Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

News Italia

“Finisco il turno alle quattro di pomeriggio ma esco all’ora di cena, perché non ho un sostituto e non posso abbandonare i pazienti”. Elisa lavora nella terapia intensiva di un grande ospedale pubblico di Verona. “Faccio le notti da sola, salto i giorni di riposo e lavoro fino a 60 ore la settimana. A ottobre avevo già accumulato 400 ore di straordinario ma l’ospedale non me le paga. Non ce la faccio più, me ne voglio andare”. Il suo collega Andrea fa l’anestesista in sala operatoria: “Seguo contemporaneamente due o tre interventi perché siamo in pochi”. In Piemonte stessa storia.

“Dai primi dati in nostro possesso arrivano segnali positivi dal week end dell’Immacolata. Abbiamo registrato un incremento rispetto allo scorso anno dell’8/10%. A Napoli l’attrazione maggiore in questo periodo è rappresentata da San Gregorio Armeno, musei, mostre, luoghi religiosi, strade dello shopping nella city e sulla collina del Vomero”. Lo afferma Giuseppe Giancristofaro, presidente dell’ufficio studi di ModaNapoli, che fa riferimento all’Associazione dei “Dettaglianti Tessili” partenopei. “Riscontriamo positivamente un incremento della presenza di numerosi stranieri in città e l’auspicio è di poter registrare dati confortanti anche per le vendite nel periodo pre-natalizio, in modo da riportare un pò di luce sull’economia napoletana in un periodo di scarsa liquidità. Le indicazioni – ha aggiunto Giancristofaro -, inoltre, ci segnalano che tutto ciò potrà coincidere con buoni risultati anche dal punto di vista commerciale, per una crescita che coinvolgerà tutto il comparto del terziario”. “La nota dolente – rimarca il presidente “Dettaglianti Tessili” napoletani – è rappresentata dal fatto che purtroppo, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura nell’eseguire ingenti sequestri, la città di Napoli continua ad essere la capitale della contraffazione e dell’abusivismo. Occorre ricordare, infatti, che il ‘fatturato’ della contraffazione in Italia vale 6,9 miliardi di euro e continua a crescere inesorabilmente, come testimonia ricerca del Censis per il Ministero dello Sviluppo Economico. Napoli è la provincia italiana in cui si sequestrano i maggiori quantitativi di merce falsa. A fine novembre la Guardia di Finanza ha confiscato oltre 25 milioni di giocattoli destinati alla vendita natalizia. Complessivamente, tra il 2008 e il 2016 nella provincia partenopea sono stati requisiti 68.942.099 articoli falsi che rappresenta il 15,1% del totale nazionale. Al primo posto tra i prodotti contraffatti ci sono l’abbigliamento e gli accessori, il cui valore sul mercato nazionale del fake è stimabile in 2,2 miliardi di euro, pari al 32,5% del totale. Sono falsificati soprattutto giubbotti, capi sportivi e, tra gli accessori, borse e portafogli”. “Riproponiamo con determinazione al mondo della politica – continua il numero uno di ModaNapoli – la proposta di una ‘legge speciale’ per potenziare i servizi di vigilanza attraverso l’istituzione di un ‘Nucleo permanente per la lotta all’abusivismo’, con la partecipazione delle istituzioni, delle forze dell’ordine, degli organi di controllo e delle organizzazioni imprenditoriali. Un organismo simile è già stato realizzato recentemente anche a Firenze con ottimi risultati”.

Auto finisce sulla scalinata di Trinità dei Monti

Il giovane alla guida ha perso il controllo del veicolo

tovato su: Il Corriere della Sera

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“Offro il doppio di qualunque cifra possa offrire Silvio Berlusconi per l’acquisto di parlamentari in saldo”. Un post pubblicato sulla pagina Facebook di Beppe Grillo riaccende il caso di Matteo Dall’Osso, l’ex deputato del M5s passato a Forza Italia venerdì scorso. Infatti il parlamentare malato di Sla, anche se non direttamente citato da Grillo, si è sentito chiamato in causa e ha risposto: “Beppe ti voglio bene, ricomprarmi al doppio, ovvero zero centesimi, ma con tutto il cuore del mondo”.

