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Stangata sulla casa. I sindaci saranno liberi di alzare l’aliquota massima della Tasi oltre il 2,5 per mille (tetto massimo fissato dalla Legge di Stabilità) già dal 2014. L’aumento dell’aliquota potrebbe essere in parte compensato dalla reintroduzione di alcune detrazioni, ma nelle casse dei comuni italiani il gettito proveniente dalla Tasi, calcolato per 9 miliardi di euro con il tetto a 2,5,  potrebbe salire a 10 miliardi portando l’aliquota a 2,6.

Manovre politiche – I sindaci italiani potranno sfondare il tetto del 2,5 per mille dal 2015, ma della possibilità di anticipare l’operazione già al 2014 si è discusso alla riunione dell’Anci di Firenze. I primi cittadini temono che l’adozione della nuova tassa per i servizi dei comuni porti alle loro casse meno soldi di quelli stimati dalle proiezioni ministeriali.  Secondo i calcoli del Sole 24 Ore, ogni punto percentuale di aumento vale 3,8 miliardi di gettito. Aperture in questa direzione sono venute dal ministro per gli Affari Regionali Graziano Del Rio e dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Sul tavolo c’è una questione di equità: la Tasi colpirà 5 milioni di abitazioni principali prima esentate. Per coprire le detrazioni a favore dei redditi più bassi, sarà necessario aumentare le aliquote su quelli più alti.

Imu – Intanto rimane in ballo la seconda rata dell’Imu 2013. Il governo non ha ancora deciso se abolirla oppure no. Anzi, l’argomento è finito sotto traccia (pur continuando a mandare in ebollizione il Pdl: “Sarebbe inaccettabile – dice il portavoce Daniele Capezzone a Il Giornale – il ritorno della tassa sulla casa”). Secondo alcune ricostruzioni, intenzione dell’esecutivo è mantenere il pagamento della rata di dicembre 2013, inserendo però delle detrazioni mirate (come per i capannoni agricoli o i redditi bassi).




pubblicato da Libero Quotidiano

Tasi, salta il tetto del 2,5 per mille già nel 2014

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