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Parole di fuoco, quelle vergate da Giuliano Ferrara su Il Foglio di giovedì 31 ottobre, il day-after lo schiaffo della Giunta a Silvio Berlusconi: sì al voto palese, un attentato al Cav, un colpo bassissimo alla democrazia. Scrive l’Elefantino: “Non poteva che finire così, con una fucilazione nella schiena di Berlusconi decretata in un clima di paura delle libertà di coscienza, questa signorina alla quale tutti la chiedono, perfino il signor Papa e il signor Scalfari, e che la dà quasi sempre. E’ l’effetto della pacificazione del governo tra parentesi – prosegue -. Il governo (tra parentesi) è una buggeratura surreale che gli elettori di sinistra frou frou si meritano, noi no”.

Contro tutti – Quello di Ferrara è un attacco durissimo contro le larghe intese, contro Enrico Letta, contro il Partito democratico, contro i fucilieri del largo del Nazareno. Il direttore prosegue in un lungo excursus in cui ricorda come nacquero le larghe intese, partendo dalla caduta di Berlusconi, passando per Monti e fino ad arrivare alla rielezione di Giorgio Napolitano. Poi nasce “il governo senza contenuti” che “ci conta i soldi in tasca, letteralmente, mentre cerca di tenersi dritto, in equilibrio tra due parentesi”, ossia il governo Monti e le prossime primarie del Pd. Letta, aggiunge l’Elefantino, si tiene in equilibrio anche “con l’uso di alcuni punti e virgola (;) berlusconiani a cui la parentesi piace comoda e larga”: un attacco, questo, ai governisti, ai lealisti.

Napolitano fregato – Per Ferrara, ora, le larghe intese si sono rivelate per quello che sono: uno scempio. Uno scempio in cui anche il Capo dello Stato è stato fregato: “Hanno tutti tradito Napolitano, spero questo sia chiaro anche ai falchi e falchetti dell’entourage di Berlusocni”. Questo perché, continua, “la direttiva presidenziale era chiara: create un nuovo clima politico, piegatevi al principio di realtà, smettetela di giocare col fuoco”. Direttive inattese, dal Pd in primis: “Tutto ciò – tuona l’Elefantino – è stato messo tra parentesi in nome dello stato di diritto, cioè dello stato in cui il diritto è di tribunali che condannano Berlusconi e assolvono l’amministratore delegato dell’azienda che farebbe i suoi bravi risparmi fiscali”.

“Cosa volete che faccia…” – Quindi il direttore scrive dell’inutilità delle larghe intese: “Cosa volete che faccia, a parte lo scudo per i mozzorecchi, un esecutivo il cui capo dice che la questione dell’espulsione dal Parlamento del suo creatore politico, il Cav., non lo riguarda? I famosi passettini di Enrico“. Infine su Berlusconi: “E cosa volete che faccia il Cav. se non impermalirsi, preoccuparsi e dare un calcio al tavolo traballante, da seduta spiritica, con il quale gli illusionisti vogliono reggere il moccolo ai suoi fucilatori, tutta gente che sta da tempo fuori dalle parentesi?”. Poi la conclusione, che assomiglia molto a un appello ad archiviare la parentesi delle larghe intese: “Farsi prendere per fessi, va bene, può essere un aspetto della politica italiana e di altre politiche, ma così no”.

 

 




pubblicato da Libero Quotidiano

Ferrara: "Questo governo è una buggerata surreale, non ce lo meritiamo"

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