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La sentenza

La Trattativa – “Graviano cita Berlusconi. Il Ros accelerò via D’Amelio”

Le motivazioni – Secondo i giudici l’ex premier era conscio della minaccia mafiosa veicolata da Dell’Utri al suo governo

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L’ultimo ricatto di

Non c’era miglior modo di ricordare il 26° anniversario della strage di via D’Amelio che depositare proprio il 19 luglio le motivazioni della sentenza sulla trattativa Stato-mafia. Quella della Corte d’Assise di Palermo che il 20 aprile ha condannato tre alti ufficiali del Ros (Subranni, Mori e De Donno) e l’ideatore di FI (Dell’Utri) con […]

Non c’è intesa tra Tria e i vicepremierCortocircuito nel governo su Cdp

Il vertice sulle nomine convocato (e poi sconvocato) da Conte costretto a mediare

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L’Italia ha avuto un presidente del consiglio che pagava Cosa nostra mentre sedeva a Palazzo Chigi. E non negli anni Cinquanta, ma almeno fino alla fine del 1994 quando la mafia aveva già mostrato il suo volto più feroce: aveva fatto a pezzi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, otto agenti di scorta, dieci civili, comprese due bambine. Quel presidente del consiglio si chiama Silvio Berlusconi ed elargiva denaro ai mafiosi sempre nello stesso modo: tramite il fido Marcello Dell’Utri. Ne sono sicuri i giudici della corte d’Assise di Palermo. E lo scrivono nelle motivazioni della sentenza che ha condannato l’ex senatore di Forza Italia a dodici anni di carcere alla fine del processo sulla Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa nostra.

Nibali  cade e si ritira: Tour sotto accusa.  Confermata la frattura vertebrale Lo schianto La caduta: il video  amatoriale

Sulla salita finale dell’Alpe d’Huez l’italiano è ostacolato da due moto della polizia: «Colpa loro». Recupera e arriva con 13’” di distacco, poi gli esami choc e il ritiro

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Un nuovo progetto editoriale “per i giovani“, interamente digitale, per “andare oltre il giornalismo tradizionale”. Dopo l’annuncio su Facebook, Enrico Mentana ha presentato a Milano il progetto del suo giornale online, che nasce con la promessa di assumere “solo under 33 e over 33 solo se sono dei Cristiano Ronaldo”. E poi: “Mai come oggi serve prima di tutto giornalismo di qualità, e sono convinto che ci siano tantissimi giovani più che meritevoli che non aspettano altro di poter cogliere la loro occasione“. Durante la serata, però, il direttore del Tg La7 ha aperto una disputa dal palco con un giornalista dell’agenzia Dire, che ha fatto una serie di domande sul ruolo di Cairo nel progetto editoriale. Inizialmente Mentana ha evitato di affrontare il tema, poi per due volte ha dato del “coglione” al collega, dicendogli anche “non verrai mai assunto“. Nicola Mente, il giornalista in questione ha risposto di essere già assunto, appunto alla Dire, dicendo al direttore che non può permettersi insulti gratuiti. Mentana lo ha ripreso tornando al punto dell’assunzione dei giovani e non dell’assetto industriale: “Chiedete agli editori dei giornali perché non vengono assunti i giovani da anni“.

Brexit, che succede senza accordo? Prezzi su, voli  a rischio, europei senza diritti

Il governo britannico sta preparando un documento di 70 pagine in cui spiega le potenziali conseguenze del «no deal». Lo scenario anche secondo Bruxelles è sempre più probabile

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Morta la donna travolta in auto: il dramma di Alessandra e dell’attore Paolini Foto

Vicenza, il figlio contro l’attore: «Dice di esserci vicino ma qui non si è mai visto»

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E’ morta alle ore 20 di giovedì sera Alessandra Lighezzolo, la donna vicentina rimasta ferita, assieme ad un amica, nel tamponamento sull’autostrada A4 causato dalla vettura guidata da Marco Paolini. La donna, 53 anni, era stata ricoverata in condizioni gravi nell’ospedale Borgo Trento di Verona. La commissione che doveva accertare la morte cerebrale si era riunita intorno alle 14. Sei ore dopo è arrivata la dichiarazione di morte. L’amica è invece in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita: era lei a guidare la macchina al momento dell’incidente.

Borsellino, i giudici: «Il dialogo tra Stato  e mafia accelerò strage di via D’Amelio»

La Corte: correttezza del Quirinale sul caso Mancino

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Google finisce in mezzo alla guerra dei dazi tra Washington e Bruxelles. Il presidente americano Donald Trump chiama in causa il colosso di Mountain View, criticando la maxi multa da 4,34 miliardi di euro imposta dalla commissione Ue per aver abusato della posizione dominante del suo sistema operativo Android. “Ve l’avevo detto! L’Unione europea ha appena dato una multa da 5 miliardi di dollari a una delle nostre più grandi aziende, Google. Hanno davvero approfittato degli Stati Uniti, ma non durerà a lungo“, scrive Trump su Twitter. E il cinguettio dell’inquilino della Casa Bianca potrebbe far aprire un nuovo fronte anche sull’interscambio tecnologico tra le due sponde del Pacifico.

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