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Con un intervento di circa un’ora  Matteo Renzi ha chiuso la tre giorni di dibattiti alla Leopolda dedicate alla sua candidatura alla segreteria del Pd. “Non parliamo di Silvio Berlusconi perché noi siamo il futuro e lui è il passato”, ha detto il sindaco di Firenze rispondendo a una signora che lo aveva fermato poco prima di salire sul palco chiedendogli il perché non fosse stato ancora tirato in ballo il Cav e i suoi guai giudiziari. Renzi, gasato dall’entusiasmo dei suoi fan accorsi alla stazione di Firenze , ha proposto un patto agli elettori del Pd: “Ci vediamo qui alla Leopolda fra un anno e verificheremo concretamente se sono stati fatti passi avanti o no, su questi quattro impegni concreti. Quattro punti accomunati dall’idea di semplicità”. Che sono:  “Italia, Europa, lavoro, educazione”.

Il patto con gli elettori – Entrando nel dettaglio ha assicurato: “Via il Senato, via alla Camera delle autonomie. Avremo la metà dei parlamentari e agli italiani piacerà”. Quanto all’occupazione “la sinistra che non cambia si chiama destra”, ha detto Renzi puntualizzando: “Dicono che se non parlo degli operai non sono di sinistra: sei di sinistra se c’è un posto di lavoro in più non in meno, la sinistra che non cambia non è sinistra ma è la destra, la sinistra che ha paura del domani non è una sinistra interessante”. Poi ha aggiunto: “Questo è un Paese fondato sul lavoro, ma che campa di rendita. Se uno sta semplicemente dietro ai quattrini, atto assolutamente legittimo – ha aggiunto – ha strumenti molto più redditizi, ha la rendita. Ci sono fasce sociali intere – ha concluso – che vivono di rendita. Chi fa l’imprenditore, oggi, è un eroe”.

Occupazione – Renzi ha affrontato anche il tema giustizia: “È l’ora di finirla con chi ha pensato la giustizia ad personam – ha proseguito Renzi, sottolineando che in una prossima convention saranno presentate delle proposte concrete per riformarla. “La storia di Silvio ci dice che dobbiamo fare la riforma della giustizia: la storia di Silvio Scaglia. Scaglia affittò volo privato per andare dai magistrati, e si fece arrestare. Da quel momento, 3 mesi di carcere e 9 mesi ai domiciliari. Dopo 12 mesi fu liberato. Poi giudicato innocente – ha aggiunto Renzi -. Ma vi sembra normale che noi in questi 20 anni abbiamo parlato di giustizia dedicata ad uno solo, e che un cittadino innocente venga messo in galera?”.

I voti di Grillo e Pdl – Per vincere Renzi sostiene che si devono recuperare “gli otto milioni che hanno votato Grillo, oltre a recuperare i nostri elettori, ma anche quelli del Pdl”, ma mette in in guardia da facili entusiasimi sulla sua vittoria alle primarie. “Vincere è un’espressione da non usare in generale”, ha scherzato alla Leopolda. “Occhio alla sindrome New Zealand che stava anvanti 8-1 e ha perso 9-8. Occhio a chi pensa di avere già vinto, se si vuol vincere si tira fuori l’entusiasmo personale”.

Leadership non è una parolaccia – Il sindaco di Firenze ha concluso l’intervento parlando di leadership: “Se qualcuno pensa che da solo dopo i disastri fatti possa risolvere i problemi, sta sbagliando. Ma non significa che questo qualcuno debba tirarsi indietro perché ha paura della parola leadership. Leadership non è una parolaccia, ditelo a quelli della sinistra”, ha detto. “E’ la voglia di provarci personalmente sapendo che non sei indispensabile, ma uno dei tanti”, ha chiuso.




pubblicato da Libero Quotidiano

Berlusconi è il passato Ma Renzi non è il presente "Ci rivediamo tra un anno"

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