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E ora Femen, l’organizzazione femminista che ci ha abituato a proteste seni al vento, si scopre intransigente e bacchettona. Il tema è la prostituzione, o meglio le leggi per contrastarla: le poppute contestatarie, partite dall’Ucraina per fare proseliti in tutta Europa, si battono per la penalizzazione completa del fenomeno. Al gabbio non solo chi sfrutta le squillo, dunque, ma anche chi compera i loro servigi. I clienti, insomma. Le Femen, che hanno chiesto (inascoltate) una stretta normativa simile in Ucraina prima delgli Europei di calcio del 2012, si inseriscono nel dibattito pubblico francese. Nel paese transalpino il governo socialista ha appunto presentato una proposta di legge che rende penalmente rilevante la posizione di chi frequenta prostitute, suscitando la protesta di un gruppo di intellettuali libertini raccoltisi intorno al Manifesto dei 343 Mascalzoni.

Guarda le proteste in topless delle Femen qui, qui e ancora qui

Sessiste e manettare – In Italia la voce delle femministe in topless arriva attraverso l’Huffington Post, dove la leader di Femen Inna Schevchenko ha un blog. Beh, le ragioni delle bionde scapezzolate si riassumono in due termini: proibizionismo e ideologia. Innanzitutto, scrive la Schevchenko, “la prostituzione è un traffico di esseri umani, la società deve proibirla con la massima severità”. Quindi nessuna apertura al modello offerto da paesi, come l’Olanda, dove i diritti delle donne sono un fatto conclamato e al contempo la prostituzione è regolata da norme. Tutti dietro le sbarre, e basta. E poi le neofemministe rispolverano un’arma retorica del veterofemminismo del ‘900: la prostituzione “è lo sfruttamento di un sesso ai danni dell’altro mediante la forza o l’inganno – argomenta ancora la leader -; Legalizzare la prostituzione significa decretare la vittoria definitiva del sistema patriarcale nella guerra dei generi – addirittura – , significa legittimare una società in cui gli uomini si siedono a tavola sbavando e comunicano l’ordinazione alle loro serve sessuali”. Ecco, la Schevchenko ignora, o per lo meno finge di ignorare, che a praticare “il più antico mestiere del mondo” ci sono tantissimi maschietti, che propongono i propri servigi a un pubblico di ambo i sessi: e per loro, scusate, le Femen non hanno niente da rivendicare?

Pochi giorni di tregua stentata. Gli appelli di Silvio Berlusconi – “Non alzate i toni contro Angelino” – sono già il passato. Scordati. Dimenticati. Ad accendere la miccia è stato proprio Alfano, che nel corso della presentazione dei gruppi parlamentari di Nuovo Centrodestra, ha sparato ad alzo zero contro i vecchi rivali, i “falchi” del fu Pdl, rei di “violentare” Silvio Berlusconi ogni giorno. Un gruppo di estremisti, insomma, per il vicepremier. Una dichiarazione incendiaria, a pochi giorni dal voto sulla decadenza, che ha innescato le inevitabili reazioni: la nuova Forza Italia, dove già circolano voci di spaccature e rivalità, si ricompatta immediatamente. Contro Angelino.

Usa toni durissimi l’amazzone Michaela Biancofiore, che sfida l’ex segretario e gli intima di chiedere al Pd e al premier Enrico Letta di “evitare il voto di decadenza di Berlusconi, mettendo in discussione le sue poltrone e quelle degli altri governativi, mettendole sul piatto alto e nobile del rispetto delle leggi e dell’ordinamento giudiziario italiano”. E ancora: “Se lo fa, come la coscienza dovrebbe indicargli e anche l’intelligenza politica, visto che Letta senza Ncd è morto, siamo pronti a rivedere il giudizio su di lui”. Già, perché il giudizio, ora, è durissimo. Pessimo: un Giuda. Argomenta così, la Biancofiore: se Alfano non farà quanto gli chiediamo, “come temo, le sue parole equivalgono, tanto per rimanere nell’ambito del Vangelo da lui citato, al bacio di Giuda”.

