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Luca di Montezemolo non esclude di scendere in campo personalmente nelle prossime elezioni politiche. A Bruno Vespa, che lunedì 29 ottobre gli ha chiesto “sarebbe disposto ad accettare una candidatura alla premiership se fosse unificante per i moderati?”, il presidente della Ferrari risponde: “E’ la grande scommessa delle prossime settimane. Bisogna portare una grande ventata di aria fresca proveniente dalla società civile per rigenerare la politica. O adesso o mai più”.

Il colloquio viene riportato nel nuovo libro di Vespa ‘Il Palazzo e la Piazza. Crisi, consenso e protesta da Berlusconi a Beppe Grillo’, in uscita da Mondadori Rai Eri l’8 novembre. “La scommessa – continua Montezemolo – è di mettere insieme una grande lista civica nazionale con persone competenti, credibili, che si sono misurate nei diversi campi di attività e che vogliono dialogare con la parte migliore della politica”. “I protagonisti della Seconda Repubblica – aggiunge – non possono essere gli interpreti della Terza, che dovrà essere una repubblica costituente in un clima di dialogo. Veniamo da vent’anni di scelte mancate. Abbiamo bisogno di una ricostruzione morale e politica che non veda più gli uni contro gli altri. Il mondo non si ferma ad aspettare l’immobilismo italiano”. Alla domanda sul rapporto con l’Udc di Casini, Montezemolo risponde: “Casini ha manifestato l’intenzione di cambiare il proprio partito e mi auguro sinceramente che ci riesca. Noi vogliamo chiamare alle armi la società civile finora estranea alla politica”, conclude Montezemolo.

Il nuovo libro di Vespa contiene anche la risposta di Pier Ferdinando Casini che sembra interessato da una lista con Alfano e Montezemolo, ben distinta da una lista Berlusconi. “Si rafforzerebbero in questo caso – riconosce il leader centrista – molte prospettive di collaborazione e si stabilirebbero una discontinuità profonda con quello che è stato il governo degli ultimi anni e una fase nuova che non potrebbe prescindere da un punto di riferimento che si chiama Monti. Il terreno comune d’intesa tra me e Alfano è duplice: più labile il riferimento internazionale del Partito popolare europeo, più stringente quello interno del governo   Monti”. “Monti – va avanti Casini – vuol dire tante cose: il populismo sostituito dal senso del dovere, la demagogia e le promesse sostituite da una politica che sa fare scelte impopolari, sa dire agli apparati pubblici che devono ridursi, impone sacrifici alla nomenclatura”.


pubblicato da Libero Quotidiano

Montezemolo scende in campo Casini pronto a sostenerlo

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