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Tirato per la giacchetta anche da Rosario Crocetta, il neo presidente della Regione Siciliana. Franco Battiato assessore alla Cultura a Palazzo dei Normanni? Perché no. Questa l’idea dell’uomo-simbolo della “nuova” alleanza tra Pd e Udc, che in Sicilia si è imposta pur perdendo vagonate di voti rispetto alla tornata elettorale del 2008. Crocetta come Vittorio Sgarbi, dunque: il critico d’arte, in tempi non sospetti, aveva infatti proposto il nome del cantatutore come candidato della sua “Rivoluzione” per la presidenza sicilana. Inutile stare a raccontarvi come andò a finire.

Contro la Casta – A Battiato, infatti, la politica non piace. Negli ultimi anni si sprecano gli interventi al vetriolo contro quella “Casta” in cui pare difficile trascinarlo. Difficile scordarsi l’intervento che arrivo nei giorni caldi del “bunga bunga”: “C’è chi dice che non è un male organizzare feste priivate con belle ragazze per allietare primari e servitori dello Stato. Io rispondo: perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?”. 

Mira a Beppe Grillo? – Ma veniamo a giorni più recenti, quelli che hanno di poco preceduto il voto isolano. Il cantautore di Jonia attaccava ancora: “E’ inaccettabile continuare a vedere politici che rubano. Chi ruba nelle banche è più simpatico e difficilmente con una rapina si raggiunge una cifra come quella che si è preso Lusi”. Parole di sicuro poco concilianti col mondo della politica. Parole, anzi, che potrebbero essere state estrapolate pari pari da un discorso di Beppe Grillo. Che l’endorsment per Battiato sia una via per ottenere anche l’appoggio di Cancelleri, il candidato grillino, senza il quale Crocetta non potrebbe governare. Possibile. Difficile, però, che Battiato varchi la soglia di Palazzo dei Normanni.


pubblicato da Libero Quotidiano

Crocetta pensa a Battiato (per sedurre Grillo?)

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