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Roma, 29 ott. – (Adnkronos) – Le aziende del ‘Far East’ scommettono sulla sostenibilità, non solo le grandi multinazionali ma anche le piccole imprese. E mentre in Asia anche gli investitori premono perché le produzioni siano sostenibili, l’Europa cede il passo. E’ quanto emerge da un’indagine internazionale condotta dall’istituto di ricerca Gfk Eurisko e dall’ente di certificazione Dnv Business Assurance, che ha coinvolto più di 2.300 professionisti di vari settori in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia.

La maggior attenzione per la sostenibilità di prodotto si registra in Estremo Oriente, con il 95% degli intervistati convinto che trattare prodotti sostenibili sia un fattore chiave per il successo della propria azienda. Circa 10 punti percentuali in più rispetto ad America Settentrionale e Europa, con l’Italia che si conferma in linea con la media europea (85%). A livello mondiale, la sostenibilità è un aspetto fondamentale non solo per le aziende medie e grandi ma anche per le piccole imprese. L’83% delle società con meno di 50 addetti, infatti, avverte l’esigenza di fornire prodotti sostenibili.

Ciò che gli intervistati ritengono importante non sempre coincide con la pratica. Le percentuali di chi ritiene che i propri prodotti siano effettivamente sostenibili calano significativamente, ad eccezione che nel Far East. L’80% degli asiatici intervistati, infatti, considera i propri prodotti sostenibili, dato che sale all’82% in Cina. In Italia, invece, la percentuale è di poco inferiore al 60%. Secondo gli asiatici, l’impatto ambientale (94%), la sicurezza nell’utilizzo (89%) e le implicazioni economiche (85%) sono gli elementi chiave che definiscono la sostenibilità di prodotto. Questi aspetti si rivelano di primario interesse anche nel resto del mondo, soprattutto per quel che riguarda l’impatto ambientale, che registra percentuali leggermente al di sotto della media solo in Nord America (88%).

Sono le pressioni da parte dei clienti (90%) a spingere le imprese del Far East verso la sostenibilità. Seguono le politiche aziendali (83%) e i consumatori finali (76%). Ma la sostenibilità è un elemento chiave anche per i finanziatori: il 62% degli asiatici e il 70% dei cinesi si sente spinto dagli investitori a realizzare merci sostenibili (nel resto del mondo, solo un operatore su due ne avverte l’influenza).

La sostenibilità non è fondamentale invece per gli investitori Ue: in Europa è meno importante che in qualsiasi altra area geografica (39%), in particolare in Italia (30%). Tra i nordamericani, solo il 43% dichiara di sentirsi spinto dai finanziatori a focalizzarsi sulla sostenibilità. Interrogati sul futuro, i professionisti di ogni parte del mondo hanno confermato che le pressioni da parte dei clienti e le policy aziendali continueranno a rappresentare la motivazione chiave allo sviluppo di prodotti sostenibili, ma hanno anche dichiarato di aspettarsi pressioni crescenti da parte di comunità locali (+15%), Ong (+14%), consumatori finali (+13%) e legislatori(+12%).

Ma che cosa fanno le imprese per offrire merci più sostenibili? Più grandi sono le aziende, più numerose sono le iniziative intraprese, ma anche le piccole realtà stanno lavorando su questi fronti. La sostenibilità viene affrontata soprattutto dal punto di vista della tutela ambientale. In questa cornice l’Estremo Oriente spicca nuovamente con tassi superiori alla media. Le società asiatiche hanno implementato soluzioni volte a ridurre il fabbisogno energetico (80%), i rifiuti (76%) e i consumi idrici (62%), oltre che il ricorso a sostanze dannose (73%). Le percentuali sono ancora più alte se si considerano le sole aziende cinesi. Anche le imprese centro e sudamericane sono molto dinamiche, mentre le europee e le nordamericane sono un passo indietro.

Il 48% degli intervistati ritiene che i vantaggi siano ben superiori ai costi. Gli operatori provenienti dall’America centro meridionale e dall’Asia sono quelli che più dichiarano di aver beneficiato delle varie azioni intraprese (in Cina la percentuale dei soddisfatti si attesta al 72%). Le aziende ne hanno beneficiato in termini di capacità di soddisfare le esigenze della clientela (46%), di miglioramento della reputazione di marca (41%) e di vantaggio competitivo (31%).

I più entusiasti sono i centro sudamericani e gli asiatici, mentre in Europa e America settentrionale la sostenibilità ha un potere di differenziazione minore. In futuro, le aziende continueranno a investire in sostenibilità? Senza dubbio, sì. Le economie in crescita non hanno alcuna intenzione di mettere la sostenibilità in secondo piano: il 68% dei centro sudamericani e il 47% degli asiatici dichiarano di essere pronti a incrementare gli investimenti.

“I riflettori sono puntati sull’Estremo Oriente e le aziende asiatiche non perdono tempo – commenta Luca Crisciotti, Ceo di Dnv Business Assurance – Dieci anni fa non avrebbero risposto in questo modo, ma oggi, secondo gli asiatici, lo sviluppo sostenibile rappresenta un fattore chiave per continuare a crescere. Le economie in crescita stanno compiendo passi da gigante verso la sostenibilità dei loro prodotti, superando europei e nordamericani, distratti dalla crisi economica”.




pubblicato da Libero Quotidiano

Aziende del 'Far East' in prima linea per l'ambiente, Europa cede il passo

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