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Roma, 15 gen. (AdnKronos) – A novembre il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 10,2 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.345,3 miliardi.

L’incremento ha finanziato il fabbisogno del mese (5,8 miliardi) e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (3,3 miliardi, a 51,9); l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha inoltre incrementato il debito di 1,2 miliardi. Lo indica la Banca d’Italia nel bollettino ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’.Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la variazione del debito ha sostanzialmente riguardato le Amministrazioni centrali. Il debito delle Amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza sono rimasti pressoché invariati.

ENTRATE – Inoltre, sempre a novembre, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 39,0 miliardi, in aumento dell’8,7 per cento (3,1 miliardi) rispetto al dato dello stesso mese del 2017; l’incremento riflette anche il versamento dell’acconto dell’imposta sulle assicurazioni, la cui scadenza era stata posticipata da maggio a novembre dalla legge di bilancio per il 2018.

Nei primi undici mesi del 2018, indica Bankitalia, le entrate tributarie sono state pari a 378,7 miliardi, in aumento dell’1,0 per cento rispetto al dato del 2017; al netto di alcune disomogeneità contabili si può stimare che l’andamento delle entrate tributarie sia stato più favorevole.

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