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Roma, 1 lug. – (Adnkronos) – A settembre 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite avvierà la nuova agenda sullo sviluppo globale, per rinnovare gli Obiettivi del Millennio sanciti nel settembre del 2000 da 191 Capi di Stato e di Governo con la firma della Dichiarazione del Millennio delle Nazioni unite. La nuova sfida sarà quella di passare da ‘ridurre’ a ‘porre fine’ alla povertà estrema in tutte le sue forme. Il prossimo anno sarà dunque cruciale per arrivare a un contributo forte anche a livello italiano nella definizione dell’agenda e dell’organizzazione che il mondo si vorrà dare nel post-2015 per sradicare la povertà entro il 2030.

In questo senso si inserisce “Dalla Conferenza di Rio+20 al processo post-2015: le sfide dello Zero Hunger Challenge, della sostenibilità, della lotta alla povertà e dello sviluppo sociale”, in programma il 2 luglio a Roma organizzato da Oxfam Italia, Cespi e Slow Food ospitato e supportato dalla direzione generale della cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. Un’occasione per riprendere le fila del processo soprattutto a livello istituzionale, portando allo stesso tavolo gli attori che in diversi tempi e luoghi hanno lavorato al processo post 2015.

All’appuntamento parteciperanno Andrea Orlando, ministro dell’Ambiente; Lapo Pistelli, viceministro degli Affari Esteri con delega alla Cooperazione Internazionale; Maurizio Martina, viceministro all’Agricoltura con delega all’Expo, esperti e rappresentanti della società civile.

Due gli elementi fondamentali del percorso che istituzioni e rappresentanti della società civile hanno a disposizione: il Rapporto del Panel di alto livello sul futuro degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Mdg’s) pubblicato il 30 maggio e l’esito del lavoro per la definizione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) nato dopo Rio+20. In un quadro geopolitico profondamente mutato dal 2000, anno in cui venne lanciata la Dichiarazione del Millennio, è fondamentale la costruzione di un’agenda che integri gli obiettivi di sviluppo e lotta alla povertà e quelli di sviluppo sostenibile, attraverso un approccio basato sui diritti per tutti e sull’equità non solo tra Paesi, ma nei Paesi (il 65% dei poveri vive oggi in India, Brasile, Cina, Indonesia).

La povertà non può essere sradicata senza risolvere le pressioni ambientali sui sistemi naturali, ma contemporaneamente viene posto in evidenza l’iniquo accesso alle risorse naturali che svantaggia le comunità di diversi Paesi in Africa, Asia e America Latina. Da Rio+20 l’Italia ha confermato la volontà di concretizzare programmi per una green economy che sradichi la povertà nel mondo, crei maggiori opportunità di lavoro per tutti e assicuri la sostenibilità ambientale con equità e giustizia.

Tra i temi al centro della riflessione di Rio+20, e oggetto di alcune iniziative come la Zero Hunger Challenge del Segretario Onu Ban Ki Moon, ci sono la sicurezza alimentare e l’agricoltura sostenibile. Questa attenzione al tema pone all’Italia, nell’anno del’Expo 2015 che ha come tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”, la sfida di intervenire in modo attivo nel dibattito con proposte concrete ed efficaci in linea con la vocazione del nostro paese rispetto alla questione cibo e sicurezza alimentare, della qualit agroalimentare, dell’agricoltura sostenibile, della lotta agli sprechi alimentari.


pubblicato da Libero Quotidiano

A Roma si discute il processo sullo sviluppo globale post 2015

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