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E’ terminata con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” del governatore della Puglia Nichi Vendola l’udienza conclusiva del processo con rito abbreviato, relativo all’inchiesta sulla nomina del primario del reparto di chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo di Bari, nel quale erano imputati il presidente della Regione Puglia e l’ex direttore generale della Asl  del capoluogo pugliese Lea Cosentino, accusati entrambi di concorso in  abuso di ufficio (anche lei assolta perché il fatto non sussite). Il pm aveva chiesto una condanna di un anno e otto mesi per il governatore. Per il governatore la procura nella scorsa udienza aveva chiesto la condanna a un anno  e otto mesi di reclusione. Quando si è presentato ai giornalisti per commentare la sentenza Nichi Vendola non ha nascosto le lacrime. 

Assolto dai giudici e, quindi, in corsa per le primarie (aveva annunciato che si sarebbe ritirato dalla politica in caso di una sentenza di condanna) è sotto l’esame del Pd, dopo la pesante batosta alle elezioni regionali. Ieri Bersani ha incontrato Pier Ferdinando Casini, ufficialmente per parlare della legge di stabilità, ma com’era prevedibile non è mancato uno scambio di batture sul voto siciliano. “Pier Luigi io vado per la mia strada e rispetto la tuta, ma ti conviene riflettere. Hai visto il flop di Sel…” gli ha detto Casini. Bersani gli ha risposto: “Caro Pier, anche tu devi riflettere, e decidere cosa fare da grande”. Ma da ieri ai piani alti del Nazareno si comincia a riflettere sulla  possibiltà di un listone comune Pd-Sel. L’ipotesi è quello di creare un contenitore unico Pd-Sel, meglio non rischiare un apparentamento che potrebbero non permettergli di superare la soglia di sbarramento. 


pubblicato da Libero Quotidiano

Scandalo sanità, assolto Vendola

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