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Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Il midazolam è legale. Le iniezioni letali con cui si uccidono i prigionieri nel braccio della morte possono andare avanti. E’ la decisione che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha preso dopo che quattro condannati alla pena capitale in Oklahoma avevano messo in discussione l’uso del medicinale. “Non stordisce il condannato, non lo rende inconsapevole prima della morte”, sostenevano i quattro, e quindi viola l’Ottavo Emendamento, che proibisce una punizione “crudele e inusuale”. “Non c’è alcuna prova che il condannato sperimenti dolore”, ha stabilito la maggioranza dei giudici.

Il 9 luglio l’Unione europea discuterà una legge sulla “libertà di panorama“, ovvero una limitazione del diritto d’autore che consente di scattare e riprodurre fotografie di edifici, opere e luoghi pubblici, senza infrangere il diritto d’autore di alcuno. Secondo l’Huffington Post, se dovesse passare, potrebbe essere necessaria un’autorizzazione per scattare una foto a un monumento pubblico e condividerla sui social network. La riforma del copyright è stata proposta dalla europarlamentare tedesca Julia Reda, segretaria del Partito Pirata, secondo la quale è arrivato il momento di rinnovare il diritto d’autore in Europa visto che l’attuale legge risale al 2001, quando ancora non esistevano i social network. L’obiettivo è di difendere le immagini che vengono caricate su un sito di accesso pubblico e quindi potenzialmente riproducibili a fini commerciali.

Guidava l’autobus Blq Stazione-Aeroporto, uno dei più frequentati a Bologna, ma non aveva la patente necessaria per stare al volante. O meglio ne aveva una falsa e con quella da una decina di giorni era riuscito a farsi assumere. Un signore di 40 anni è stato denunciato per ricettazione e falso perché sabato sera 27 giugno, dopo un banale e lieve incidente con un taxi, alla polizia municipale che era arrivata per fare i rilievi ha presentato un documento di guida falso. Ma, purtroppo per lui, i vigili si sono accorti che quel tipo di documento nonostante avesse una data di rilascio recentissima, non era più in uso da almeno due anni.

Oscar, centrocmpista del Chelsea
Isco, centrocampista del Real Madrid
Steva Jovetic, attaccante del Manchester City
Erik Lamela, attaccante del Tottenham
Mohamed Salah, centrocampista della Fiorentina
Mattia Destro, attaccante della Roma
gervinho 240
roma feyenoord 675
Gervinho, attaccante della Roma
Giannelli Imbula, centrocampista del Marsiglia
Juan Guillermo Cuadrado, esterno del Chelsea
Fabio Borini, attaccante del Liverpool
Eder, attaccante della Sampdoria

La Juventus cerca un attaccante: sono cinque i nomi sul taccuino dei dirigenti bianconeri. I più caldi sono Oscar del Chelsea e Isco del Real Madrid ma allo stesso tempo il valore del cartellino di entrambi sarebbe troppo altro per le casse dei campioni d’Italia. La Juve a fine giugno ha già speso circa 65 milioni per gli acquisti di Paulo Dybala dal Palermo e Mario Mandzukic dall’Atletico Madrid e per il riscatto di Roberto Pereyra dall’Udinese, senza contare i 15 milioni per Simone Zaza del Sassuolo, che farebbero aumentare le uscite a circa 80 milioni, scrive La Gazzetta dello Sport. L’alternativa potrebbe essere l’ex viola Stevan Jovetic, ora al Manchester City. La dirigenza bianconera, però, vorrebbe assicurarsi l’attaccante con la formula del prestito gratuito. Meno percorribili le strade che portano a Erik Lamela del Tottenham e a Mohamed Salah del Chelsea: il club inglese non vorrebbe privarsi del talento argentino, comprato due stagioni fa per 30 milioni dalla Roma, mentre per l’egiziano si prevede un altro anno a Firenze: la Fiorentina, infatti, sarebbe pronta ad accontentare la richiesta dell’aumento di ingaggio del numero 74, senza contare che il Chelsea preferirebbe lasciare l’esterno di Basion in riva all’Arno.

