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Giovedì 19 aprile spogliatevi di supposizioni e pregiudizi e aprite gli occhi. E’ a Roma, presso lo spazio espositivo Howtan Space, che inaugura il ciclo degli aperitivi “Green” che, mixando artisti, professionisti, creativi e intellettuali, si impegna a sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stile di vita ecosostenibile. A fare da padrone di casa, Howtan Re, artista italo-persiano che usa solo materiali riciclabili e che, in collaborazione con Federico Paris ed Ecomunica – Forum nazionale sul riciclo e le energie rinnovabili, ha avuto l’idea: “L’arte è un media – spiega – da sempre veicola significati e simboli che contaminano l’immaginario collettivo, trasformandolo. Perché non impiegarla per migliorare il mondo?”.

Le banche di Francia e Germania hanno ridotto drasticamente la propria esposizione sui debiti dei Paesi a rischio. Esattamente il contrario di quanto accaduto alle banche delle periferie europee. Un fenomeno che sposta implicitamente i costi della crisi dal sistema privato alla Bce. Ovvero dalle banche più forti ai contribuenti europei. L’ultimo allarme lo ha lanciato implicitamente Bloomberg, analizzando i dati resi noti dalla banche centrali dei singoli Paesi di Eurolandia. Nel corso degli ultimi due anni, la distribuzione dei titoli di Stato dei Paesi a rischio ha subito una variazione senza precedenti evidenziando una clamorosa frattura tra le economie più forti e più deboli del Continente grazie anche, se non soprattutto, al programma di finanziamento della Bce. Un piano che evidentemente non sta dando gli effetti sperati e che anzi, a questo punto, potrebbe aver addirittura esasperato le disuguaglianze nella distribuzione del rischio aggravando ancora di più la situazione delle periferie continentali. In estrema sintesi: mentre Francia e Germania proseguono nella riduzione delle proprie esposizioni verso le aree di crisi, Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e ovviamente Italia, potrebbero aver diffuso un nuovo potenziale contagio al loro stesso sistema bancario. Intrappolando in una strada senza uscita la stessa Bce.

I dispositivi mobili Apple non rappresentano solo uno status symbol e un oggetto di culto per gli adulti. Nelle mani di un bambino si trasformano in accattivanti giocattoli. Prima di lasciare il nuovissimo tablet nelle mani di un ragazzino, però, è meglio pensarci due volte. Ne sanno qualcosa i furibondi genitori che hanno promosso una class action contro Apple e che ieri è stata dichiarata ammissibile da un giudice della Corte Federale statunitense. La causa raccoglie le denunce di numerosi consumatori infuriati per le spese legate agli acquisti operati da figli minorenni usando iPad e iPhone. Sul banco degli imputati c’è il sistema degli acquisti In-App, ovvero gli acquisti che possono essere effettuati direttamente dall’interno delle applicazioni installate sui dispositivi Apple che poi vengono addebitati sulla carta di credito collegata all’App Store.

Pier Ferdinando Casini tende la mano a Corrado Passera, Andrea Riccardi e compagnia dei professori: “Nel Partito della Nazione, che si farà prima delle elezioni politiche – ha detto il segretario dell’Udc ospite di Otto e mezzo, su La7, a proposito del suo futuro partito – ci saranno anche ministri del governo Monti”. “Siamo convinti all’interno dell’Udc  e del Terzo Polo – ha proseguito Casini – che siamo il passaggio verso una cosa diversa, che mette insieme tecnici e politici”.


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Casini chiama i Monti boys: "Ministri nel mio partito"

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L’aveva inventata Corrado Passera da amministratore delegato di Intesa San Paolo.  E a guidarla aveva chiamato il suo manager di fiducia, Mario Ciaccia. Il loro gioiellino si chiamava Biis, Banca infrastrutture, innovazione e sviluppo. Per crescere aveva solo bisogno di un governo che avviasse nuove infrastrutture e credesse davvero nella innovazione e nello sviluppo. Tanto è che quando  proprio Passera e Ciaccia hanno lasciato il gruppo Intesa per andare al governo ad occuparsi di infrastrutture, innovazione e sviluppo, molti immaginavano un futuro roseo per la Biis

La Banca infrastrutture innovazione e sviluppo del gruppo Intesa, ha invece chiuso i battenti dal 17 aprile. Al governo Passera e Ciaccia come tutti i colleghi tecnici si sono occupati solo di nuove tasse da fare pagare agli italiani per tamponare le falle del bilancio pubblico. Ed hanno fatto capire agli ex colleghi banchieri che di euro per le infrastrutture non ce ne sarebbe stato uno, nè ora nè per molti anni. Quando a innovazione e sviluppo, meglio scordarseli

Quel che resta della Biis colpita a morte dai banchieri che l’avevano creata una volta approdati al governo è stato smembrato con tre ordini di servizio in data 17 aprile. Il grosso è finito sotto Gaetano Miccichè, direttore della divisione corporate e investment banking di Intesa San Paolo.

