“Un ex militare interrogato nella notte”. Un testimone avrebbe visto i preparativi

Un ex ufficiale dell’aeronautica, con un passato vicino ai Servizi, famigliari che vendono bombole di gas e buone conoscenze di ingegneria elettronica. E’ una delle piste seguite ieri dagli investigatori, che lo hanno interrogato a lungo, seguendo l’ipotesi del gesto isolato per l’attacco alla scuola. E assieme all’uomo – secondo quanto riferisce Brindisireport.it, il sito che per ieri ha diffuso le prime immagini dell’attentato - ci sarebbe anche una seconda persona interrogata. Ma quella dell’attentatore folle è solo una – forse la prima – delle piste investigative. C’è anche un testimone: “Ho visto un uomo che di notte trasportava un cassonetto ma non ricordo di più”. La notizia trapela in tarda serata. Mentre gli investigatori valutano la sua attendibilità. Si batte ogni pista. Anche quella di un legame con la mafia e una “trattativa bis”, che giunge da ambienti investigativi centrali, mentre, qui a Brindisi, l’ipotesi mafia viene considerata residuale: “Una bassa probabilità” dicono gli inquirenti al termine di una lunghissima riunione.

Terremoto del 5.9 Richter alle ore 4.04 in Emilia Romagna. Quattro morti

E’ di quattro morti il bilancio – ancora provvisorio – della forte scossa di terremoto avvertita nella notte in tutto il Nord Italia. Le vittime sono tutte in Emilia Romagna, dove si è registrato l’epicentro del sisma di magnitudo 5.9, tutte in provincia di Ferrara: due a Sant’Agostino, nel crollo di una fabbrica di ceramica, una a Ponte Rodoni di Bondeno, dove è caduto il capannone di un’azienda a ciclo continuo di polistirolo espanso. Una quarta vittima è stata uccisa da un malore. Si tratta di una donna di 37 anni che viveva nel bolognese. Ingenti danni anche in provincia di Modena, dove sono segnalati diversi crolli.

Terremoto del 5.9 Richter alle ore 4.04 in Emilia Romagna

Una forte scossa di terremoto è stata avvertita attorno alle 4.04 in tutta l’Italia del Nord. Il movimento, di tipo ondulatorio, è durato una ventina di secondi. La scossa di 5.9 della scala Richter ha avuto il suo epicentro a 36 chilometri a nord, nord ovest di Bologna (tra Cento, Finale Emilia e San Felice sul Panaro) con una profondità (ipocentro) di 10 chilometri sotto le superficie terrestre. Una scossa del 4,1 della scala Richter aveva interessato attorno all’1.15 la zona tra Mantova, Rovigo e Modena e ancora una volta la stessa zona all’1.43 con una scossa del 2.2

Terremoto, scosse in Pianura Padana. Tremano Emilia e Veneto

Notte di scosse sismiche in Emilia Romagna e Veneto, avvertite in tutto il Nord Italia. All’1.13 terremoto di magnitudo 4.1 in Pianura Padana, tra le province di Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 6,2 km di profondità ed epicentro in prossimità dei Comuni modenesi di Finale Emilia e San Felice sul Panaro, e di quello mantovano di Sermide. La scossa è stata seguita all’1.43 da una replica di magnitudo 2.2. Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile, non risultano al momento danni a persone o cose. Replica intorno alle 4, con la scossa tellurica avvertita nitidamente in tutto il Nord, da Milano a Rimini, con il tam tam dei commenti che fa il giro di Twitter e Facebook.