“Fuffa per gonzi” – Il capitolo della rivolta dei forzisti contro il “figlio” Angelino s’arricchisce con la risposta, tostissima, di Maurizio Bianconi, il vulcanico deputato e tesoriere del Cav: “Angelino ci definisce estremisti. Domando: possiamo rimanere in un governo che aumenta le accise sulla benzina per compensare l’Imu? Un governo che regala soldi alle associazioni di sinistra che aiutano i clandestini e li toglie alle vittime della mafia e ai respingimenti? Che serve l’Europa invece che l’interesse nazionale? Caro Angelino, amico mio – prosegue Bianconi -, è fuffa per gonzi“. Testuale. Quindi il portavoce, Daniele Capezzone, che contrattacca usando gli stessi argomenti: “L’onorevole Alfano sappia che estremista è chi aumenta le tasse, cioè il governo di cui è vicepremier. Da Alfano – aggiunge – arrivano dichiarazioni incredibili. Ma gli elettori di Forza Italia hanno ben compreso cosa è accaduto, e chi stia rispettando, e chi no, gli impegni con chi ci ha votato”. Un traditore, insomma. 

E ancora, le bordate di Mariastella Gelmini: “Alfano, ma non solo lui, cerca di nascondere il vuoto di proposte che caratterizza il governo e il contributo di Ncd al governo degli indecisi a tutto, dando dell’estermista a Berlusconi e al suo partito. Ci tratta come una squadra di picchiatori. In questo modo – chiosa – incoraggia contro Berlusconi il livore della sinistra. Complimenti…”. Per Luca D’Alessandro, fedelissimo di Berlusconi, “essere definito estremista da chi ha voltato le spalle a Berlusconi nel momento di sua massima difficoltà è una medaglia sul petto, che mostrerò sempre con orgoglio”. Infine, nella breve e sommaria rassegna, l’attacco di Altero Matteoli: “Le sue dichiarazioni destano meraviglia. E’ cresciuto accanto al leader del centrodestra, con il quale ha avuto un rapporto quasi filiale, e oggi dice che Berlusconi è stato violentato da alcuni estremisti nel partito. Probabilmente Alfano cerca a posteriori una giustificazione alla scissione, che finora non ha trovato motivazioni politiche”.

di Andrea Tempestini

Pochi giorni di tregua stentata. Gli appelli di Silvio Berlusconi – “Non alzate i toni contro Angelino” – sono già il passato. Scordati. Dimenticati. Ad accendere la miccia è stato proprio Alfano, che nel corso della presentazione dei gruppi parlamentari di Nuovo Centrodestra, ha sparato ad alzo zero contro i vecchi rivali, i “falchi” del fu Pdl, rei di “violentare” Silvio Berlusconi ogni giorno. Un gruppo di estremisti, insomma, per il vicepremier. Una dichiarazione incendiaria, a pochi giorni dal voto sulla decadenza, che ha innescato le inevitabili reazioni: la nuova Forza Italia, dove già circolano voci di spaccature e rivalità, si ricompatta immediatamente. Contro Angelino.

Usa toni durissimi l’amazzone Michaela Biancofiore, che sfida l’ex segretario e gli intima di chiedere al Pd e al premier Enrico Letta di “evitare il voto di decadenza di Berlusconi, mettendo in discussione le sue poltrone e quelle degli altri governativi, mettendole sul piatto alto e nobile del rispetto delle leggi e dell’ordinamento giudiziario italiano”. E ancora: “Se lo fa, come la coscienza dovrebbe indicargli e anche l’intelligenza politica, visto che Letta senza Ncd è morto, siamo pronti a rivedere il giudizio su di lui”. Già, perché il giudizio, ora, è durissimo. Pessimo: un Giuda. Argomenta così, la Biancofiore: se Alfano non farà quanto gli chiediamo, “come temo, le sue parole equivalgono, tanto per rimanere nell’ambito del Vangelo da lui citato, al bacio di Giuda”.

“Fuffa per gonzi” – Il capitolo della rivolta dei forzisti contro il “figlio” Angelino s’arricchisce con la risposta, tostissima, di Maurizio Bianconi, il vulcanico deputato e tesoriere del Cav: “Angelino ci definisce estremisti. Domando: possiamo rimanere in un governo che aumenta le accise sulla benzina per compensare l’Imu? Un governo che regala soldi alle associazioni di sinistra che aiutano i clandestini e li toglie alle vittime della mafia e ai respingimenti? Che serve l’Europa invece che l’interesse nazionale? Caro Angelino, amico mio – prosegue Bianconi -, è fuffa per gonzi“. Testuale. Quindi il portavoce, Daniele Capezzone, che contrattacca usando gli stessi argomenti: “L’onorevole Alfano sappia che estremista è chi aumenta le tasse, cioè il governo di cui è vicepremier. Da Alfano – aggiunge – arrivano dichiarazioni incredibili. Ma gli elettori di Forza Italia hanno ben compreso cosa è accaduto, e chi stia rispettando, e chi no, gli impegni con chi ci ha votato”. Un traditore, insomma. 

