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E mentre in tutta Italia il clima si arroventa di deliri razzisti contro i rom e gli immigrati, i nostri bambini studiano, leggono, nuotano, giocano, vanno in bici e puliscono i parchi con i bambini rom e immigrati. Da anni siamo “famiglia di appoggio” e quasi ogni pomeriggio ospitiamo bimbi rom e non solo. L’“affido diurno”, o “appoggio familiare”, è un servizio importante (e forse ancora poco conosciuto) per creare reti di solidarietà, per spezzare il circolo vizioso che porta tante famiglie all’emarginazione, all’isolamento, alla devianza.

Sono quaranticinque i casi di violenza razzista accaduti in Sicilia in soli due mesi. Numeri raccolti in un dossier dell’Osservatorio contro le discriminazioni razziali Noureddine Adnane. Promotore di un manifesto antirazzista che ha raccolto le adesioni di una cinquantina di associazioni siciliana. L’obiettivo è “affermare senza se e senza ma che un’emergenza razzismo esiste e va riconosciuta come tale anche dalla politica, dalle istituzioni, dalle forze dell’ordine e dall’intera società civile”.

Mentre ancora le forze dell’ordine e i soccorritori sono impegnati sul luogo del crollo del Ponte Morandi a Genova, è iniziato lo scontro politico sulla tragedia che ha colpito la Liguria facendo decine di morti. Sotto accusa gli interventi di controllo e manutenzione dell’infrastruttura sull’A10, poi la grande opera (la Gronda di ponente) messa in stand by dall’esecutivo gialloverde e le responsabilità delle istituzioni. Secondo il ministro M5s Danilo Toninelli la responsabilità è di Autostrade per l’Italia: “Dalle verifiche fatte attraverso i tecnici del ministero”, ha detto nel primo pomeriggio a SkyTg24, “competeva a loro. La manutenzione a qualsiasi livello compete ad Autostrade, compete ai tecnici del ministero seguire gli interventi straordinari”. Poco prima al Tg1, aveva dichiarato: “Mi dispiace da cittadino italiano constatare come sulla manutenzione ordinaria” in Italia “non si sia fatto a sufficienza e questi fatti ne sono purtroppo la testimonianza”. La società dal canto suo ha dichiarato, tramite il direttore del Tronco di Genova Stefano Marigliani, che la tragedia “è qualcosa di inaspettato e imprevisto rispetto all’attività di monitoraggio che veniva fatta sul ponte”. E non c’era alcun “elemento per considerare il ponte pericoloso. Si tratta di una struttura dal punto di vista ingegneristico molto complesso: da qui la moltitudine di controlli, ma nulla è emerso che facesse presagire tutto questo”. Se la priorità in questo momento è mettere in salvo i sopravvissuti, il governo ha garantito che subito dopo si occuperà di capire colpe e responsabilità della tragedia. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella è intervenuto con una nota: “Gli italiani hanno diritto a infrastrutture moderne ed efficienti”, si legge. Ma questo è il momento dell’”impegno comune“. Segnale che il presidente della Repubblica si auspica che lo scontro rimanga dentro i ranghi e che ci si focalizzi sulle operazioni di soccorso.

Il Ministero della Giustizia ha revocato l’aggiudicazione della ricerca di mercato per l’individuazione di una sede per gli uffici giudiziari penali baresi in favore dell’immobile ex Inpdap in via Oberdan a Bari. Lo rende noto lo stesso dicastero di via Arenula. L’indagine era stata avviata il 25 maggio scorso dopo la dichiarazione di inagibilità per rischio crollo del Palagiustizia di via Nazariantz, sede del tribunale penale e della procura, e successiva ordinanza di sgombero da parte del Comune con scadenza 31 agosto.

A distanza di più di cinque ore dal crollo del ponte Morandi, sulla A10, nel quartiere Sampierdarena di Genova, continuano le operazioni di soccorritori e vigili del fuoco alla ricerca di superstiti e corpi rimasti sotto le macerie.

