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Circola uno strano vizietto tra le penne de Il Fatto: quello degli scoop a scoppio ritardato. Dopo il giustiziere Marco Travaglio che ha copia-incollato un pezzo di Mario Giordano su Giuliano Amato, il virus ha contagiato l’ex santorina Beatrice Borromeo, ora nella rosa del quotidiano di Padellaro. Ieri, martedì 19 marzo, alle 17.34 Dagospia riprendeva un pezzo de La voce delle Voci sugli impresentabili in Parlamento, con tanto di elenco dei politici in questione. Il pezzo, firmato da Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola, faceva seguito ad un articolo che lo stesso mensile aveva pubblicato nel mese di febbraio, nel quale invitava i partiti a non candidare alcuni parlamentari. 

Gli scoop ritardanti del Fatto – Chi mercoledì si è recato in edicola e ha acquistato il quotidiano giustizialista di Travaglio e Padellaro, subito dopo aver sganciato l’euro e venti del costo, si è trovato davanti, urlato e sbandierato in prima pagina a caratteri cubitali, il seguente titolo: “Parlamento pulito? 3 condannati e 46 indagati“. All’interno si trova poi l’articolo, firmato dalla Borromeo e Fabrizio Esposito, che non è altro che la copia sputata di quello pubblicato il giorno prima dal mensile campano. In questi casi, di solito, si usa citare la fonte. Ma l’allieva di Travaglio avrà optato per l’altra tecnica, di sicuro più congeniale al suo maestro: quello del copia-incolla dei verbali delle procure.  


pubblicato da Libero Quotidiano

Parlamento Pulito, la Borromeo ha copiato lo scoop da la Voce delle Voci

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