Notizie italiane in tempo reale!

Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

La settimana scorsa erano venuti giù alcuni frammenti dell’Acquedotto Claudio a Porta Maggiore, pochi giorni prima era crollato un intero muro della Palestra dei gladiatori (adiacente al Colosseo), meno di un mese fa invece dalla facciata della Basilica di San Pietro in Vincoli si era staccato un pezzo di cornicione. Sabato scorso infine è toccato alla Fontana di Trevi. E l’elenco dei monumenti di Roma che stanno cadendo a pezzi è ancora più lungo, solo per fare qualche (altro) esempio: nel febbraio del 2010 sono ceduti quindici chili di intonaco dello stadio di Domiziano e versa in condizioni critiche anche la Porticus che circondava il Colosseo (della quale quasi nessuno conosce l’esistenza perché confusa tra le piante e marciapiedi di via Labicana).

Sarà la Corte Costituzionale, il prossimo 20 giugno, a pronunciarsi sull’aborto per riesaminare l’articolo 4 della legge 194 del 1978 che disciplinano le circostanze che legittimano l’interruzione di gravidanza. Che in alcune regioni italiane è quasi proibitiva se si pensa che nel Lazio oltre il 90% dei medici è obiettore e una struttura pubblica su tre non esegue l’intervento. Sfiora il 70% invece la quota di ginecologi che si rifiutano di praticare l’aborto per una questione etica. Il verdetto è atteso e sulla rete è partita una mobilitazione per difendere il diritto all’aborto.

Dagli al giornalista, il vero nemico del popolo. I tuoi idoli ti tradiscono, il calcio – tua ragione di vita – puzza di marcio come non mai? La colpa è di scrive di questo, soprattutto se tira in mezzo la tua squadra. Ecco allora che il giornalista diventa un infame, l’artefice di un complotto pluto-demo-giudaico, un venduto al soldo di chissà quale potenza interplanetaria istituita solo per fare del male alla tua squadra del cuore e quindi a te. Oramai ci sono veri e propri siti specializzati nello smontare, e poi rimontare a modo loro, gli articoli di chi si occupa di Calciopoli o del calcioscommesse per dimostrare l’innocenza del proprio beniamino di turno e la lampante colpevolezza di chi ha scritto sull’argomento: che ha sbagliato, inventato, o addirittura consapevolmente travisato.

Un’Italia che c’è, ma gioca a sprazzi contro una Croazia volenterosa ma non irresistibile. E serve il miglior Andrea Pirlo per portarci in vantaggio (39′), con una punizione magistrale dal limite dell’area ben guadagnata da Mario Balotelli. Alcune belle azioni, con la squadra molto corta e il centrocampo vicino agli attaccanti. I due si cercano, ma non sempre si trovano, ma Antonio Cassano mostra alcune belle giocate, mentre Balotelli si dà da fare ma non riesce a incidere. Il gioco è affidato al solito Pirlo, inizialmente molto chiuso per la marcatura croata, e alle sue aperture, oltre che agli inserimenti di Claudio Marchisio. Gli esterni sono più contratti che contro la Spagna, anche perché costretti a coprire di più vista la disposizione tattica della Croazia. Gli Azzurri rischiano poco e vanno vicini al gol due volte con Marchisio, prima con un gran tiro da fuori alto di pochissimo, poi con un doppio tentativo in area, imbeccato da Cassano, che però viene ben neutralizzato dal portiere croato.

Cosa c’è di più sublime che ambire a muoversi con gli altri nel ritmo nella vita, nell’armonica legittimazione all’esistenza? È con questo spirito che – parafrasando Hermann Hesse – oggi vorrei presentarvi il progetto La Distanza della Luna. Del resto, è dal duo formato da Denise Faggioli e Francesco Catoni e dall’ascolto del loro primo Ep che questo pensiero mi è stato ispirato. Su un autobus, passando sui sampietrini, si trema in modo tutt’altro che impercettibilmente, come in inverno rabbrividiscono quei soldati che fanno da piantone al Milite Ignoto all’Altare della Patria. Rifletto su questo concept album che ruota attorno al “desiderio” e alle sue varie sfaccettature: chissà cos’è che desidera quel militare che è costretto a star lì, quando da bambino immaginava magari di fare tutt’altro con una divisa addosso. 

