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E il grande giorno arrivò. Però sottotono e con poche trombe a dare la buona novella. I grillini del Senato e della Camera mandano in scena il Restitution Day, il giorno in cui gli eletti restituiscono con un bonifico alle casse dello Stato le eccedenze della loro busta paga da parlametari. Un girono atteso da tempo che ha lasciato per strada violente riunioni a porte chiuse, espulsioni e dissidenti pronti a mollare Beppe. Così, finito l’effetto soprpresa, il Restitution Day inizia nel silenzio generale. L’azione non è coordinata, ma ogni singolo parlamentare su Facebook scrive quanto ha restitutio. Non tutti lo fanno. Le somme che vengono comunicate sono differenti da deputato a deputato. La somma totale dovrebbe superare un milione di euro, forse si potrà arrivare a un milione e 200mila euro. La cifra è stata versata in un conto dedicato.

Il silenzio di Grillo –
 La data per restitutire i soldi è stata più volte posticipata ma dallo staff della comunicazione spiegano che i rinvii sono stati decisi soltanto per motivi tecnici legate alle banche. Giovedì ci sarà prima una conferenza stampa e poi una vera e propria cerimonia davanti a Montecitorio. Beppe Grillo non dovrebbe partecipare. Il leader dei 5 Stelle, però, pubblicherà i conti dei singoli parlamentari sul suo blog, elencando tutte le voci di spesa, dal vitto ai trasporti. Intanto ecco le prime cifre.

Ecco chi ha pagato – Cercando tra i profili Facebook di alcuni parlamentari, si scopre che Roberta Lombardi è stata tra le più fedeli al “Non-statuto”, restituendo per il perodo marzo-maggio ben 16.400 euro. Un po’ più tirchio è stato Luigi Di Maio che ha versato 11.009 euro. Poi c’è Tiziana Ciprini con i suoi 7.919. Tra chi paga c’è pure il dissidente Tommaso Currò, che però ha un pò il “braccino corto” e restituisce solo 4.659. L’ex 5 Stelle Adele Gambaro, sottposta al giudizio del movimento per alcune sue dichiarazioni, ha versato invece 10mila euro a una onlus. 

Ecco chi non paga – Ma il silenzio di Beppe sul grande giorno degli “scontrini” pesa. All’orizzonte ci sono altre grane legate ai rimborsi e Beppe forse prefrisce non metterci la faccia. Così arriva anche il caso di Alessio Tacconi, l’unico deputato eletto in una circoscrizione all’estero. Vive a Zurigo con la moglie a carico e ha chiesto una deroga sull’indennità per le alte spese che sostiene. “Lo sapeva prima di essere eletto”, fanno sapere dal Movimento che escludono dunque di poter fare un’eccezione. L’unica soluzione sembra la fuoruscita dal M5S. L’ennesima. (I.S.)


pubblicato da Libero Quotidiano

M5S, oggi il Restituition Day

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