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Chi è più fascista a sinistra?

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Bossi sente le cornamuse e scoppia in lacrime: perché

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Sotto sotto Pier Luigi Bersani spera nelle elezioni anticipate ad ottobre. Motivo? Eviterebbe un confronto interno rischiosissimo: se il voto è imminente, niente primarie e niente sfida con Matteo Renzi. Non a caso, il sindaco di Firenze e rottamatore del Pd prova ad accelerare e mette pressione ai vertici del partito, già alle prese con la spinossima guerra interna alla sinistra tra veleni con Beppe Grillo e Antonio Di Pietro e dilemmi sulle alleanze future. E così il pressing di Renzi ha già una data: il 13 settembre, quando partirà in camper nel suo giro d’Italia. Come fece a suo tempo Romano Prodi, che in molti le scorse settimane hanno definito il suo padre spirituale, forse per le comuni origini democristiane e centriste. Ci fu anche un incontro tra i due, a Bologna, giusto per consolidare un rapporto che preoccupa e tanto Bersani. “Sarà una campagna all’insegna del fair play, niente battaglie personali”: il sindaco sembra rassicurare Pier Luigi, ma pochi gli credono. Vuole fare piazza pulita del segretario, dell’altro sfidante Nichi Vendola e magari pure di Mario Monti, uno che ha parlato della generazione dei 40enni come “generazione perduta”. Sarà insomma un confronto tra vecchi ed emergenti, tra “casta” democratica e “uomini nuovi” (o presunti tali) che chiedono spazio. Non a caso, lo slogan scelto da Renzi e dai suoi è “Ispirare una generazione”, sul modello delle Olimpiadi di Londra 2012. Qui però l’importante sarà vincere.

L’antipolitica come rinuncia dello Stato alla politica tradizionale? È la tesi di Étienne Balibar, docente emerito all’Università di Parigi, noto per i suo saggi Leggere il Capitale (con Louis Althusser) e La paura delle masse, che si ripropone ora con Cittadinanza, pubblicato da Bollati Boringhieri.

Antipolitica come annullamento degli antagonismi politici, delle differenze tra i partiti, dell’omologazione delle forze in campo, all’interno di una generale stagnazione dove emergono individualità carismatiche che catalizzano l’interesse pubblico. La crisi delle ideologie, quelle convinzioni fideistiche su cui si basavano i partiti della sinistra, in grado di raccogliere il consenso di larghe masse popolari, ha lasciato un vuoto, prontamente colmato da una logica individualista e privatistica.

Mario Monti si prepara alla volata finale e detta gli obiettivi che il suo governo dovrà raggiungere. In primo piano temi quali dismissioni, una nuova spending review, innovazioni per le aziende e la riduzione del debito pubblico.

Innovazione e Agenda digitale – Il primo provvedimento che il governo Monti pensa di attuare per mettersi in pari con gli obiettivi europei è una radicale innovazione tecnologica del Paese attraverso l’avvio dell’Agenda digitale. Inoltre, è già stata lanciata l’Agenzia per l’Italia digitale, che raggruppa i tanti enti che si occupano del tema. Gli investimenti necessari sono ancora da reperire e ammontano a circa 450 milioni.

Aziende, start up e nuove regole – In cima alla lista delle cose da fare c’è anche il provvedimento sulle start up, le nuove aziende innovative, diretto in particolare all’imprenditoria giovanile. A questo pacchetto, seguiranno interventi normativi, finanziari, fiscali e di semplificazione amministrativa.

Semplificazioni per imprese e famiglie – Entro settembre dovrebbe essere approvato un nuovo pacchetto di semplificazioni amministrative, composto da proposte raccolte fra le associazioni di categoria.

Aeroporti e strategia energetica nazionale – Entro la fine dell’anno verrà stabilito un piano per razionalizzare il numero degli aeroporti esistenti e si concluderà l’iter procedurale della Strategia energetica nazionale, per individuare gli investimenti sulle aree prioritarie. Quattro i punti chiave: efficienza energetica, trasformazione dell’Italia in hub del gas sud-europeo, sviluppo sostenibile delle rinnovabili e rilancio della produzione nazonale di idrocarburi.

Nuova Spending review e 26 miliardi da tagliare – Il taglio della spesa pubblica è tra gli obiettivi più difficili da raggiungere. In gioco, infatti, ci sono 26 miliardi di tagli alla spesa corrente, da garantire tra il 2012 e il 2014, sia per evitare l’aumento delle aliquote Iva, che per sgravare di 600 milioni l’indebitamento netto di fine anno.