Mantellassi 1926: tra Salone e FuoriSalone due eccezionali eventi per presentare le straordinarie nuove collezioni Donna Mantellassi e Casa Gioiello oltre ad una miriade di special projects. Ineguagliabile classe e stile per il Cocktail FuoriSalone di Mantellassi 1926 il 18 aprile dalle 19 alle 22 nell’atmosfera avvolgente, chic ed esclusiva del Carlton Hotel Baglioni, la Terrazza Baglioni sarà completamente arredata, per l’occasione, da Mantellassi 1926.

di Francesca Lovatelli Caetani
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Mantellassi 1926 e il cocktail del design

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Quali sono i meccanismi di fabbricazione del denaro? Come si crea il debito pubblico? Cos’e’ il signoraggio? Come funziona il sistema bancario? Quali sono i responsabili e le vere cause della crisi? A queste e ad altre domande risponde il nuovo libro di Marco Marsili Italia, svegliati! La più grande truffa del secolo (Termidoro Edizioni, pag. 501, 20 euro). La crisi scoppiata nell’autunno 2008 ha sancito il successo di coloro che ne sono stati gli artefici. In Italia e Grecia sono andati al potere tecnocrati e banchieri, gli stessi che, fino al giorno prima, hanno lavorato per le istituzioni responsabili del crollo dell’economia. Ai vertici dei governi europei, delle istituzioni internazionali, dell’Unione europea (un “super Leviatano”), siedono i referenti delle banche e della finanza, coloro che finora hanno pilotato la crisi, e nelle mani dei quali una classe politica incapace e inadeguata ha affidato le speranze di ripresa. Essi continuano a perseguire le politiche di impoverimento di 720 milioni di europei, con l’unico scopo di trasformare il Vecchio Continente in un immenso lager di schiavi moderni: tagli, flessibilità, liberalizzazioni, privatizzazioni, queste le “ricette” per raggiungere un falso obiettivo, la riduzione del deficit ed il pareggio di bilancio (peraltro tecnicamente impossibile). Con la “privatizzazione” (svendita) delle ultime pubbliche completeranno il disegno, raggiungendo l’obiettivo di distruzione degli Stati e della privazione dei più elementari diritti di cittadinanza, in spregio al diritto di autodeterminazione dei popoli. Controllano i media, sono editori, politici, banchieri, economisti, e attraverso essi ci tranquillizzano. Secondo Marsili – che invita Monti e Passera ad un confronto pubblico sulla crisi e sui provvedimenti del governo – non possiamo illuderci che, coloro che hanno appiccato l’incendio, si trasformino improvvisamente in pompieri.

Il procuratore capo Ottavio Sferlazza e il sostituto procuratore del tribunale di Reggio Calabria, Francesco Tripodi, hanno chiesto oggi il rinvio a giudizio del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti per alcuni presunti episodi di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico relativi al periodo in cui era sindaco di Reggio Calabria.

La vicenda riguarda i bilanci degli anni che vanno dal 2008 al 2010 dai quali, sempre secondo l’accusa, sarebbe emerso un buco di oltre 87 milioni di euro nelle casse dell’Ente. Oltre al governatore, i pm Sferlazza e Tripodi hanno richiesto il rinvio a giudizio per i tre revisori dei conti, Domenico D’Amico, Ruggero Alessandro De Medici e Carmelo Stracuzzi, che avrebbero certificato i bilanci di quegli anni senza ravvisare alcuna anomalia.

Salta la colazione tra Mario Monti e Silvio Berlusconi, prevista per giovedì a Palazzo Chigi. Lo ha chiesto l’ex premier, precisando però di averlo deciso “per non alimentare polemiche e per evitare o prevenire insinuazioni malevole su questioni inerenti le frequenze televisive”. Niente tensioni politiche, dunque. Semmai un passo cauto in un momento delicatissimo, perché in ballo c’è il beauty contest, cioè l’asta delle frequenze tv appunto. L’asta si farà, lo ha deciso il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, e il Pdl ieri ha protestato: “Il ministro ha fatto fuori Mediaset dalla gara”, sottintendendo uno sgambetto ad personam contro Berlusconi. Oggi Passera ha ribattuto: “Potranno partecipare tutti, abbiamo tenuto le regole decise dal governo Berlusconi”, anche se il presidente Mediaset Fedele Confalonieri si dice dubbioso sulla partecipazione all’asta: “Parteciperemo? Ancora non possiamo dirlo. Vedremo la disciplina dell’asta che farà Agcom”. Per evitare che si scambi l’incontro con Monti per pressione indebita, dunque, il Cavaliere ha deciso di passare un turno. Precisando che l’incontro avrà luogo “quando sarà completata la valutazione che lo stesso presidente Berlusconi sta compiendo – si legge nella nota ufficiale – insieme agli organi statutari e agli esperti del Popolo della Libertà, sui provvedimenti fiscali, su quelli che riguardano la casa e sulle misure per la crescita che il Governo si accinge a varare”. Un errore, secondo Giuliano Ferrara, che per primo ha dato la notizia del vertice saltato: “Il Cavaliere – scrive su Twitter il direttore del Foglio – dovrebbe vedere Monti una volta alla settimana e parlare di unità nazionale, agenda 2013″.

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