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Barbara e le buone azioni che si rilevano “taroccate”. Non è il titolo di una novella ma quello che è successo domenica pomeriggio nella trasmissione di Canale 5 “Domenica Live” condotta da Barbara D’Urso. La storia è sempre la stessa: cronaca strappalacrime e varietà goliardico. Mix che riempie il giorno festivo degli italiani di fronte al televisore. Il melodramma questa volta vede protagonista Massimo Amistà, 37 anni, padovano con cinque figli a carico e disoccupato da 18 mesi. Una realtà che fa paura e che dovrebbe certamente allarmare se non fosse che, anche questa volta, la Barbara nazionale riesce a trasformare la storia di vita in un piccolo artefatto miracolo televisivo che vanifica la verità mostrandola sotto il cellophane ovattato degli ascolti auditel.

La sceneggiata – Il signor Amistà ospite in compagnia della moglie nell’agorà di canale 5 racconta la sua vita, la mancanza del lavoro, i figli da sfamare, la fatica per arrivare a fine mese insomma: tutto da copione. Quando ad un certo punto la diretta televisiva si interrompe: driiiinnnnnn! Ecco la telefonata che “non ti aspetti”. Dall’altro capo dell’apparecchio c’è Marco Maniero, imprenditore di Ponte San Nicolò (Padova), titolare di “Arredamenti Maniero” che commosso dalla narrazione dei due coniugi e dalle loro sofferenze decide di offrire un lavoro, in diretta tv, al padre di famiglia disoccupato. Applausi come se piovessero, emozione, sconcerto, gratitudine il tutto contornato dall’espressione stupita della presentatrice. Peccato però che si tratti di un tarocco. Ossia il lavoro effettivamente esiste, si tratta di un contratto a tempo determinato della durata di tre mesi, ma ovviamente siamo di fronte ad una gag studiata a tavolino: un teatrino programmato e pianificato ben prima della diretta. A confermarlo è proprio l’imprenditore buon samaritano che ai giornalisti del “Corriere del Veneto” rivela: “Una troupe di Canale 5 insieme a Massimo è venuta a trovarmi in azienda mercoledì scorso. Noi avevano bisogno di manovalanza e allora ho pensato “perché no?”. Ho anche deciso di estendere il contratto iniziale da uno a tre mesi per dare fiducia a quest’uomo”. Anche Massimo Amistà ha confermato l’indiscrezione: “Sono entrato in contatto casualmente con Canale. Ho raccontato la mia storia e poi loro mi sono venuti a prendere a casa e mi hanno portato in giro per negozi e aziende della zona alla ricerca di lavoro. Dopo due ore avevo trovato questo impiego”. Tutti d’accordo insomma, in un’orchestrazione da oscar. E brava Barbara paladina del “fine giustifica i mezzi” (con aumento dei dati di ascolto però): in barba agli italiani che, guardandoti, credono nel miracolo domenicale.


pubblicato da Libero Quotidiano

Disoccupato va in tv dalla D'Urso e trova lavoro: ma è tutto un bluff

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