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Roma, 29 nov. – (Adnkronos) – In Italia il 3% del consumo di energia è imputabile agli sprechi alimentari: percentuale che equivale ai consumi energetici annuali di 1.650.000 italiani, o all’ 85% dei consumi finali del comparto industriale di una regione come l’Emilia Romagna, secondo le stime dell’Università di Bologna, su dati Last Minute Market ed Enea. Con questa quantità di energia si potrebbero soddisfare i bisogni energetici annuali di 1.650.000 Italiani.

Con lo spreco energetico causato dalla produzione agricola rimasta in campo (oltre 1,5 milioni di tonnellate, pari al 3,2% della produzione totale) si potrebbero riscaldare per un anno 400.000 appartamenti di classe A (stime Unibo Su Valori Eni). Il monitoraggio sul rapporto fra spreco alimentare e costi dei consumi energetici è contenuto nel “Libro Verde dello spreco in Italia: l’Energia” di Andrea Segrè e Matteo Vittuari (Edizioni Ambiente) nell’ambito della campagna europea “Un anno contro lo spreco” di Last Minute Market e sarà al centro di “Ali-mentando Energia: l’altra agricoltura che previene gli sprechi e riduce i consumi”, il 4 dicembre a Cascina Cuccagna.

Solo negli Stati Uniti il 2,5% dello spreco energetico è determinato dagli sprechi alimentari. Un doppio spreco, dunque, con gravi conseguenze in termini di costi economici, sociali e ambientali: da un lato, grandi quantità di energia sono utilizzate per produrre, distribuire e consumare cibo, dall’altro, ulteriore energia viene impiegata nella gestione e nello smaltimento degli sprechi e scarti di alimenti ancora commestibili.


pubblicato da Libero Quotidiano

In Italia il 3% dei consumi energetici è imputabile a sprechi alimentari

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