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Una ragazza, bella e giovane, siede davanti a un dottore. Ha lo sguardo basso e l’aria un po’intimidita: sta chiedendo consiglio su come affrontare la sua prima esperienza sessuale. Il medico la rassicura: “Se è per amore andrà tutto bene”, poi si gira e sorridendo indica una foto che ritrae Vladimir Putin, primo ministro di Russia uscente e candidato, favoritissimo, alle elezioni presidenziali del 4 marzo. “Con lui potrà stare al sicuro”, conclude sorridendo.  Il video termina con la donna che si dirige serena al seggio, mentre una voce fuori campo ricorda “Putin. La prima volta è solo per amore”. Questo spot preparato dai Nashi, i giovani sostenitori di Putin, non è che l’ultima trovata di una campagna elettorale che lo “Zar”, al potere da più di 12 anni, grazie a una staffetta con il delfino Dimitrij Medvedev, sembra aver impostato più sull’esibizione del corpo femminile che sui contenuti politici. Un’inclinazione al machismo che il futuro, ma anche passato, presidente di Russia ha sempre condiviso con l’amico Silvio Berlusconi, a cui, non a caso, regalò l’ormai celeberrimo lettone.

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La prescrizione per Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari per il processo Mills, ha suscitato le reazioni del Pdl che ha annunciato “la crociata” contro il pm De Pasquale.  Una decisione che non ha soddisfatto nemmeno i legali dell’ex premier Piero Longo e Niccolò Ghedini che avevano chiesto ai giudici l’assoluzione dell’ex premier, ma è sul fronte politico che arrivano le reazioni più nette per la mancata assoluzione.

Angelino Alfano non commenta la sentenza e si limita a darne notizia via twitter a cui i suoi followers reagiscono durissimi.  ”Vantatene”, ironizza Mattia, “vergognati, è prescrizione grazie alle leggi fatte da voi, dai vostri cavilli e inghippi. Almeno taci”, replica Giovanni e  Pin aggiunge “bella forza! Gli avete fatto la legge su misura per accorciare la prescrizione!”.

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La villa intestata alla società Sedibel del ministro della Giustizia, Paola Severino, è stretta tra le mura aureliane divise da due porte romane: Porta San Sebastiano e Porta Latina. La dimora, tanto è estesa, ha due ingressi.

Un cancello in ferro battuto protegge un viale che si estende per decine di metri e che conduce a un comprensorio che comprende residenze milionarie. Telecamere e cartelli segnalano “videosorveglianza”. L’oasi per straricchi è impenetrabile con siepi e mura di protezione. Al citofono della Sedibel nessuno risponde, ci sono ben 4 interni intestati alla società, uno di questi è per la dépendance del custode.

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Il giudice legge la sentenza: guarda il video

Silvio Berlusconi prosciolto per prescrizione nel processo Mills: ecco il video della lettura della sentenza da parte del giudice Francesca Vitale girato in aula al tribunale di Milano dall’inviato di Libero Andrea Scaglia.

 


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MILANO – Silvio Berlusconi, imputato a Milano per corruzione in atti giudiziari, è stato prosciolto per prescrizione dai giudici della decima sezione penale del tribunale al termine del processo sul caso Mills. Il dibattimento è durato cinque anni.

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Avevamo già parlato dei negozi ‘alla spina’, che offrono la possibilità di acquistare prodotti senza imballaggio, contribuendo così a ridurre la produzione dei rifiuti domestici, facendo in molti casi anche spendere di meno. Ora c’è di più. I ragazzi del Negozio Leggero di Torino, a cui “piace immaginare un mondo senza rifiuti, una città senza macchine e dove le persone riscoprano il piacere di incontrarsi”, hanno deciso di fare un passo ulteriore verso l’impatto zero: la consegna della spesa in bicicletta.

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La Chiesa pagherà finalmente l’Ici anche per gli immobili dove svolge attività commerciali, in toto o in parte. Ci voleva un sobrio signore liberale come Monti, cattolico senza etichette, per rimediare ai favoritismi spudorati del governo Berlusconi e alle pasticciate soluzioni di un centrosinistra (anno 2006) sempre tallonato all’interno – ieri come oggi – dai reggicoda vaticani, travestiti da pensosi difensori della fede.

Va ricordato, però, che senza la minaccia delle sanzioni europee, su input dei Radicali, nessuno sarebbe intervenuto. Ancora una volta l’Italia si è rivelata non adulta nei rapporti tra Stato e Chiesa, dovendo ricorrere all’aiuto di Bruxelles.

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L’assalto dei pm continua: altri 5 fronti aperti

Sono sostanzialmente cinque, quttro a Milano uno a Roma i fronti giudiziari ancora aperti contro: Ruby, Mediatrade, Mediaset, Unipol-Bnl.

Ruby
La Corte costituzionale  ha respinto il conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera, quindi il processo Ruby è incardinato davanti alla quarta sezione del tribunale di Milano. Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile, per aver esercitato pressioni sui funzionari della questura di Milano per ottenere il rilascio di Karima-Ruby El Marhoug, lamarocchina fermata dai poliziotti il 27 maggio 2010.

Mediaset 
Berlusconi è accusato di frode fiscale in relazione a presunte irregolarità nella compravendita di diritti tv e cinematografici. Insieme all’ex premier erano accusate altre 11 persone tra cui Fedele Confalonieri, ma lo scorso novembre sono usciti dal processo, per prescrizione l’avvocato inglese David Mills e il banchiere Paolo De Bue. Le accuse che il pm Fabio De Pasquale msono (a vario titolo) appropriazione indebita, falso in bilancio, frode fiscale e riciclaggio.

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Niente mozione antimafia alla Provincia di Verona: semplicemente “non serve”. La Lega Nord e il Popolo della Libertà hanno infatti bocciato martedì scorso il documento “anti-infiltrazioni” presentato da Diego Zardini, capogruppo del Partito democratico in Consiglio provinciale. La mozione, votata in modo compatto da Italia dei Valori, Udc e Sel-Fds, chiedeva di inserire alcune grosse opere pubbliche in cantiere tra quelle regolate dalla legge Obiettivo e quindi renderle soggette ai rigorosi controlli antimafia. Una richiesta quasi “scontata” se si pensa che nei prossimi anni verranno realizzati in provincia di Verona opere imponenti come il gigantesco Motor City, tra Trevenzuolo e Vigasio, centri commerciali (sempre a Vigasio), grossi impianti di logistica e agroalimentari, collegamenti stradali e autostradali e addirittura un ippodromo in zona Verona Sud; tutti lavori che, inevitabilmente, attireranno gli appetiti delle mafie, anche in virtù dei blandi controlli previsti per questo genere di lavori.

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