All’orizzonte c’è la pronuncia della Cassazione sul lodo Mondadori. Un “mostro” da 560 milioni di euro che grava sulle tasche di casa Berlusconi. Un “buco” che sarebbe facile tappare vendendo quello che resta sempre il fiore all’occhiello della famiglia: il Milan, che ancora l’anno scorso Fortune valutava in 838 milioni di euro. Ma gli acquirenti latitano: gli emiri arabi si sono già comprati il calcio di mezza Europa e paiono al momento satolli. Il più vicino alla società di via Turati, il sovrano di Dubai Al Maktoum, che già versa nelle casse rossonere un milione al mese per vedere il nome della sua compagnia aerea sulle maglie, non pare interessato a ulteriori passi. Anche là si soffre, dopo lo sprofondo finanziario del 2009, che invita anche gli Emirati, se non proprio al rigore, quantomeno alla sobrietà. E così, il Milan vende: allontanati i “ferri vecchi”, ora rischiano anche le stelle, Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva. Ma tremano anche i “comuni dipendenti” di via Turati, dove per la prima volta dall’avvento del cavaliere nel 1985 aleggia il fantasma dei licenziamenti: una quarantina, su 180 persone. Molte (secondo il sito dagospia.com) scelte dallo stesso Adriano Galliani. 

Alla facciazza di quanti per anni vi si sono opoposti: i “comitati del no” e il centrosinistra milanese. Palazzo Lombardia, la nuova sede della Regione Lombardia, è stato eletto il miglior edificio europeo per il 2012. Il riconoscimento è stato assegnato dal Council of tall buildings and urban habitats (Ctbuh) di Chicago, per “design, innovazione e sostenibilità”. E’ la prima volta che l’Italia entra nella classifica mondiale, aggiudicandosi il primo posto nella sezione Europa. “E’ un riconoscimento prestigioso che premia la nostra volontà di creare un edificio civico ben inserito nel tessuto urbano riqualificato, ecologicamente avanzato e aperto ai cittadini, così come premia giustamente la genialità creativa di Pei Cobb Freed & Partners che hanno magistralmente interpretato e realizzato queste intenzioni del committente”, ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. “Mi si permetta notare – ha aggiunto Formigoni – come appaiono piccine e provinciali certe polemiche pretestuose che ricorrentemente abbiamo dovuto subire”.

Centosessantuno metri di altezza, 39 piani, una piazza coperta di 4000 metri quadri aperta al pubblico, il cosiddetto “Pirellone bis” è stato progettato dallo studio Pei Cobb Freed e Partners. L’edificio di proprietà, costato 400 milioni, consente alla Regione un risparmio rispetto alle precedenti numerose sedi in affitto, ora dismesse, di oltre 5 milioni all’anno, sostiene la Regione. 

Anche Gianni Morandi parteciperà al “Concerto per l’Emilia” che si terrà lunedì 25 giugno allo Stadio Dall’Ara di Bologna. “Non posso mancare!”, ha dichiarato il conduttore del festival di Sanremo, “Apprezzo l’idea di Beppe Carletti di radunare tanti artisti emiliano romagnoli per un grande evento a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Sarà una serata di musica che nasce dal cuore. E non sarà soltanto una raccolta fondi – comunque già molto importante – ma un gesto concreto di affetto verso i nostri corregionali che stanno soffrendo tanto.  Sono felice, orgoglioso ed onorato di partecipare.”

La Camera ha approvato la legge anticorruzione, che ora passa al Senato. Fra le misure principali, a partire dalle misure di contrasto per arrivare a quelle di prevenzione, ci sono la disciplina per l’incandidabilità dei condannati; i nuovi reati di concussione e di traffico di influenze illecite; il tetto massimo per il fuori ruolo dei magistrati. Ma ci sono anche il codice etico per gli statali, cui è fatto divieto di ricevere regali; la tutela del dipendente che denuncia l’illecito del collega o del superiore; le norme che vietano gli arbitrati ai magistrati e la partecipazione agli appalti della Pubblica amministrazione.

Ho aderito al Coordinamento romano acqua pubblica nel 2010, nel giugno del 2011 festeggiavamo la vittoria dei sì ai referendum contro la privatizzazione della gestione dell’acqua e dei servizi pubblici essenziali; per me la democrazia non è mai stata qualcosa di tangibile come in quel giorno.

Due giugno 1946, in fondo, il nostro stesso ordinamento si fonda sul risultato di un referendum istituzionale indetto a suffragio universale, quello con cui si scelsero la Repubblica e la democrazia. Varie e discusse le forme di esercizio ma, quantomeno etimologicamente, il significato della parola è noto a tutti ed esplicitato nell’articolo che regge l’intera impalcatura costituzionale, il primo: se di democrazia si tratta allora «appartiene al popolo» la sovranità sebbene non tradotta in libero arbitrio ma esercitata «nelle forme e nei limiti della Costituzione».

Archivi