E ancora, le bordate di Mariastella Gelmini: “Alfano, ma non solo lui, cerca di nascondere il vuoto di proposte che caratterizza il governo e il contributo di Ncd al governo degli indecisi a tutto, dando dell’estermista a Berlusconi e al suo partito. Ci tratta come una squadra di picchiatori. In questo modo – chiosa – incoraggia contro Berlusconi il livore della sinistra. Complimenti…”. Per Luca D’Alessandro, fedelissimo di Berlusconi, “essere definito estremista da chi ha voltato le spalle a Berlusconi nel momento di sua massima difficoltà è una medaglia sul petto, che mostrerò sempre con orgoglio”. Infine, nella breve e sommaria rassegna, l’attacco di Altero Matteoli: “Le sue dichiarazioni destano meraviglia. E’ cresciuto accanto al leader del centrodestra, con il quale ha avuto un rapporto quasi filiale, e oggi dice che Berlusconi è stato violentato da alcuni estremisti nel partito. Probabilmente Alfano cerca a posteriori una giustificazione alla scissione, che finora non ha trovato motivazioni politiche”.

di Andrea Tempestini

Pochi giorni di tregua stentata. Gli appelli di Silvio Berlusconi – “Non alzate i toni contro Angelino” – sono già il passato. Scordati. Dimenticati. Ad accendere la miccia è stato proprio Alfano, che nel corso della presentazione dei gruppi parlamentari di Nuovo Centrodestra, ha sparato ad alzo zero contro i vecchi rivali, i “falchi” del fu Pdl, rei di “violentare” Silvio Berlusconi ogni giorno. Un gruppo di estremisti, insomma, per il vicepremier. Una dichiarazione incendiaria, a pochi giorni dal voto sulla decadenza, che ha innescato le inevitabili reazioni: la nuova Forza Italia, dove già circolano voci di spaccature e rivalità, si ricompatta immediatamente. Contro Angelino.

Usa toni durissimi l’amazzone Michaela Biancofiore, che sfida l’ex segretario e gli intima di chiedere al Pd e al premier Enrico Letta di “evitare il voto di decadenza di Berlusconi, mettendo in discussione le sue poltrone e quelle degli altri governativi, mettendole sul piatto alto e nobile del rispetto delle leggi e dell’ordinamento giudiziario italiano”. E ancora: “Se lo fa, come la coscienza dovrebbe indicargli e anche l’intelligenza politica, visto che Letta senza Ncd è morto, siamo pronti a rivedere il giudizio su di lui”. Già, perché il giudizio, ora, è durissimo. Pessimo: un Giuda. Argomenta così, la Biancofiore: se Alfano non farà quanto gli chiediamo, “come temo, le sue parole equivalgono, tanto per rimanere nell’ambito del Vangelo da lui citato, al bacio di Giuda”.

“Fuffa per gonzi” – Il capitolo della rivolta dei forzisti contro il “figlio” Angelino s’arricchisce con la risposta, tostissima, di Maurizio Bianconi, il vulcanico deputato e tesoriere del Cav: “Angelino ci definisce estremisti. Domando: possiamo rimanere in un governo che aumenta le accise sulla benzina per compensare l’Imu? Un governo che regala soldi alle associazioni di sinistra che aiutano i clandestini e li toglie alle vittime della mafia e ai respingimenti? Che serve l’Europa invece che l’interesse nazionale? Caro Angelino, amico mio – prosegue Bianconi -, è fuffa per gonzi“. Testuale. Quindi il portavoce, Daniele Capezzone, che contrattacca usando gli stessi argomenti: “L’onorevole Alfano sappia che estremista è chi aumenta le tasse, cioè il governo di cui è vicepremier. Da Alfano – aggiunge – arrivano dichiarazioni incredibili. Ma gli elettori di Forza Italia hanno ben compreso cosa è accaduto, e chi stia rispettando, e chi no, gli impegni con chi ci ha votato”. Un traditore, insomma. 

