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L’incipit dell’horror soap sta nei polpastrelli d’un violinista virtuoso, il quale -s’intuisce- ha griffato, coi globuli rossi, un contratto faustiano scaduto da dieci anni.

Il violinista piange sotto la pioggia newyorkese e, all’improvviso, viene risucchiato come nei cartoons di Tex Avery attraverso lo spioncino d’un portone, dentro le stanze scintillanti del «Drake». Il Drake è un grattacielo liberty nell’Upper East Side di Manhattan, sito al 666 Park Avenue; ed è il perno narrativo dell’omonima serie che Premiun Action Mediaset (lunedì, ore 21,15) somministra agli amanti delle tensione esoterica ai cinefili. A differenza di altri prodotti simili, come Cult o American Horror, 666 Park Avenue, ispirato ai romanzi di Gabriella Pierce, mescola drama, comedy e orrore in una trama ramificata alla J.J. Abrams, solo molto più divertente. C’è una coppia di fidanzati -Jane, architetta e Henry, impiegato nel settore urbanistico del Comune- che trovano impiego come amministratori di un palazzo demoniaco che stravolge del vite dei suoi inquilini; ci sono inquilini che ammazzano per passeggiare col fantasma delle mogli o perchè sono essi stessi spettri- assassini seriali con slanci femministi; ci sono muri che invischiano come ragnatele le anime dei passanti, e cantine zeppe di lavatrici rotte e di zombie  che ti alitano alle spalle mentre avviti lampadine; c’è un proprietario calvo, dotato di abiti firmati, occhi di ghiaccio e moglie pericolosa – Gavin Doran, interpretato dal mefistofelico Terry O’Quinn- che è un diavolone tutt’altro che buono. Non a caso il numero civico 666 è il numero della Bestia. Il telefilm prende abbastanza. Pure se si snoda nell’ossessione dell’eterna citazione. Soprattutto citazione hitchcockiana.

Una volta, qui,  hai la ripresa ipnotica (Vertigo, nell’originale) del corrrimano delle scale come nell Donna che visse due volte; un’altra hai la frigidità di lei sconvolta dagli incubi alla Marnie, un’altra ancora -la più plateale- sovviene l’assalto misterioso di volatili come ne Gli uccelli. La bomba sotto il tavolo, come diceva Hitch a Truffaut c’è, anche troppo. A me la seria sfizia molto. Gli americani l’hanno chiusa subito. Potrei non avere gusto. O averne troppo….


pubblicato da Libero Quotidiano

666 Park Avenue, il diavolo è un capocondomino

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