di legge non è stato ancora trasmesso in Parlamento. Ma il testo continua a cambiare. Estesa al 2018 anche la cedolare secca per gli affitti. Aumento di 400 euro al mese per i presidi.

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Avevo raccontato la vicenda del call center di Paternò, in un mio post di luglio. Si tratta di 600 operatrici e operatori licenziati a causa della cattiva gestione aziendale, che invece di arrendersi alla “cattiva sorte”, hanno deciso di prendere in mano la situazione, riuscendo a tenere unito e compatto il gruppo per oltre un anno, capendo che solo tentando il rilancio della loro attività con idee innovative e moderne avrebbero potuto salvaguardare il posto di lavoro.

Il vento autonomista soffia da un pentagono dalla forma irregolare, nel cuore del Veneto. Non da Venezia, non da Verona, non da Padova, le prime tre città della regione per popolazione. Piuttosto da cittadine che non superano i 15mila abitanti, più spesso da paesi che a stento superano i 2mila. Non borghetti, non puntini sperduti. Quasi sempre i paesi che fanno da carbone alla vecchia locomotiva, quella d’Italia. Per disegnare quel pentagono si può partire da Terrassa Padovana per salire su fino a Roveré Veronese, si può svoltare verso Valdagno e superarla per raggiungere Borso del Grappa e scendere di nuovo per attraversare Noale e tornare dietro ai Colli Euganei. E’ qui che le urne si sono gonfiate di schede, bagnando con un plebiscito le parole di Luca Zaia, della Lega Nord, del centrodestra in generale. Da una parte è la conferma che questa parte di Nord, da Ferrara in su, è tornata a identificarsi con il pensiero berlusconiano-leghista, dopo la sbandata per Renzi nell’anno del 40 per cento delle Europee. Ma dall’altra parte torna di nuovo il tema che ha segnato tutte le elezioni degli ultimi anni, dalle Comunali al referendum costituzionale fino alle stesse primarie del Pd: la città da una parte, la periferia, la provincia, la campagna dall’altra.

Sembrano due mondi lontani, non semplicemente due campionati diversi. Classifica di un ottobre fa, dopo nove giornate: Juventus 21, Roma e Milan 19, Napoli 17, Torino e Lazio 15. E l’Inter? Quattordicesima, a quota 11, fresca di  batosta a Bergamo. L’Inter di de Boer, l’olandese volante (e difatti volò via). Così oggi, invece: Napoli 25, Inter 23, Juventus e Lazio 22, Roma 18 (e una gara in meno). E il Milan? Undicesimo, con 13 punti e già quattro sconfitte, più il rosso a Bonucci per aver mollato una gomitata a Rosi, guerriero del Genoa. Lo 0-0 di San Siro ha scatenato fischi e l’ennesima caccia al sostituto di Montella, ma non (ancora) di Fassone e Mirabelli. È un torneo che sta scappando dalla cella dei pronostici estivi, un’evasione in piena regola. Prendete la Juventus di Udine: veniva dal k.o. inflittole da Immobile, rimonta, si fa rimontare e, in dieci, esplode addirittura quattro reti. In tutto, 6-2. Higuain? Zero. Dybala? Idem, con l’asterisco di un vaffa ad Allegri, al momento del cambio.

Renzi ha massacrato i risparmiatori e adesso vuole fare il loro paladino. Lui e la Boschi sono gli aguzzini dei correntisti bancari italiani, non i salvatori”. Lo dice Luigi Di Maio, a Misterbianco. “Quando fanno lo show mediatico su Visco e Banca d’Italia per fare vedere che vogliono tutelare i risparmiatori si devono ricordare che quando hanno governato non solo hanno favorito le banche, ma in 20 minuti hanno fatto un decreto per salvare la banca della Boschi e mandare sul lastrico migliaia di risparmiatori”.

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“Sono molto preoccupata che ci sia una tale rivolta in un quartiere per l’arrivo di dodici ragazzi”: così il ministro della Difesa Roberta Pinotti stamani a Genova a margine della presentazione del suo laboratorio di politica per la formazione dei giovani liguri commenta il cartello di minacce contro don Martino, direttore di ‘Migrantes’ davanti all’ex scuola materna Govone dopo l’apertura di un centro di accoglienza a Multedo. Il ministro Pinotti stamani ha incontrato il prefetto Fiamma Spena per fare il punto sulla situazione.

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Gli ultrà Lazio e Anna Frank con la maglia  della Roma: domani Lotito in Sinagoga Le foto| Calcio e razzismo

L’episodio è avvenuto durante la partita col Cagliari di domenica sera. La Curva nord era chiusa per cori razzisti, gli ultrà erano stati ammessi nel settore opposto. Sull’accaduto indaga la procura sportiva

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C’è anche il nonno di Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni vittima di abusi, morta il 24 giugno del 2014 dopo essere stata scaraventata dall’ottavo piano di uno degli edifici del parco Verde di Caivano (Napoli), fra le tre persone a cui i carabinieri di Casagiove (Caserta) hanno notificato due arresti domiciliari e un obbligo di dimora nell’ambito di un’indagine su un giro di prostituzione. I clienti venivano accolti da prostitute e trans in abitazioni trasformate in case di appuntamento, tra Caserta, Casapulla e San Nicola la Strada, prese in affitto a prezzi di mercato dagli indagati grazie a prestanome e subaffittate a prezzi più alti a lucciole provenienti da tutta Italia che arrivavano per qualche settimana e poi andavano via. Vincenzo Guardato, padre della mamma di Fortuna Mimma Guardato, è ai domiciliari. Misure cautelari anche per Antonietta Zuppa e Luigi Romano, ritenuti dagli inquirenti i promotori dell’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento della prostituzione.

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