Disabili protestano contro il centro pedonalizzato. Accerchiato l’assessore

 

Erano un’ottantina i disabili che hanno manifestato contro la pedonalizzazione davanti a Palazzo D’Accursio, a Bologna, con cartelli, fischietti e megafoni. Incatenati a simboleggiare “la prigionia a cui la chiusura della zona T ci costringe, non consentendoci di raggiungere il centro, di accompagnare chi non può camminare, escludendoci dalla città nel fine settimana. Facendoci sentire cittadini di serie b”. Una manifestazione che ha raggiunto diversi momenti di tensione, specchio dell’esasperazione di un’intera categoria, scesa in piazza per chiedere al governo cittadino un altro atto di confronto. Una protesta che ha suscitato le lacrime dell’assessore alle Attività produttive Nadia Monti, commossa dai problemi dei disabili, e che ha preteso un confronto diretto con l’ideatore del piano, l’assessore alla Mobilità Andrea Colombo. Scorto e accerchiato, letteralmente, da una piccola folla in via Rizzoli. Una folla in cerca di risposte.

A Brindisi la Rai si scorda ancora una volta di essere servizio pubblico. E Mentana batte tutti

E alla fine di una giornata di straordinaria follia, segnata dal sangue di una sedicenne -  giovane, innocente, colpevole solo di essere nel posto dove lei doveva essere e dove non  doveva esserci una bomba – non sai se piangere, ridere, incazzarti, scendere in strada e picchiare la testa contro un  muro o spaccare la televisione che, per l’ennesima volta, ha dato una pessima prova di se stessa. Partiamo dalla Rai, l’emittente che dovrebbe rappresentare il servizio pubblico, ovvero tutti noi, ma che non riesce nemmeno a servire se stessa. La prova arriva in tarda serata, quando  il comitato di  redazione del Tg1 – la rappresentanza sindacale dei giornalisti dell’ammiraglia dell’informazione Rai – mette nero su bianco il fallimento della mission dell’azienda, tutt’altro che servizio pubblico,  e la miopia di una rete e di una direzione generale insensibile e incapace di fronte agli eventi. Rai Uno, infatti, nella mattina dell’attentato di Brindisi non ha modificato il proprio palinsesto, dando spazio all’informazione, come sarebbe stato giusto, ma ha preferito mandare in onda giochi stupidi e conduttori inutili. Un’orgia di follia intrisa di sangue, dalla quale si salvano soltanto Rai News e Radio Uno, ai  quali va il merito di aver raccontato la trama di una drammatica giornata, narrando fatti e persone. “Mentre a Brindisi si consumava la cronaca di un orrore che respingiamo con sdegno, nelle ore centrali della mattinata su Raiuno andava in onda una replica della Prova del cuoco”, recita la nota del Cdr del Tg1, “un colpo d’occhio sconcertante il paragone con altre reti. Un vero peccato, perché la redazione del Tg1 fin dalla mattina aveva coperto l’avvenimento drammatico con professionalità e completezza. E avrebbe potuto continuare a farlo. Purtroppo però, nell’arco della giornata ci sono state concesse solo due brevi edizioni straordinarie, mentre nel pomeriggio proseguiva la normale programmazione di Raiuno con un talk show”. “Il Cdr del Tg1”, aggiunge la nota, “chiede alla Rai e alla direzione se ci considera ancora la testata ammiraglia. Riteniamo di poter fornire un valore aggiunto all’informazione della Rai e ricordiamo che soprattutto nei momenti drammatici i giornalisti sono pronti a mobilitarsi per offrire ai cittadini l’informazione dovuta. Da mesi chiediamo all’azienda un piano di rilancio che possa restituire credibilità e ascolti alla nostra testata. Invece riceviamo proposte di tagli e mortificazioni mentre vertici scaduti condannano la testata alla paralisi. È ora di dire basta”. Francamente lo diciamo anche noi…. Non è possibile che piccoli potentati prendano il sopravvento sull’interesse collettivo. Al punto che il vero servizio pubblico, in senso lato, lo ha  fatto una rete privata come La7. E Sky, che con il canale All News, è un passo avanti a  tutti.  Enrico Mentana, direttore del telegiornale dell’emittente controllata da Telecom Italia media, è volato a Brindisi per la diretta. Questo è mettersi al servizio del telespettatore, non ciò che ha fatto Rai Uno e buona parte dell’emittente di viale Mazzini. E pazienza se altre emittenti, come Canale cinque che non  ha avuto il pudore di fermare un programma spudorato come Amici, dall’Arena di Verona, non sono state troppo all’altezza della situazione. Non è la loro mission e non è nel loro Dna. Certo, il colosso di Cologno Monzese oggi ha dalla sua Tgcom 24,  che produce informazione a tutte le ore. Ma ciò che vale per la Rai vale anche per Mediaset. Esiste un limite che non può essere superato. Non a caso Mentana è scappato da Mediaset, guarda caso, per una circostanza simile…. Solo una nota. I finti contratti, le lacrime di finte star sono un’offesa per la ragazza morta a Brindisi. Un’offesa alla dignità  e alla vita…. peccato. Peccato davvero…. 

