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La Cina si prepara a “eleggere” la nuova nomenklatura del Partito comunista e, in occasione del 18° Congresso del partito, Pechino si è trasformata in una città blindata dove divieti e censura la fanno da padroni. Ad esempio, alla direzione dell’Hotel Chongqing, luogo che ospiterà i vertici della politica nazionale a partire dal’8 novembre, è stato imposto di chiudere il nightclub dell’albergo. Ovviamente i divieti non finiscono. Ce ne sono di ben più assurdi.

Vietato aprire i finestrini – Per esempio, per tutta la durata del summit in città non sarà possibile acquistare aeroplani giocattoli e coltelli. I tassisti saranno obbligati a bloccare i finestrini posteriori nel timore che qualcuno possa lanciare volantini o altro, tutti gli istituti della capitale hanno bloccato le gite scolastiche, i concerti sono stati rinviati e saranno vietate le riprese cinematografiche all’aperto. Per gli automobilisti che arrivano da fuori ci saranno permessi più stringenti, e i camion non potranno avere accesso alla quinta circonvallazione.

Solo programmi cinesi – Per quanto riguarda i media, la situazione non è delle migliori e, in questi giorni, internet sembra essere più lento, nelle palestre frequentate dalla classe media i televisori trasmettono solo programmi cinesi e su Twitter c’è già chi parla di censura; come il paroliere Gao Xiaosong, smentito poi dal ministero della Cultura, che su social network avava accusato le reti tv di censurare le canzoni contenenti la parola “morte”. Se da una parte, l’evento è sponsorizzato con fiori e slogan di pace del tipo: “Accogliamo con gioia il 18° Congresso”, dall’altra sembra che fiori e felicità siano solo valori di facciata e che le parole chiave del summit siano in realtà divieto, censura e regime.


pubblicato da Libero Quotidiano

Ecco la "democrazia" cinese: "Vietato aprire i finestrini"

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