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News Italia

La vendita del complesso dell’ex ospedale San Giacomo, prestigioso immobile di oltre 30mila metri quadri nel centro a Roma, sembra ormai cosa fatta. Con l’ultimo provvedimento adottato in Regione Lazio, dal direttore dell’area per la valorizzazione dei beni demaniali e patrimoniali del dipartimento bilancio, è stato approvato il conferimento al fondo immobiliare “i3- Regione Lazio”. E’ il penultimo passaggio per la vendita definitiva al privato dell’ex ospedale, fondato dalla famiglia Colonna nel 1339 e chiuso nel 2008, sacrificato sull’altare del debito della sanità del Lazio, in nome dell’efficienza e della razionalizzazione dei distretti ospedalieri romani. Per la cessione l’intero complesso immobiliare è stato valutato 61 milioni di euro: circa 2mila euro al metro quadro. La stima “ha ricevuto un parere di congruità da parte dell’Agenzia del Demanio – sottolinea Stefano Fassina, deputato e consigliere comunale di Roma – ma certo il regalo potrebbe determinarsi in relazione al cambio di destinazione d’uso”. Ipotesi che appare percorribile visto che “nell’ultima legge di bilancio – spiega Fassina – c’è una norma che consente il cambio di destinazione d’uso degli immobili da mettere sul mercato, con potenziali effetti devastanti che non abbiamo neanche potuto provare a emendare, visto anche che sulla votazione al bilancio è stata posta la questione di fiducia. È evidente che, in tal modo, si determinano le condizioni per speculazioni immobiliari e finanziarie colossali, in particolare nel centro delle città”. La struttura dell’ex San Giacomo si trova infatti in una traversa di via del Corso.

Milano, 23 gen. (AdnKronos) – Si è dato alle fiamme in strada. Così è morto un uomo ieri, intorno alle 21.40, vicino a un distributore di carburante in viale Lunigiana all’angolo con via Sammartini a Milano, in zona stazione Centrale. Lo riferisce l’Areu, l’azienda regionale emergenza urgenza.

Sul posto oltre all’ambulanza e all’automedica, sono intervenuti i vigili del fuoco, personale dei carabinieri e della Polizia locale. La vittima, da quanto si apprende, è un 42enne originario di Catania, ma restano da chiarire le cause del gesto.

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“Non volevo abortire di nuovo e gli ho chiesto di lasciarmi andare perché potessi vivere insieme a mio figlio, ma lui mi ha portato in campagna, mi ha fatto spogliare e inginocchiare. Mi ha messo la pistola in bocca e ha detto che, con tutto quello che sapevo, non poteva lasciarmi andare e che sarebbero arrivati i suoi amici per violentarmi, perché era quello che meritavo. Mi sentivo come già morta, ma l’ho supplicato di farmi vivere. Allora mi ha detto che per quella volta poteva lasciar correre, ma che qualcosa doveva farmela: mi ha preso per i capelli e mi ha urinato sul viso”. Sono le parole della signora Maria, nome di fantasia, per anni compagna di un ex boss della mafia di Cerignola (Foggia). Il 4 gennaio 2019 la sua storia è stata raccontata nel corso della trasmissione ‘FuoriGioco’, in diretta su Radio Rai1 e, pochi giorni fa, in un servizio andato in onda al Tg3. “Ho aiutato lo Stato, raccontando tutto. Ma sono stata abbandonata”, denuncia. E non è l’unica, nonostante la nuova legge sui testimoni di giustizia come Maria sia entrata in vigore nel febbraio 2018. Ma diversi regolamenti non sono ancora stati adottati.

Roma, 23 gen. (Adnkronos) – Possibile soluzione per i vertici Cgil. Durante la notte, infatti, le trattative avrebbero disegnato un possibile accordo: Maurizio Landini segretario generale e Vincenzo Colla vicesegretario generale cui successivamente, è l’ipotesi del momento, potrebbe affiancarsi, sempre come vicesegretario, Gianna Fracassi per una questione di equilibrio di genere.

In segreteria inoltre, a fronte di uscite già programmate di Camusso e Martini, entrerebbero il segretario generale dei chimici Emilio Miceli, colliano, e un altro componente femminile di area landiniana. La commissione elettorale è ora in procinto di riunirsi.

