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pubblicato da Libero Quotidiano

Più hd di un televisore nuovo Ipad in Italia dal 23

Schermo “retina” ad altissima definizione, fotocamera da 5 megapixel e connessione a Internet super-veloce ‘4G’. Svelato allo Yerba Buena Center di San Francisco il nuovo iPad della Apple. E’ la rivoluzione “post-Pc”, ha sottolineato l’amministratore delegato del colosso di Cupertino, Tim Cook.   Il nuovo iPad sarà disponibile negli Stati Uniti dal 16 marzo, in Italia dal 23. I prezzi sono gli stessi del modello precedente: si parte dai 499 dollari (499 euro in Italia) per la versione base da 16gb solo wi-fi. Il modello che supporta le reti 4G partirà dai 629 dollari (629 euro in Italia).
Cook ha spiegato che il nuovo iPad, oltre a essere dotato di un display da 3,1 milioni di pixel, una “risoluzione più elevata di una tv HD”, monta un processore quad-core di ultimissima generazione. Tra le altre particolarità la funzione di voice dictation e la funzione di hotspot con la possibilità di condividere la connessione con altri cinque dispositivi. Oltre alla nuova tavolettà magica, Cook ha presentato anche la nuova versione della Apple Tv.

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Ecco l’iPad 3, in Italia dal 23: più hd di un televisore nuovo

Schermo “retina” ad altissima definizione, fotocamera da 5 megapixel e connessione a Internet super-veloce ‘4G’. Svelato allo Yerba Buena Center di San Francisco il nuovo iPad della Apple. E’ la rivoluzione “post-Pc”, ha sottolineato l’amministratore delegato del colosso di Cupertino, Tim Cook.   Il nuovo iPad sarà disponibile negli Stati Uniti dal 16 marzo, in Italia dal 23. I prezzi sono gli stessi del modello precedente: si parte dai 499 dollari (499 euro in Italia) per la versione base da 16gb solo wi-fi. Il modello che supporta le reti 4G partirà dai 629 dollari (629 euro in Italia).

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«Forse un giorno ci troveremo costretti a dire: Dio, rendici il conflitto di classe!». Parole di Albert Otto Hirshmann.

Di questi tempi la celebre battuta del vecchio saggio di Princeton risulta tremendamente attuale. Alla luce di quanto è successo e sta succedendo nel nostro Paese, le cui classi dirigenti sono cronicamente allergiche alle rivoluzioni perché geneticamente controriformiste; dunque asserragliate nel Palazzo di pasoliniana memoria (solo una volta – con la Resistenza antifascista – è sfuggita loro di mano la leva del controllo di qualsivoglia spinta al cambiamento. Ma in quel tempo il dominio “palaziale” era letteralmente evaporato insieme all’Italia tutta intera: occupata dai Nazisti… bombardata dagli Alleati… E – comunque – il “Vento del Nord” finì rapidamente soffocato negli sfinimenti del Ponentino romano).
Infatti siamo appena usciti da quasi un ventennio di regime palesemente reazionario per infilarci subito in una fase di tacita restaurazione, con il governo dei professori presieduto da Mario Monti; una vita – la sua – trascorsa nei santuari nazionali e internazionali dell’Ordine Vigente: dalla Bocconi alla Trilateral.

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Geert Wilders, leader del partito di estrema destra Pvv

“Se Herman van Rompuy pensa che l’euro sia sexy, noi al contrario pensiamo che il fiorino sia sexy”. Parole che se non fossero dette con la proverbiale serietà di Geert Wilders, leader dell’estrema destra in Olanda, farebbero quasi ridere. Ma da sorridere c’è poco visto che Wilders ha chiesto un referendum popolare contro l’euro per tornare alla moneta nazionale, il fiorino olandese. Una cosa è certa: l’esito di una consultazione popolare in Olanda, oggi come oggi, potrebbe riservare davvero una brutta sorpresa per l’Europa e la sua quasi ritrovata stabilità finanziaria.

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Ha portato con sé una buona dose di elogi il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che mercoledì a Roma, dopo un’udienza privata dal Papa, ha visto Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il premier? «Una speranza per l’Italia e per l’Europa», ha detto il politico cristiano-democratico. «Da tempo lavoriamo insieme su basi di fiducia». Un’armonia che non guasterebbe a Francoforte, città su cui si concentrano al momento i crucci del braccio destro di Angela Merkel. La stampa tedesca è tornata mercoledì sullo scontro ormai evidente all’interno della Banca centrale europea tra il presidente della Bundesbank Jens Weidmann e il numero uno della Bce Mario Draghi. “Quando i banchieri centrali combattono”, titola la Süddeutsche Zeitung sul fotomontaggio di un ring sormontato da una foto di Draghi e una di Weidmann; “Contro il resto del mondo”, si legge invece sulla prima pagina dell’Handelsblatt su un’immagine in formato maxi di Weidmann. Che succede? Per dirla con l’Handelsblatt, nella Bce il numero uno della BuBa è “isolato come lo era il suo predecessore Axel Weber”: può contare solo sul sostegno dei governatori centrali di Finlandia, Olanda e Lussemburgo. Un po’ poco.

tovato su: Il Foglio

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Sei soldati inglesi oggi sono morti in Afghanistan quando il mezzo blindato su cui viaggiavano è stato attaccato nella provincia meridionale di Helmand, vicino all’ingresso di una base. Secondo fonti del Foglio in Afghanistan, l’agguato non è arrivato dai talebani, ma da un gruppo di soldati afghani.

Continua sul sito del Foglio.it

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Carnevale 2012, con la griffe dell'Hard Rock Café, anche il campanile di San Marco è in maschera

Venezia 2014. Su proposta del ministro per i Beni culturali Roberto Cecchi, il governo Alfano sdemanializza Palazzo Ducale e ne passa la piena proprietà al Comune di Venezia, per compensarlo degli ulteriori, inevitabili tagli al bilancio degli enti locali. Pochi mesi dopo, il sindaco (naturalmente di centrosinistra) vende il Palazzo dei dogi a un magnate arabo che desidera restare anonimo e che si impegna graziosamente a lasciarne una parte in uso ai Musei Civici Veneziani. Pochi giorni dopo, il Domenicale del Sole 24 Ore dedica una copertina all’esotico mecenate.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Sarkozy sembra in condizioni molto gravi. Anzi, diciamolo, sembra più di là che di qua. La foto che circola da martedì scorso lo ritrae su un letto d’ospedale, con i tubi dell’ossigeno e non promette nulla di buono. Magari qualcuno ci spera anche, come chi sta lanciando su Facebook proprio in questi giorni il passaparola “Berlusconi sta morendo”.

tovato su: Il Corriere della Sera

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Boni: «Io estraneo»

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