Franco Bonanini, detto Il Faraone, ex presidente del Parco delle 5 Terre arrestato nel settembre 2010 nell’ambito di una inchiesta per associazione per delinquere finalizzata a truffa, peculato, corruzione, calunnia, abuso d’ufficio e concussione, è stato condannato dal Tribunale della Spezia a 7 anni e 10 mesi di reclusione. Il pm aveva chiesto 10 anni. Bonanini, che oggi non era in aula, ricorrerà in appello come annunciato dal difensore Carlo Di Bugno. Secondo l’accusa esisteva “un sistema di potere illegale a opera di un sodalizio criminale in cui perfino le persone vessate erano asservite”. Comune e Parco “erano sovrapposti e si usavano le cooperative, senza alcuna resistenza di chi le amministrava”. Tra gli imputati era nata “una associazione a delinquere con un vincolo stabile fra gli associati uniti nella realizzazione dei reati, ma con una netta separazione di ruoli”.

Con la serie A chiusa per ferie sul prato del San Paolo domenica si è giocata l’ennesima partita delle polemiche tra il comune di Napoli e Aurelio De Laurentiis. Il motivo? Secondo gli azzurri il palco su cui si esibirà venerdì 3 luglio Vasco Rossi ha già creato dei danni al manto erboso. Inoltre gli organizzatori non avevano l’autorizzazione per montare la struttura sulla parte verde dell’impianto, visto che il club, per una convenzione piuttosto inedita con il Comune ha la gestione esclusiva del terreno di gioco almeno fino a martedì 30 giugno. Tecnicamente nemmeno Vasco potrebbe calpestare l’erba del San Paolo prima di quella data.

È “pacifico” che l’impianto dell’Ilva nel quale ha perso la vita l’operaio Alessandro Morricella investito da un getto di ghisa liquida, fosse “sprovvisto dei più elementari dispositivi destinati e idonei alla protezione dell’incolumità dei lavoratori”. Lo ha scritto il gip di Taranto, Martino Rosati, nel decreto con il quale ha convalidato il sequestro senza facoltà d’uso dall’Altoforno 2 dello stabilimento siderurgico richiesto dalla procura tarantina. Nelle 12 pagine del documento il magistrato ha spiegato oltre agli accertamenti svolti dagli investigatori è stata proprio l’azienda con il suo atteggiamento a confermare questa mancanza.

“Il governo ci sta raggirando, ci stanno chiedendo di votare e nessuno si prende la briga di spiegarci cosa accadrà il giorno dopo”. Theodoros con la sua camicia a righe blu e bianche, da cui spunta la maglietta della salute, parla concitato. È arrabbiato e spaventato, a sentirlo senza vederlo si potrebbe pensare si tratti di un giovane dei centri sociali. Invece è un ex impiegato, un colletto bianco, arrivato alla pensione ancora in piena forma. “Siamo in gruppo di paesi in cui ci conviene restare, se usciremo dall’Europa diventeremo come il Kosovo o l’Armenia. Mi spiace parlare così di questi paesi, ma non so più dove stiamo andando”. In fila con Theodoros, ai bancomat della National Bank ad Atene poche ore dopo l’annuncio del referendum sul programma di aiuti Ue e soprattutto dopo la decisione del premier Tsipras di chiudere le banche, ci sono diverse persone che annuiscono alle sue parole. “I nostri soldi sono al sicuro in queste banche –commenta Shysos, che ha ascoltato scalpitando per poter dire la sua- e sono al sicuro perché c’è l’Europa, se non fosse così i risparmi di una vita di milioni di greci verrebbero risucchiati nel debito nazionale”.

Osama Bin Laden non è rimasto ucciso nel raid dei Navy Seals statunitensi del 2011 ad Abbottabad, ma “è morto nel 2005 per cause naturali”. E’ quanto ha affermato l’ex capo dei servizi segreti militari pachistani Isi, il generale Hameed Gul, in un’intervista all’emittente privata Geo News. Gul si dice sicuro che prima o poi “emergerà tutta la verità” sull’operazione segreta condotta il 2 maggio 2011.

In quella data, durante il raid notturno nel bunker di Abbottabad, a nord di Islamabad, in Pakistan, le forze speciali Usa uccisero lo sceicco saudita mentre dormiva con una delle sue mogli, poi gettarono il corpo nelle acque del Mar Arabico. Secondo quanto fu riferito dalle autorità statunitensi, la salma fu gettata in mare da una portaerei nel Mar Arabico settentrionale dopo una breve cerimonia funebre. L’ex generale Gul, in pensione dal 1992, era stato accusato in passato di aver appoggiato Bin Laden e i talebani.

Il generale di corpo d’armata della Guardia di Finanza Domenico Minervini è iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Bologna per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. Come anticipato da ilfattoquotidiano.it, per due anni l’alto ufficiale, oggi comandante interregionale per l’Italia centrale, aveva infatti avuto in comodato d’uso gratuito una automobile (e non due come riportato nel nostro primo articolo) da una concessionaria bolognese.

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