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Roma, 22 gen. (AdnKronos) – di Veronica MarinoGiovedì mattina, a quanto apprende l’AdnKronos, sul tavolo del consiglio di amministrazione ci sarà una prima discussione sul piano industriale che, stando al contratto di servizio e alla proroga già accordata, dovrà essere presentato entro marzo. Un piano che ha il suo faro nella digitalizzazione e fissa obiettivi per tappe. Insomma si andrà per gradi ma, di certo, nel capitolo ‘Informazione’ c’è l’obiettivo di arrivare ad una newsroom unica. E l’idea dell’ad Fabrizio Salini, che in Commissione di Vigilanza ha parlato di ‘Digital First’, sarebbe anche quella di formare via via cronisti fortemente multimediali. E nuove leve pronte ad apprendere un modo nuovo di fare questo mestiere non mancano.

Roma, 22 gen. (AdnKronos) – di Cristina CarliniIl ‘Progetto’ Az’ torna sul tavolo del consiglio di amministrazione delle Fs spa. Il board, a quanto s’apprende, sarà chiamato a breve, nei prossimi giorni, a valutare il dossier e a fare il punto sull’esito delle trattative che il gruppo guidato da Gianfranco Battisti ha avuto in queste settimane con i potenziali partner per il nuovo corso dell’ex compagnia di bandiera. La delegazione delle Ferrovie, accompagnata dagli advisor, è stata impegnata in importanti ‘missioni’ internazionali, prima negli Usa ad Atlanta al quartier generale di Delta Air Line e a Francoforte con Lufthansa. La ricerca dell’alleato internazionale sembra, dunque, arrivata a un bivio cruciale. Al momento, sarebbe in pole position l’asse Delta-Air France Klm, che potrebbero rilevare una quota del 20% ciascuna. La compagnia americana aveva presentato l’offerta a fine ottobre entro la scadenza prevista dalla procedura mentre il gruppo franco-olandese si era tenuto fuori dalla partita Alitalia. Air France era, invece, spuntata un anno fa quale membro di una maxi cordata a quattro, insieme con Delta, con la quale è partner della joint venture transatlantica, EasyJet e il fondo di private equity Cerberus. Ora si torna a parlare di Air France che si trincera dietro un ‘no comment’ ma che non ha neanche smentito.Ma Lufthansa, intanto, pur non avendo presentato l’offerta, non allenta la presa. Il colosso tedesco non ha mai fatto mistero del suo interesse per il mercato italiano e per un’Alitalia ristrutturata, così come è avvenuto per le altre compagnie europee entrate nella sua orbita come Swiss e Austrian Airlines, e sarebbe anche disposta ad acquisire il 51%. In questo scenario, ancora tutto in fieri, il cda delle Fs potrebbe decidere per una proroga della presentazione del nuovo piano industriale oltre il 31 gennaio. Data, in realtà, che non è stata mai formalizzata ma la proroga dei termini per la restituzione del prestito ponte entro il 30 giugno rende ora possibile questo slittamento. L’obiettivo, comunque, secondo quanto spiegano fonti vicine all’operazione, sarebbe quello di arrivare a un quadro più definito entro febbraio.

Roma, 22 gen. (AdnKronos) (di Sergio Amici) – Il rapporto tra “rimane forte e saldo”, anche se, come con tutti i partner dell’Ue, “si compete e si collabora”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi (che ha avuto un “colloquio aperto ed esplicito” con l’omologo transalpino Jean-Yves Le Drian), cercano di riportare sui binari di una normale dialettica diplomatica le tensioni delle ultime ore tra i due Paesi. Tutto questo sotto l’attenta sorveglianza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nessuna intenzione, naturalmente, di invadere campi e prerogative che sono del governo ma è evidente che il Capo dello Stato, nei contatti che scandiscono i rapporti quotidiani con il premier e il titolare della Farnesina, non ha mancato di esercitare quella “persuasione, più efficace se non viene proclamata in pubblico”, finalizzata a ribadire la necessità di abbassare i toni e perseguire la strada del confronto e del dialogo. IL DIALOGO – Lo stesso ruolo che Mattarella esercitò nelle settimane durante le quali si sviluppò il confronto tra governo e Commissione Ue sulla manovra economica, perché più che i pugni sul tavolo “sono la fermezza negoziale, il dialogo e l’affermazione, oggettiva e paziente”, delle proprie ragioni che consentono “di raggiungere risultati di primaria rilevanza”. Un invito che naturalmente vale che per tutti gli attori in campo, in primis per i Paesi fondatori dell’Ue, come l’Italia, la stessa Francia e la Germania, visitata pochi giorni fa dal Presidente della Repubblica. La priorità è quella di evitare un “vuoto politico” che paralizzi il Vecchio Continente e gli impedisca di essere un soggetto in grado di “svolgere un utile ruolo nelle relazioni internazionali, siano politiche, economico-finanziarie, commerciali”.

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