II Napoli nella sfida interna col Frosinone effettua un cospicuo
turno-over, ma vince comunque 4-0 senza troppi patemi. Esordio dal 1′
per Meret in porta, mentre sul lato sinistro, dopo più di un anno,
ecco il ritorno di Ghoulam. Al 7’pt sblocca il risultato Zielinski che
dopo un batti e ribatti in area, con un sinistro calibrato su assist
di Insigne fa 1-0. II Napoli schiaccia il Frosinone nella propria
metà-campo e raddoppia al 40’pt con un gol capolavoro di Ounas che fa
partire un bolide che si infila nel sette alle spalle di Sportiello. A
inizio ripresa va vicino al gol Ghoulam con un inserimento sulla
sinistra anticipando Sportiello ma scheggia soltanto la traversa. Gli
azzurri dominano e realizzano anche il 3-0 al 23’st su calcio d’angolo
battuto da Ghoulam con un colpo di testa di Milik, che realizza il
secondo gol consecutivo dopo il gol di Bergamo. Al 27’st spazio anche
per il debuttante Younes che prende il posto di Ounas che gioca un
buono spezzone di gara. Prima del 90’st entrano anche Rog e Diawara al
35’st per Hamsik e Insigne che fin qui hanno avuto poco spazio. II gol
che chiude l’incontro arriva al 39’st e lo realizza ancora il polacco
di sinistro sempre su assist di un ritrovato Ghoulam. Ora testa a
Liverpool dove martedì si giocherà per l’accesso agli ottavi di
Champions League per una nottata da forti emozioni.

