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Come tutti i lettori di Libero ricorderanno, nel novembre 2011 si è dissolto il governo di Silvio Berlusconi. Al suo posto è stato messo in sella il governo tecnico di Mario Monti. Ma anche questo è stato mandato a casa, per volontà del centrodestra. Dopo Monti è arrivato il governo delle larghe intese guidato da Enrico Letta e da Angelino Alfano. E adesso si sta tentando di far cadere pure il nuovo esecutivo. Tre governi  nel giro di neppure tre anni.  Non è un po’ troppo per un Paese messo male come il nostro? Certo che è troppo. Ma è inevitabile che succeda quando le cosiddette classi dirigenti, a cominciare da quella politica, amano un gioco molto rischioso: l’Ammazzagoverni. È questo il vizio assurdo tanto del centrodestra che del centrosinistra. Una perversione sadica rivolta verso se stessi.  E verso un Paese che si trova nei guai e ha bisogno di essere guarito senza terremoti istituzionali. 

Invece ci sono troppi big che amano farlo soffrire. Per riuscirci calpestano anche la propria etica che gli impone di agire non per il male, ma per il bene. Il risultato è lo spettacolo disgustoso messo in scena da un’infinità di soggetti: partiti, singoli leader politici, sindacalisti, un bel po’ di media stampati e televisivi, opinionisti e predicatori di sciagure. Che cosa vedo nel leggere una decina di quotidiani e nel ciucciarmi ogni sera una buona dose di telegiornali? Per prima cosa mi rendo conto che il governo guidato da Letta è addentato da una serie di avversari che assomigliano a una muta di cani rabbiosi. Ecco un elenco parziale di nemici che lo vorrebbero morto.

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pubblicato da Libero Quotidiano

Pansa: Il gioco pericoloso degli ammazzagoverni

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