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Il salto dal sindacato alla politica, per Renata Polverini, malgrado tutto, è andato bene. Tant’è che ai microfoni di Sky Tg24 dice: “Ricandidarmi? Non lo so, vedremo. Sicuramente non ho intenzione di disimpegnarmi”. Ma a che cosa pensa il governatore dimissionario del Lazio, di riprovare dove ha già fallito, la presidenza della regione? Ma no, punta più in alto. “Vedremo se ci sono le condizioni – afferma la Polverini – per una candidatura a livello nazionale”. Insomma, Renata punta al Parlamento e tiene aperta la finestra sulle primarie del Pdl.

Le dimissioni – Polverini, nata nel sindacato di destra Ugl e lanciata alla ribalta da Giovanni Floris nel suo talk Ballarò, è stata eletta alla regione Lazio nella primavera del 2010. Il suo governo è durato meno di tre anni: sommersa dall’inchiesta su Franco Fiorito e sui rimborsi ai gruppi consiliari, ha rassegnato dimissioni a singhiozzo a cavallo tra la fine di settemebre e l’inizio di ottobre. Prima (solo) annunciate, poi obbligate da quelle di massa di tutti i consiglieri dell’opposizione. La Polverini nicchia ancora sulla data delle nuove elezioni. Ora propone il 27 gennaio “se si terranno in quella data le regionali di Lombgardia e Marche”, mentre rimanda al ministro Annamaria Cancellieri la decisione su un eventuale election day. “Non dipende da me” dice ora: peccato che fino a questo momento aveva glissato sulle nuove elezioni proprio per accorparle alle politiche. L’obiettivo, a suo dire, era risparmiare soldi. Come se tenere in piedi il carrozzone regionale svuotato di significati, fosse un risparmio. 


pubblicato da Libero Quotidiano

"Ricandidarmi, perché no? Ci sto pensando". Ma come, Renata , di già?

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