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Milano, 28 ott. (Adnkronos) – Si è aperto questa mattina alla Fabbrica del vapore di Milano, con un’anteprima del Libro bianco sulla Mobilità e i Trasporti in Italia di Eurispes, ‘Citytech’, evento dedicato alla nuova mobilità. L’evento, organizzato dal Comune di Milano in collaborazione con la Commissione Europea Rappresentanza a Milano, ha ottenuto l’adesione del Presidente della Repubblica e la sua medaglia di rappresentanza. Citytech si propone come luogo di incontro tra amministrazioni pubbliche, aziende produttrici di tecnologie e gli opinion makers del settore per ridefinire i paradigmi della mobilità in Italia.

Hanno aperto l’evento Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, e Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano. L’evento proseguirà con un ricco calendario di workshop tecnici, ai cui parteciperanno professionisti della Pubblica Amministrazione, operatori del settore e i rappresentanti delle più importanti aziende produttrici del settore.

L’anteprima dei risultati del Libro bianco sulla Mobilità e sui Trasporti in Italia è stata presentata da Carlo Tosti, direttore dell’Osservatorio Eurispes sulla mobilità e i trasporti. Nel corso della sessione inaugurale il direttore ha indicato una ricetta per compensare gli effetti dell’Urban sprawl (termine con cui si indica la rapida e disordinata crescita di una città): riequilibrio e integrazione dell’offerta modale, riduzione del trasporto privato con mezzi a elevato impatto ambientale, aumento dell’offerta di trasporto collettivo attraverso una diversa articolazione e un diverso equilibrio tra offerta pubblica e privata, introduzione di un numero maggiore di nodi di interscambio modale sia per il trasporto di persone sia di merci, infrastrutturazione finalizzata all’informazione, al controllo, al sanzionamento e alla tariffazione.

Nel corso del suo intervento a Citytech Tosti ha approfondito i macrotemi affrontati nel Libro Bianco: l’urbanizzazione e l’accesso ai servizi di trasporto, le infrastrutture critiche, i parcheggi di scambio, le linee tranviarie, le infrastrutture tecnologiche, l’infomobilità e bigliettazione integrata, l’intermodalità, il trasporto turistico, il trasporto merci, il ruolo e l’efficacia delle normative.

“Inquinamento atmosferico e acustico, congestione, occupazione del territorio, inefficiente utilizzo del fattore tempo -ha detto il direttore- costituiscono indicatori cui sia le persone che le imprese pongono rilevante e crescente attenzione. Queste problematiche vengono avvertite con più forza nell’ambito urbano, dove c’è ovviamente maggiore concentrazione di popolazione, produzione e distribuzione delle merci. E proprio l’utilizzo esclusivo del trasporto stradale per quanto riguarda le merci crea le maggiori problematiche, non solo dal punto di vista ambientale. L’Italia poi assomma a questa predilezione stradale in ambito urbano una vocazione per la gomma anche nel trasporto merci in medie e lunghe percorrenze. Questo significa che a problemi si sommano problemi”.

Tosti ha ricordati come “da alcuni anni le Amministrazioni pubbliche locali, con interventi a macchia di leopardo, intervengono con azioni volte a regolare, non a impedire, l’accesso dei veicoli merci nell’area urbana e cercare delle soluzioni che consentano di minimizzare l’impatto del trasporto su gomma sia sugli altri trasporti sia sull’occupazione del suolo. Anche se buona parte degli interventi diretti delle Amministrazioni sono focalizzati sulla riduzione del traffico privato e sull’incentivazione del trasporto pubblico locale, sempre maggior interesse stanno assumendo le misure il cui obiettivo è una migliore organizzazione del trasporto urbano delle merci, riducendo il numero dei veicoli circolanti in ambito urbano. È evidente come interventi sulla produttività delle consegne dell’ultimo miglio volte a minimizzare l’impatto ambientale, influenzino l’efficienza della catena distributiva dei rivenditori, e sulle politiche di stoccaggio sempre più guidate dal just in time”. In conclusione il direttore ha sottolineato come “il dilemma delle sette condizioni giuste della logistica, ossia ‘la disponibilità del prodotto giusto nella quantità e condizione giuste, nel luogo e nel momento giusti, al cliente giusto’, rende necessario un approccio integrato e pluridisciplinare che sposta il dibattito dal tavolo dei trasportisti a uno più ampio”.

Nel corso della sessione inaugurale è intervenuto anche il direttore del Comitato Libro bianco, Luca Masciola, che ha sottolineato come “l’Eurispes attraverso il suo Osservatorio sulla Mobilità e i Trasporti ha voluto concentrare la propria ricerca sulle ragioni della malattia dei trasporti in Italia identificandole, con specifico riferimento alle aree cittadine, nel processo di disarticolazione urbana o urban sprawl, che va interessando ogni area metropolitana nel mondo. Un processo i cui elementi distintivi sono il crescente sviluppo, al fianco delle polis tradizionali, di insediamenti su aree sempre più vaste, con tassi di densità sempre più bassi, caratterizzati da un uso estensivo di ex terreni agricoli”.

Masciola ha spiegato come “nel decennio tra i due ultimi censimenti in Italia abbiamo registrato una crescita del 9% dei territori abitati. Il fenomeno è ancor più evidente nelle dieci aree metropolitane nazionali che da sole rappresentano il 30% della popolazione e l’11% del territorio. È in queste aree che lo urban sprawl con tutte le necessarie distinzioni tra città e città, esprime tutti i caratteri di criticità. La popolazione negli anni non è solo cresciuta nelle dimensioni, ma redistribuita sul territorio, dapprima nei centri abitati delle province; quindi nei nuclei abitati e a case sparse dalle estreme periferie cittadini e dei territori ex agricoli. Questa nuova distribuzione ha aumentato la domanda di trasporto e reso inadeguata l’offerta tradizionale. Due indicatori per tutti: le 600 auto private per mille abitanti, l’altissima percentuale di trasporto merci proprio per tragitti inferiore ai 50 km”.

Le ricette per curare questa situazione, secondo Masciola, sono “integrazione modale, infrastrutturazione fisica e tecnologica, individuazione di un nuovo e più sostenibile rapporto tra mobilità privata collettiva e dolce. Ma le ricette devono essere adeguate al malato e ciò è possibile solo al termine di un’analisi attenta delle variabili demografiche economiche e di urbanizzazioni delle diverse aree metropolitane. Il Libro Bianco in corso di elaborazione ha questo obiettivo e la presenza nei team di lavoro dei diversi stakeholder istituzionali produttivi, tecnologici e dell’esercizio di trasporto ci consentirà di aggiungere al rigore scientifico la concretezza delle proposte per il miglioramento del settore”.




pubblicato da Libero Quotidiano

La nuova mobilità a 'Citytech', alla Fabbrica del vapore di Milano

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