E ancora, le bordate di Mariastella Gelmini: “Alfano, ma non solo lui, cerca di nascondere il vuoto di proposte che caratterizza il governo e il contributo di Ncd al governo degli indecisi a tutto, dando dell’estermista a Berlusconi e al suo partito. Ci tratta come una squadra di picchiatori. In questo modo – chiosa – incoraggia contro Berlusconi il livore della sinistra. Complimenti…”. Per Luca D’Alessandro, fedelissimo di Berlusconi, “essere definito estremista da chi ha voltato le spalle a Berlusconi nel momento di sua massima difficoltà è una medaglia sul petto, che mostrerò sempre con orgoglio”. Infine, nella breve e sommaria rassegna, l’attacco di Altero Matteoli: “Le sue dichiarazioni destano meraviglia. E’ cresciuto accanto al leader del centrodestra, con il quale ha avuto un rapporto quasi filiale, e oggi dice che Berlusconi è stato violentato da alcuni estremisti nel partito. Probabilmente Alfano cerca a posteriori una giustificazione alla scissione, che finora non ha trovato motivazioni politiche”.

di Andrea Tempestini

Oltre 2400 controlli antidoping su 2600 atleti partecipanti, con particolare attenzione ai test pre-competizione, che crescono del 57% rispetto alla precedente edizione di Vancouver 2010. Il nuovo presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, snocciola con orgoglio i numeri della lotta al doping nel corso dei prossimi giochi invernali di Sochi 2014. Peccato, però, che dalla Russia arrivino notizie del tutto diverse: il laboratorio incaricato di effettuare i controlli durante il periodo olimpico rischia di perdere l’autorizzazione per assenza di garanzie sui test.

Il mercoledì era il giorno della fiera. Nell’ampio rettilineo che conduceva alle case gialle della periferia si disponeva un clamore antico, mi sembrava di guadagnare qualcosa che atteneva a una verità recondita, finanche ad un segreto esistenziale che non avevo ancora realizzato. Dalle bancarelle gli uomini urlavano la bontà del loro commercio. Era tutto così primitivo, e questo mi piaceva. Con i compagni delle case ci vedevamo al solito posto. Massimo non c’era, sempre in giro con i suoi impicci. Le strade erano bianche, splendevano abbagli inauditi sui tetti di lamiera. Le motorette correvano sullo stradone, lasciandosi dietro un terribile afrore e un rumore insolente. I poveri sono neri, diceva Romina, con spregio. I poveri non hanno colori. Ne racconterò ampiamente nel prossimo romanzo, vorrei mantenermi fedele a quella medesima laconicità, perché non era disperazione o solitudine soltanto, era molto peggio, era il feltro seppellito di ogni sussulto, il tentativo persino di risorgere era stato soppiantato da un ameno cinismo che serviva a contare i giorni e dimenticarli.

La vicenda Cancellieri-Ligresti assume sempre più i toni di una barzelletta. Un gruppo di giovani appartenenti al Partito democratico (che, ricordiamolo, in Parlamento ha votato contro la sfiducia al ministro) ha manifestato in via Hoepli a Milano di fronte all’ingresso dell’Auditorium San Fedele dove si svolge un convegno dal titolo “Più sicurezza, più gratuità, meno carcere”, a cui ha partecipato il Guardasigilli Annamaria Cancellieri. I giovani dem hanno portato con loro due finte carte del gioco ‘Monopoli’ con la scritta: “Imprevisti: esci gratis di prigione“. Il riferimento niente affatto velato è alla scarcerazione di Giulia Ligresti. I giovani democratici di Milano hanno anche letto un elenco con i nomi di 26 detenuti che si sono suicidati o in carcere durante il mandato della Cancellieri. In merito alla  telefonata che “testimonia un interessamento eccessivo del ministro dovuto ai suoi legami personali”, i giovani spiegano che è stata sancita “l’esistenza di detenuti di serie A che sono amici di un ministro e detenuti di serie B che muoiono nel silenzio, magari innocenti: un ministro responsabile avrebbe rassegnato immediatamente le dimissioni per permettere che si chiarisse la vicenda” . 

E adesso sotto inchiesta è Antonio Esposito, il giudice della Cassazione che lo scorso agosto ha letto il verdetto di condanna per Silvio Berlusconi. La toga partenopea è chiamata a rispondere per l’intervista-scandalo rilasciata al Mattino, cioè la chiacchierata con il giornalista Antonio Manzo nella quale (anche se Esposito ha sempre smentito) anticipava di fatto le motivazioni della sentenza. A far recapitare un “avviso di incolpazione” al giudice partenopeo (che nelle pratiche disciplinari delle toghe equivale all’avviso di garanzia), dopo averne informato il Csm (l’organo di autogoverno dei magistrati, che aveva deciso di non trasferire la toga), è un collega, il procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani. I reati disciplinari contestati a Esposito sono due: l’aver reso pubbliche dichiarazioni o interviste che riguardano “soggetti a qualsivoglia titolo coinvolti negli affari in corso di trattazione, ovvero trattati e non definiti” e per non aver rispettato la disposizione interna alla Cassazione che impone che a tenere i rapporti con la stampa sia un funzionario addetto a questo. Il procedimento disciplinare è nella fase delle indagini, Ciani acquisirà la registrazione di 34 minuti della conversazione tra Esposito e il giornalista e senitrà il giudice napoletano. Se ci dovesse essere richiesta di rinvio a giudizio, sarà il Csm a giudicare. Di certo, alla toga sarà passata la voglia di chiacchierare tanto del suo lavoro. 

