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1) In Italia  i tre principali leader politici – Berlusconi, Renzi, Grillo – sono fuori dal Parlamento, ergo la maggioranza dei parlamentari, figli del Porcellum, sono meramente nominati da tre leader extraparlamentari; 2) Renzi e Grillo, in Parlamento, non ci sono neppure mai stati, Berlusconi non c’era mai, il Parlamento – a leggere i giornali di questi giorni – pare che serva solo a non farsi arrestare; 3) Il quarto e principale leader politico, Giorgio Napolitano, è pure lui fuori dal Parlamento, non è stato eletto dagli italiani ed è l’unico che non si può arrestare; 4) Gli ultimi due governi, Monti e Letta, sono stati espressione di volontà espresse fuori dalle urne, fuori dal Parlamento, e fuori, in parte, dai nostri confini; 5) Parlamento, governo, comuni e amministrazioni non sono liberi di operare per via di alcuni patti e accordi comunitari sui quali gli elettori non si sono mai espressi direttamente, né è previsto che possano farlo. La nazione che più sollecita il rispetto di questi patti e accordi, la Germania, ha proibito per legge i referendum popolari; 6) Il Parlamento ha appena plaudito un provvedimento che si limita a recepire le sentenze emesse da singoli magistrati – senza osare discuterle – e ad anticipare l’espulsione degli eletti dal Parlamento; 7) Intanto ex magistrati come Bruno Tinti si permettono di scrivere (ieri) che “il Parlamento italiano è un’odiosa congrega di persone in gran parte dedite al malaffare”.

di Filippo Facci


pubblicato da Libero Quotidiano

Letta, Napolitano, Grillo, Renzi e Berlusconi Il Parlamento non conta più nulla

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