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– di Ignazio Stagno

“In questo momento bisogna essere responsabili. Bisogna guardare oltre per il bene del Paese. In parlamento serve un voto che guardi alle esigenze pressanti che la crisi ci impone. Non si può perdere tempo”. E’ questa l’opinione di Domenico Scilipoti, senatore del Pdl. Quello di Scilipoti è un invito a Pier Luigi Bersani: “Non bisogna giudicare con le vecchie ideologie di partito. Quando si arriva in parlamento si è senatori e rappresentati di tutti gli italiani. E per il loro bene vanno falte scelte giuste. Non si può ragionare solo sulle vecchie ruggini”. Insomma la proposta per il segretario del Pd e premier in pectore è chiara: non perdere l’occasione di avere anche i voti del Pdl. La partita che si gioca Bersani al Senato per il voto di fiducia è drammatica. E Scilipoti prova a “responsabilizzare” il segretario: “Ci sono situazioni in cui serve fare scelte libere anche contro i diktat di partito perchè solo così si può portare fuori dalla crisi questo Paese”. Scilipoti è pronto ad appoggiare un governo Bersani: “Se il programma del Pd dovesse avere punti condivisibili con il nostro, non vedo perchè non si possa dare la fiducia. Non mi importa chi sia il premier in questo momento serve solo responsabilità“. 

Bersani governa col voto del nemico
– Bersani ora è davanti ad un bivio. Restare testardo e cercare l’incontro-scontro con i Cinque Stelle oppure cercare di guardare al centrodestra e fare un governo allargato che possa portare avanti i punti più importanti per una riforma veloce delle istituizioni. Però tutto ha un prezzo. Pier dovrebbe governare anche con il voto di fiducia di quel Scilipoti che tanto ha criticato per non aver fatto cadere il governo Berlusconi. Nel dicembre 2010, con l’avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al governo Berlusconi, Scilipoti ipotizza il suo appoggio al governo e lascia l’Italia dei Valori per passare al Gruppo Misto. Il 9 dicembre 2010 dà vita, insieme ad altri due ex deputati del centro-sinistra (Bruno Cesario e Massimo Calearo) al Movimento di Responsabilità Nazionale. Il 14 dicembre 2010 Scilipoti vota la fiducia al governo Berlusconi. In quel caso Scilipoti, Bruno Cesario e Massimo Calearo hanno atteso la seconda chiamata per vedere se il loro voto sarebbe stato determinante. Così è stato. Ora quello stesso voto che fece infuriare i democratici e Di Pietro potrebbe essere utile per portare Bersani a palazzo Chigi. 

Strada senza uscita – Scilipoti è determinato a portare avanti le sue idee e aggiunge: “Bersani si è infilato in una strada senza via d’uscita, o cambia atteggiamento o sarà l’unico responsabile del dissesto del nostro Paese, e dovrà spiegare agli italiani il motivo per il quale pur di non aprire un confronto con il Pdl preferisce portarci al fallimento. In questo momento in Italia –conclude – ci sono milioni di famiglie e di piccole e medie imprese in difficoltà che chiedono un atto di responsabilità alla politica che conduca il Paese fuori da questo momento di grave difficoltà, il segretario del Pd mostri, per una volta, di aver a cuore gli interessi del Paese invece che gli interessi di partito”. La scelta ora spetta a Bersani.

Grllini e “baggianate” –  Intanto Scilipoti lo mette in guardia anche dai grillini e dalle loro proposte populiste: “Dire che tagliamo i rimborsi elettorali è facile. Posso farlo anch’io ma serve essere realisti. I grillini in parlamento magari hanno pure idee condivisibili, ma non hanno personale qualificato per portarle avanti. Dovrebbero assumere con i fondi riservati professionisti che li aiutino a tradurre in disegno di legge le loro proposte. Ma questa gente che lavora va pagata, e va pagata con i soldi che guadagnamo. Io ad esempio ho un capo ufficio stampa più 4 collaboratori. Li pago anche di tasca mia. Ma loro sono fondamentali per le mie proposte di legge. I grillini devono scontrarsi con la realtà. Le persone bisogna pagarle. Nessuno lavora gratis. Dire ‘tagliamo tutto’ è proprio una baggianata“.


pubblicato da Libero Quotidiano

Scilipoti tende la mano a Bersani: "Devi essere responsabile come me" Pier governerà con i voti dei "nemici"

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