Riascolta l’intervista in “vernacolo” in cui il giudice Esposito
anticipa le motivazione della sentenza Mediaset

Ai maschietti piace la Wanda. Quasi a tutti. A Icardi anche di più. La Wanda ha un potere impressionante, da illo tempore tra l’altro. È capace di trasformare potenziali campioni in mammolette «sole-cuore-amore». Solo che una volta ti rimbambivi per i fatti tuoi e scrivevi le letterine con la penna rossa, oggi invece ti auto-sputtani su Twitter. 

Mauro Icardi è in totale overdose da Wanda. Wanda Nara. Che poi è l’ex moglie di Maxi Lopez. Hanno messo al mondo tre figli: Valentino Gaston, Costantino e Benedicto. E a guardar bene non si direbbe, ché la Nara ha fisico da pin-up del genere che fa sballare l’ormone mascolino. Maurito in particolare è completamente strafatto di endorfine: prima annuncia cinguettando che la ama da sbroccare, quindi mostra un obbrobrio di tatuaggio stampato a vita sull’avambraccio. Trattasi di una scritta. Sobrissima. Recita: «Wanda». Per ricordare a tutti che a lui, la Wanda, piace assai. E anche a noi. Un po’ meno all’Inter. In fondo per Maurito – 20 anni e la testa fra le nuvole – il buon Moratti ha speso fior fior di quattrini. Sei milioni e mezzo subito, altri sei l’anno prossimo, per l’esattezza. 

Il ragazzo pur giocando poco quest’anno è partito bene: gol alla Juve, bis con il Cagliari. Addirittura la convocazione con l’Argentina orfana di Messi. Sul più bello il giovanotto sì è però infortunato. All’inguine, guarda un po’. E vien facile fare ironia, meglio evitare e lasciar parlare il club nerazzurro. Pare che a Mazzarri tutto ’sto cinguettare non piaccia molto, pare che il tecnico abbia consigliato «mister ormone» di frequentare gli integerrimi Zanetti, Milito, Cambiasso, di imparare da loro come si diventa campioni e soprattutto come si resta campioni. C’è addirittura chi avrebbe fatto notare all’argentino che Thohir nel suo tour italiano ha voluto sapere tutto ma proprio tutto sulle vite private dei suoi giocatori.

A Mauro la cosa frega fino a un certo punto. Perché ha 20 anni, le farfalle nello stomaco e una passione per la Wanda che metà basta. Maledetto Cupido.

di Fabrizio Biasin

È così, il mondo si divide tra eroi e pirla. E tu, Cristian D’Alessandro, 31 anni da Napoli, sei un eroe: in nome della sacrosanta questione ambientale – detto senza la minima ironia – hai assaltato una piattaforma petrolifera della Gazprom, sul Baltico russo, e ti sei fatto arrestare assieme agli amici di Greenpeace. Due mesi di galera e poi, ai cronisti che ti attendevano all’uscita dal carcere, la tua frase eroica davanti alle telecamere: «Lo rifarei». Bravo, tu puoi, perché sei un eroe, gli altri invece non possono, perché sono dei pirla. Tra questi: l’intera Farnesina coi suoi 64 giorni di pressione ininterrotta sulla Russia, il ministro Emma Bonino con le sue telefonate all’omologo Sergej Lavrov, poi l’ambasciatore a Mosca, il console a San Pietroburgo, la legazione diplomatica che ha anticipato i 45mila euro della tua cauzione, il tuo avvocato, persino tua madre con le sue lettere al capo della diplomazia italiana, infine – quanti pirla, eh? – gli altri dieci scarcerati di Greenpeace che si sono ben guardati da sparare tronfiaggini come le tue, anche perché il processo deve ancora incominciare e il rischio è di beccarsi sette anni di galera: galera russa, perché quella è la Russia, amico eroe, non è la Ue, non è l’Italia, non è Napoli, forse non hai capito. Il Pianeta rischia di morire e ha bisogno di verdi eroi, tu rischi la Siberia e hai bisogno di grigi pirla. Fagli almeno una telefonata.

di Filippo Facci
@FilippoFacci

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