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Libero Quotidiano

Ancora una stangata in Borsa. Tutti i listini europei in ribasso, ma sprofonda Piazza Affari: l’indice Ftse Mib ha chiuso in calo del 3,43%, mentre il complessivo All Share ha lasciato il 3,16 per cento. Pesano in particolare i dati che certificano la frenata della crescita cinese, quelli sul calo di fiducia negli Usa e i timori per in Bonos decennali spagnoli, il cui rendimento si avvicina al 6 per cento. Tra gli altri listini europei, Londra lascia l’1,02%, Francoforte il 2,29% e Parigi il 2,47 per cento. Madrid maglia nera con un tonfo del 3,52 per cento.

Tensione sui titoli di Stato – Continua la tensione e l’altalena dei titoli di Stato italiani: rispetto ai 369 punti base registrati alla chiusura di giovedì e ai 377 dell’apertura, la forbice di rendimento tra decennale italiano e tedesco in apertura aveva superato quota 380. A innescare una nuova ondata di tensione sui Btp sono stati i numeri diffusi dalla Bce relativi all’elevato utilizzo dei fondi della Banca centarle europea degli istituti spagnoli. Le statistiche diffuse dall’Eurotower hanno mostrato che il ricorso degli istituti di credito spagnoli ai fondi Bce è pressochè raddoppiato nell’arco di un mese, balzando a 316,3 miliardi di euro rispetto ai 169.8 miliardi di febbraio.

La riforma in via preliminare della Protezione civile, approvata dal Cdm, nasconde dentro di sè un’ulteriore beffa per i consumatori. Infatti, nel testo è scritto che, in casi emergenziali, è possibile un aumento di 5 centesimi dell’accisa sui carburanti. “Nel momento della dichiarazione dello stato di emergenza si provvede al fabbisogno finanziario utilizzando le risorse del fondo nazionale di protezione civile. Qualora sia utilizzato anche il fondo spese impreviste, lo stesso è immediatamente e obbligatoriamente reintegrato con risorse ordinarie e/o con le maggiori entrate derivanti dall’aumento dell’accisa sui carburanti, stabilita dal Consiglio dei ministri in misura non superiore a cinque centesimi per litro”. Inoltre, al momento della dichiarazione dello stato di emergenza, le Regioni avranno “facoltà di elevare l’imposta regionale sulla benzina di loro competenza sino al massimo di cinque centesimi per litro”.

“Provvedimento folle” – Il Codacons lancia l’allarme, dopo la decisione di inserire nella riforma della Protezione civile una clausola che permette di aumentare la benzina di 5 centesimi al litro in situazioni emergenziali. “L’aumento ipotizzato dal Consiglio dei ministri  per finanziare la Protezione Civile, determinerebbe un aggravio di spesa pari ad almeno 73 euro annui ad automobilista solo di costi diretti. “Un simile provvedimento sarebbe semplicemente folle – afferma   il Presidente Carlo Rienzi – Disporre per legge il rincaro dei listini  alla pompa, quando i prezzi hanno raggiunto livelli record che sfiorano i 2 euro al litro, e dopo una successione incredibile di nuove accise introdotte per finanziare qualsiasi cosa, avrebbe effetti  disastrosi sui prezzi al dettaglio in tutti i settori, sui consumi   delle famiglie e sulle tasche degli automobilisti, categoria sempre più spremuta come un limone”.

Beni mobili e immobili per un valore complessivo di 32 milioni di euro sono stati sequestrati all’imprenditore Diego Anemone, figura di primo piano nell’inchiesta per gli appalti G8 che si sarebbe dovuto tenere alla Maddalena nel 2009, a sua moglie Vanessa Pascucci e a suo zio Luciano Anemone. Il sequestro disposto dal gip, Nicola Di Grazia su richiesta dei pubblici ministeri Roberto Felici, Ilario Calò e Sabrina Calabretta è stato eseguito dalla Guardia di Finanza. Tra i beni sequestrati per ordine del magistrato, che procede per i reati di appropriazione indebita e riciclaggio, ci sono due palazzine contrassegnate con le lettere G e H e piscine loro annesse facenti parte della Società Sportiva Romana. Si trovano all’interno del comprensorio Salaria Sport Village che fu oggetto già di sequestro quando furono organizzati a Roma i Mondiali di Nuoto.

Beni mobili e immobili per un valore complessivo di 32 milioni di euro sono stati sequestrati all’imprenditore Diego Anemone, figura di primo piano nell’inchiesta per gli appalti G8 che si sarebbe dovuto tenere alla Maddalena nel 2009, a sua moglie Vanessa Pascucci e a suo zio Luciano Anemone. Il sequestro disposto dal gip, Nicola Di Grazia su richiesta dei pubblici ministeri Roberto Felici, Ilario Calò e Sabrina Calabretta è stato eseguito dalla Guardia di Finanza. Tra i beni sequestrati per ordine del magistrato, che procede per i reati di appropriazione indebita e riciclaggio, ci sono due palazzine contrassegnate con le lettere G e H e piscine loro annesse facenti parte della Società Sportiva Romana. Si trovano all’interno del comprensorio Salaria Sport Village che fu oggetto già di sequestro quando furono organizzati a Roma i Mondiali di Nuoto.

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