Video Vigili del fuoco

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“Vicini a #Genova per l’enorme tragedia del ponte Morandi. Non è il tempo delle polemiche, ma dell’unità. Il nostro pensiero va alle vittime, ai feriti e ai loro familiari”. Lo scrive su Fb il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, parlando della tragedia di Genova. “Grazie ai soccorritori, che lavorano con coraggio e senza sosta in condizioni difficili. Vicinanza e solidarietà all’intera popolazione ligure. La Protezione Civile della Regione Campania è a disposizione per qualsiasi necessità”, aggiunge De Luca.

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Era il 2006 quando l’archistar Santiago Calatrava incontrò a Genova l’allora presidente della regione Liguria, Claudio Burlando e si candidò per disegnare e realizzare un nuovo ponte autostradale in acciaio sul torrente Polcevera. All’epoca, c’era infatti al vaglio della Società Autostrade e del Governo l’ipotesi di abbattere e sostituire quel ponte problematico progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi e costruito negli anni ’60 dalla società Condotte. Due anni dopo, a maggio 2009, quando dalla società Autostrade venne presentato il nuovo progetto della gronda autostradale da Voltri alla Val Polcevera, le cronache registrarono un’inversione di rotta: “Non è previsto l’abbattimento del Ponte Morandi” dissero Autostrade. Questo nonostante un nuovo studio avesse calcolato un tempo dagli 8 ai 12 mesi per la demolizione controllata del viadotto. Il motivo?  “La sua eventuale dismissione per inagibilità o per situazioni temporanee di blocco dovute ad incidenti stradali, costituisce un grave rischio per il traffico automobilistico regionale”.

L’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, ha invitato i fedeli della Chiesa di Napoli a pregare per le vittime del crollo del ponte, a Genova, e per i familiari delle persone che hanno perso la vita. Lo ha fatto all’inizio della messa della vigilia della festività dell’Assunta che si sta celebrando nella chiesa cattedrale di Napoli.

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Genova, crolla il ponte Morandi sull’autostrada A10: «Almeno 35 morti». Un bambino fra le vittime

Tanti i mezzi coinvolti nel disastro. Entrambe le carreggiate sono crollate per cento metri. Ipotesi cedimento strutturale. Case sotto il viadotto colpite dalla macerie

tovato su: Il Corriere della Sera

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Saranno gli effetti della scomparsa delle ideologie, saranno le conseguenze della globalizzazione. Sarà qualcosa che a me personalmente sfugge e che più che altro appare come il trionfo della superficialità e dell’ignoranza sulla conoscenza e la consapevolezza. Però, vedere il Presidente degli Stati Uniti – il capo del paese della Dichiarazione d’Indipendenza e di James Madison – imporre dazi doganali come un qualsiasi Giorgio III, fa una certa impressione. Il mondo certamente s’è rovesciato: i partiti di sinistra dimenticano il lavoro, distruggono il welfare e affermano i principi del mercato, proteggono gli oligopoli industriali e agevolano la grande finanza. La destra liberale una volta solo «ordine e legge», per parte sua, si trasforma in agenzia d’affari, riduce le pene e depenalizza, strizza l’occhio ai populismi, persegue lo smantellamento sistematico delle pubbliche istituzioni, in nome di un mercatismo che, poi sul piano economico, disattende completamente. Perché, quindi, stupirsi se il 45° Presidente degli Stati Uniti, nel perseguimento di un suo personalissimo e votatissimo progetto politico tutta pancia e poca testa – con l’apparente scopo di salvare l’industria americana – finisce per distruggere un (ma non l’unico) simbolo americano dell’industria motociclistica, obbligando la Harley Davidson a spostare la produzione in Europa, proprio a causa dei dazi in entrata decretati dal governo Usa? Impredicibilità dei fini, si potrebbe dire. Ma non è vero. Sicuramente, antitesi dei risultati rispetto agli obiettivi, frutto di una valutazione superficiale. E comicità della politica.

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