Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Rimini, 7 nov. – (Adnkronos) – Rendere più sostenibili le attività estrattive di cave e miniere attraverso misure da adottare nelle fasi di progettazione, gestione e recupero, per ridurre gli impatti su atmosfera, ambiente idrico, suolo e sottosuolo, rumore e vibrazioni, paesaggio, flora e fauna. Questo l’obiettivo delle “Linee guida sulle aree estrattive” presentate oggi alla fiera Ecomondo di Rimini dall’Aitec, l’Associazione italiana tecnico economica del cemento, e Legambiente, nell’ambito dell’incontro “Gestione sostenibile e recupero delle aree estrattive”.

“Siamo consapevoli di come l’attività estrattiva causi inevitabilmente un cambiamento dello stato dei luoghi – spiega Giuseppe Schlitzer, consigliere delegato Aitec – generando impatti sull’ambiente. Vogliamo mettere in campo tutte le azioni che possano non solo mitigare gli impatti, ma rendere possibile un recupero ambientale tale da creare nuovo valore naturalistico, apportare benefici alla biodiversità e agli ecosistemi, offrire nuovi spazi fruibili alla collettività”.

Per il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, non è fermando le cave in Italia o delocalizzando le attività, che si darà risposta ai problemi. Anzi, “le attività estrattive sono un tema importante per guardare al futuro del nostro Paese e l’impostazione che proponiamo con Aitec guarda da subito a come quell’area tornerà alla comunità. Perché sarà inevitabilmente diversa ma non degradata, anzi valorizzata da un punto di vista delle potenzialità ecologiche”.

Il ministero dello Sviluppo Economico è disponibile a collaborare come collettore di dati e di esigenze di tutte le parti interessate per definire una nuova legge quadro e una politica mineraria nazionale. Intanto, nelle linee guida si elencano le misure da adottare nelle varie fasi. Per ridurre l’impatto sull’atmosfera e limitare l’emissione di polveri, le linee prevedono di orientare i fronti di scavo in funzione della direzione dei venti, bagnare piste e piazzali percorsi dai mezzi da cava, sospendere le operazioni nei giorni troppo ventosi.

Per tutelare le acque si realizzano apposite canalette, si controllano gli scarichi di acque su corsi d’acqua superficiali, si effettua periodica manutenzione dei mezzi in aree attrezzate per evitare sversamenti di sostanze inquinanti. Lo scavo deve essere progettato in modo che la modificazione della morfologia risulti compatibile con l’assetto dei luoghi, conservando il suolo asportato in fase di scopertura per le opere di recupero ambientale. Sul fronte del rumore, devono essere utilizzati macchinari nuovi che producano emissioni ridotte e pannelli fonoassorbenti per gli impianti.

A tutela del paesaggio, si devono privilegiare coltivazioni dall’alto verso il basso con cantieri “schermati”, prevedendo soluzioni per minimizzare l’impatto morfologico degli scavi; deve essere valutata l’alterazione dell’habitat, l’eventuale riduzione del patrimonio forestale, la modifica degli elementi che costituiscono l’ecosistema.

La vita media di una cava è di 30 anni, ma seguendo le indicazioni delle linee guida è possibile restituire il territorio alla collettività in tempi molto più brevi, iniziando gli interventi di recupero ambientale contestualmente alla lavorazione dei terreni.

A rafforzare i principi proposti da Aitec-Legambiente, i casi virtuosi di cave e miniere dismesse che sono state già trasformate in aree protette, parchi naturali, percorsi turistici e didattici, osservatori panoramici e dedicati al birdwatching. Molti ex cantieri per l’estrazione di materie prime, sottoposti a recupero ambientale, hanno infatti riacquistato valore e ora contribuiscono alla conservazione della biodiversità locale.


pubblicato da Libero Quotidiano

Da Aitec e Legambiente 'Linee guida sulle aree estrattive'

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Rispondi

Archivi