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Roma, 2 nov. – (Adnkronos) – Un caso emblematico di abusivismo edilizio sul territorio laziale riguarda il comune di Formia, in provincia di Latina, dove la questione urbanistica tiene banco con la vicenda della ‘Cooperativa Luci sul Golfo’ che “voleva costruire case su un’area del Monte di Mola, che fa parte del bel paesaggio formiano” ma che essendo “percorsa dal fuoco, non è edificabile” spiega all’Adnkronos, Paola Villa, candidato a sindaco del comune di Formia, dell’associazione ‘Un’altra città’.

Il rischio è legato alla possibile approvazione della variante al Piano regolatore generale, la cosiddetta ‘Pedemontana debole’ che “si svilupperebbe lungo tutto il delicato sistema collinare formiano che non risolverebbe assolutamente il problema del traffico”. In particolare, racconta Villa, “Il Comune di Formia non ha ancora approvato il catasto incendi, ma approvò attraverso due delibere il piano di zona della Luci sul Golfo e propose una modifica della legge 353, che avrebbe consentito a tale cooperativa di costruire case su un’area del Monte di Mola non edificabile perché appunto percorsa dal fuoco”.

Si tratterebbe, dunque, di aumentare l’offerta abitativa ma i reali fabbisogni non sembrano andare in questa direzione. “Un quadro della disponibilità di abitazioni alle date degli ultimi censimenti ci dice che a Formia per ogni 100 famiglie residenti nel 2001 vi erano 46 abitazioni non occupate, per ogni 100 famiglie residenti della provincia di Latina vi erano 39 abitazioni non occupate; l’analogo rapporto per il Lazio era 22 e per l’Italia 24”.

I dati, dunque, sottolinea Villa, “mostrano un’evidente eccedenza nella disponibilità di abitazioni a Formia rispetto alla situazione media della stessa provincia e, in misura più consistente, rispetto a quelle regionale e nazionale”. La congiuntura economica negativa di questo momento certo non aiuta: “molte delle case, infatti, restano sfitte anche durante i mesi estivi, rimanendo inutilizzate tutto l’anno”. Secondo il candidato sindaco, dunque, “la costruzione di nuove abitazioni per non residenti non può concorrere ad aumentare la domanda abitativa e abbassare le quote di mercato”.

Per dare un nuovo slancio al turismo concepito in chiave sostenibile, secondo Villa occorre intervenire sul patrimonio edilizio già esistente. Solo così “si potrà dar vita a situazioni economiche favorevoli e alla rinascita di centri sia storici che balneari. Ciò significherebbe un totale coinvolgimento anche del mercato dell’edilizia locale e quindi i presupposti per una buona rinascita economica del settore”.

Inoltre in questi anni “il settore urbanistico ha visto una serie di vicende giudiziarie colpire anche i vertici della provincia di Latina. Un’amministrazione che si rispetti e che pretenda collaborazione con i cittadini deve innanzitutto adoperarsi per restituire dignità alle istituzioni, imponendo a chi ha responsabilità politiche e condanne penali, di rassegnare immediatamente le proprie dimissioni”. “Il caso del presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, condannato a due anni per abusivismo edilizio, per i lavori eseguiti nella realizzazione dell’Hotel ‘Grotta di Tiberio’ a Sperlonga, e interdetto dai pubblici uffici è emblematico” conclude Villa.


pubblicato da Libero Quotidiano

Abusivismo edilizio, il caso della 'Cooperativa Luci sul Golfo' di Formia

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