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Sei voti. A tanto ammonta la maggioranza su cui il governo Letta può contare al Senato senza i voti di Forza Italia, passata questo pomeriggio all’opposizione. L’esecutivo può contare sul sostegno sicuro di 167 senatori rispetto a un quorum di 161, ovvero la metà più uno dei 321 senatori (315 più i senatori a vita) che compongono l’assemblea di Palazzo Madama. A favore di Letta restano i 108 membri del Pd, i 20 di Scelta Civica, i 29 del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. In totale sono 157, a cui tuttavia si aggiunge il sostegno dei dieci senatori che appartengono al gruppo delle autonomie. Si arriva così a 167. Ai quali si potrebbero aggiungere i cinque senatori a vita: Ciampi, Abbado, Cattaneo, Rubbia, Piano (ma Abbado, Rubbia e Piano vivono all’estero).

Alla Camera, invece, il governo non corre rischi: con il quorum della maggioranza assoluta a quota 316 voti, ovvero la metà più uno di 630, il solo Pd ha un pacchetto di 293 deputati, a cui si aggiungono i 46 di Scelta Civica e i 29 del Nuovo Centrodestra. Complessivamente, dunque 368 voti a cui possono aggiungersi quelli del Centro democratico di Tabacci (5), quelli delle minoranze linguistiche (5).


pubblicato da Libero Quotidiano

I nuovi "numeri" del governo Al Senato maggioranza di sei voti

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