La gaffe del campione: scivola nel fango e taglia il traguardo... di faccia

Jimmy Gressier vince nonostante lo scivolone finale

tovato su: Il Corriere della Sera

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A Natale siamo tutti più buoni, siamo pieni di immagini che inneggiano alla famiglia e alla
casa come suo punto d’aggregazione. Poteva Palazzo Zevallos di Stigliano ignorare
l’input proveniente da un mondo che si addobba, e si prepara alla festa simbolo di tutta la
civiltà occidentale? Mai. Cosa c’è di più natalizio che proporre al pubblico una mostra di
opere che dopo aver messo radici in musei e gallerie del mondo, ritrovano la strada di
casa, e riprendono possesso degli spazi che qualche secolo fa erano i propri? Ecco l’input
interpretativo che la mostra: “Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe”, al
secondo piano dell’antico palazzo, offriva agli allestitori. Le opere senza possibilità
d’errore sono capolavori. I nomi degli autori sono un richiamo importante per chi è esperto
di pittura e anche per chi invece ne è solo incuriosito. Opere d’arte comesepiovesse,
dunque. Ottimo. La gioia del ritorno, della ripresa di possesso, se pur temporaneo, degli
ambienti da parte delle opere che vi abitarono però non si percepisce. Eppure il tema del
ritorno ha costruito momenti dal segno fortissimo in storia, letteratura e arte. il “ritorno
d’Egitto”. Napoleone torna dalla campagna d’Egitto e l’arte si arricchisce di elementi
decorativi tipicamente egiziani. Il ritorno a forme classiche dopo le esagerazioni del
barocco, il ritorno del papa da Avignone a Roma. Il ritorno in sede di opere che sono state
restaurate, che sono state esposte in giro per il mondo. Un opera d’arte che torna a casa
suscita sempre un attenzione particolare. La ripresa di un antica disposizione, il rinnovato
possesso di spazio. Palazzo Zevallos piano secondo, qui tutto tace. Le opere sono
esposte senza evidenziare se la posizione attuale sia quella antica o meno, se la logica
espositiva abbia tenuto conto o meno dell’antica disposizione. Un ombra sul muro, proprio
quella che un quadro staccato dalla parete dopo tanto tempo lascia, racconta tante storie.
Non un fruscio che riporti ad una data, alla vendita del palazzo ai nuovi proprietari.
Silenzio. In fin dei conti al secondo piano di Palazzo Zevallos o al primo, o al piano terra,
potrebbero trovarsi dovunque, meravigliose nel loro splendore ma senza coinvolgere il
visitatore con la storia che potrebbero raccontare, semplicemente perché non la
raccontano.
Stretti rapporti di parentela legavano la famiglia Vandeneynden, proprietaria prima dei
Zevallos, a quelle di diversi artisti delle Fiandre attivamente impegnati anche nel mercato
dell’arte. La rete di relazioni, di cui furono partecipi anche Rubens e Van Dyck, favorì la
formazione di questa raccolta. C’erano tutti i rapporti artistici e culturali intercorrenti
all’epoca tra il Nord e il Sud dell’Europa. Tutto questo però nell’esposizione non c’è e
questo fatidico ritorno a casa non si capisce se non leggendo qualche spiegazione
sommaria. Nessun visitatore, napoletano o straniero potrà provare il senso di questo
ritorno, dell’appartenenza al luogo di queste opere che potrebbero tranquillamente non
essere mai state a Napoli. La frequenza dei visitatori alla mostra, specialmente nel periodo
natalizio, sicuramente farà registrare dati interessanti, ma la stessa mostra organizzata
sottolineando il tema del ritorno, ipotizzando la vecchia disposizione e creando l’emozione
di un viaggio a ritroso nel tempo, avrebbe sbancato stimolando l’osservatore a individuare
in ogni opera, quale aspetto del suo culto dell’antichità Rubens avesse osservato: il
serbatoio di lezioni morali, o l’autorizzazione a citare la mitologia. Allestire una mostra non
è appendere quadri a una parete con qualche logica più o meno evidente. E’ ricreare per
le opere l’ambientazione necessaria ad amplificare al massimo l’emozione che nasce dalla
loro osservazione.

Quando Sfera Ebbasta interruppe concerto: «Se beccate chi ha spruzzato spray gonfiatelo di botte ...»

È successo a Modena il 31 agosto dell’anno scorso

tovato su: Il Corriere della Sera

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Non solo la Chiesa è chiamata a rimborsare l’Ici ai Comuni. Anche alle “cattedrali” in mare dell’Eni è stato notificato il pagamento delle imposte municipali degli anni passati da parte del Comune di Falconara Marittima, cittadina a pochi chilometri da Ancona e sede di una raffineria del gruppo. Si tratta di piattaforme marittime, di proprietà dell’Eni per l’appunto, a cui il Comune ha chiesto gli arretrati dei tributi Imu/Ici, per una partita da 2,2 milioni di euro per ogni anno contestato. La multinazionale petrolchimica non si è trovata d’accordo e ha contestato la richiesta alla Commissione Provinciale Tributaria di Ancona che però alla fine ha dato ragione all’amministrazione comunale per il 2010, mentre si attende ancora l’esito per il 2011 anche se il fatto che il relatore sia lo stesso suggerisce che una sorpresa sia poco probabile. A Eni resta la strada dell’appello in commissione tributaria e poi ancora del ricorso in Cassazione.

di Fiorella Franchini

Pierfranco Bruni, archeologo, scrittore, saggista, in questo volume edito da Pellegrini, rilegge, ancora una volta, l’opera dello scrittore piemontese e ne disegna con precisione il significato, mostrando l’inconsistenza di un equivoco letterario che continua da decenni. Il suicidio avvenuto il 27 agosto del 1950 ha alimentato una fama negativa impregnata di tristezza e sconforto che l’avrebbe allontanato dal senso del vivere.

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