Anche a Brindisi la Rai si scorda di essere "servizio pubblico". E Mentana batte tutti


pubblicato da Libero Quotidiano

Anche a Brindisi la Rai si scorda di essere "servizio pubblico". E Mentana batte tutti

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Il Vaticano sulla fuga di documenti: “E’ un furto, i giornalisti ne risponderanno”

La pubblicazione di documenti è “un atto criminoso” e il Vaticano farà in modo che “gli attori del furto, della ricettazione e della divulgazione di notizie segrete” ne rispondano davanti alla giustizia. Lo afferma la Santa Sede in un comunicato stampa, in relazione alla pubblicazione di numerose carte riservate, alcune delle quali raccolte nel libro di Gianluigi Nuzzi “Sua santità”, pubblicato da Chiarelettere. ”La nuova pubblicazione di documenti della Santa Sede e di documenti privati del Santo Padre non si presenta più come una discutibile, e obiettivamente diffamatoria, iniziativa giornalistica, ma assume chiaramente i caratteri di un atto criminoso”, si legge nella nota. “Il Santo Padre, ma anche diversi dei suoi collaboratori e dei mittenti di messaggi a Lui diretti hanno visto violati i loro diritti personali di riservatezza e di libertà di corrispondenza”, ha affermato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi

Boffo scrive a Bagnasco, “Se parlo io”. Poco dopo arriva la sua nomina

Probabilmente chi legge questo articolo, a differenza del capo dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco, sa bene chi è Marco Travaglio. Ma forse non sa bene chi è Dino Boffo. E allora, per conoscere meglio il direttore della tv dei vescovi, Tv 2000, e per comprendere meglio i metodi usati nelle segrete stanze vaticane è utile leggere la lettera inedita che oggi pubblichiamo.

La missiva fa parte di un fascicolo di documenti visionati dal Fatto e pubblicati in esclusiva nei mesi scorsi: dal famoso memo del cardinale Castrillon sul complotto contro il Papa, alla lettera di monsignor Viganò sui furti in Vaticano; dai documenti segreti sulle pressioni per addolcire la posizione del Vaticano in materia di Ici alle carte interne allo Ior.

Treni, Arenaways torna a viaggiare sui binari: riassunti gli ex lavoratori

A meno di un anno di distanza dal fallimento dichiarato, Arenaways, la società che per prima ha osato sfidare il monopolio di Trenitalia, torna a correre sui binari italiani. E a bordo ci sono tutti i lavoratori che, con la chiusura, erano stati messi in cassa integrazione. Il nuovo veicolo societario che ha rimesso in movimento i treni di Giuseppe Arena – il fondatore del primo operatore ferroviario privato italiano – si chiama Go Concept: una cordata di imprenditori di recente costituzione, formata dallo stesso Arena, dalla società austriaca Railway B.W., dall’impresa operante nella logistica e nei trasporti Ambrogio Trasporti, e con a capo Enrico Del Gatto, un marchigiano proprietario di un calzaturificio. 

Pagina 1 di 1.87212345...102030...Ultima »