Dismissioni e riduzione del debito pubblico – L’azione sulla riduzione del debito pubblico si baserà sulla messa in atto degli strumenti che favoriscano la valorizzazione e dismissione del patrimonio dello Stato, sia degli immobili che delle partecipazioni pbbliche. il ricavo che si intende ottenere dalle dismissioni è di 15-20 miliardi l’anno.

Agevolazioni fiscali e riordino del sistema – Per l’attivazione della delega fiscale e la revisione delle agevolazioni fiscali e degli incentivi alle imprese, andranno adottate misure finalizzate alla revisione delle agevolazioni fiscali contributive e alla razionalizzazione dei trasferimenti delle imprese. Dovranno poi essere approvati il ddl di delega fiscale e i decreti attuativi: l’obiettivo è dare maggior certezza al sistema tributario, limitare l’erosione fiscale e migliorare i rapporti con i contribuenti.

Grillo e Di Pietro fascisti, Bersani piduista. I toni sono quelli da Anni Settanta e Ottanta, piena Prima Repubblica. Toni tipici, come ha sottolineato il Fatto quotidiano di domenica, di una certa cultura de sinistra. Il weekend bollente del Partito democratico è partito sabato da Reggio Emilia, alla Festa dem, quando dal palco Pier Luigi Bersani ha arringato la folla prendendosela coi nemici numeri uno del Pd. Berlusconi e i suoi? No, i “populisti” Beppe Grillo e Antonio Di Pietro, definiti “fascisti del web” per le loro campagna giudicate denigratorie e offensive anche contro lo stesso Bersani. “Vengano qui a parlare”, lo ha sfidati il segretario democratico.

La replica di Beppe – E se Di Pietro (non invitato a Reggio Emilia) ha replicato usando toni insolitamente miti (“Non siamo fascisti, è la protesta di cittadini esasperati”), Grillo ha risposto da par suo, naturalmente via blog.  ”Si rassicuri – scrive Grillo rivolgendosi al segretario del Pd – lei non è un fascista. E’ solo un fallito. Lo è lei insieme a tutti i politici incompetenti e talvolta ladri che hanno fatto carne da porco dell’Italia e che ora pretendono di darci anche lezioni di democrazia. Per rimanere a galla farete qualunque cosa. A Reggio Emilia si celebra Pio La Torre mentre si tratta con l’Udc di Cuffaro. Amen”. E ancora: “A Bersani non mi sognerei mai di dare del fascista, gli imputo invece di aver agito in accordo con ex fascisti e piduisti per un ventennio, spartendo insieme a loro anche le ossa della Nazione”.  E poi via un po’ di sassolini dalle scarpe: “Quando mi presentai ‘in carne e ossa’ per la segreteria del pdmenoelle mi fu impedito. Chi era il fassissta, caro Bersani? Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato ogni rimborso elettorale, il pdmeneolle non ha mollato neppure l’ultima rata dello scorso giugno perché già spesa. Chi fa il fassissta con il finanziamento pubblico abolito da un referendum, caro Bersani? Chi voleva il nucleare ‘pulito’ nonostante un referendum contrario? Io ho girato l’Italia con un camper, a mie spese, per fare campagna elettorale. Senza scorta. La Finocchiaro con la scorta ci fa la spesa e Fassino il primo maggio. Chi è il fassissta, caro Bersani? Lei ha ricevuto 98.000 euro da Riva, il padrone dell’Ilva, a che titolo? Chi è il fassissta, caro Bersani?”. 

Guerra civile – Una rissa bella e buona tra ex compagni. Tra i democratici è corsa alla replica piccata. Francesco Boccia definisce Grillo ”un milionario in pantofole che, dall’alto della sua villa, dà ordini a persone che oggi non credono nella capacità della politica di risolvere i problemi di ogni giorno. Su questo al politica deve interrogarsi. Grillo istiga all’odio e soffia sul fuoco del conflitto sociale”. Per Matteo Orfini ”Grillo è in difficoltà” (sembrava il contrario) mentre il senatore Roberto Di Giovan Paolo giunge al colmo: ”Ma Grillo dove è stato in questi vent’anni? Se avesse ragione sarebbe colpevole di omessa denuncia. In realtà sta facendo solo una banale campagna pre elettorale”. Di Giovan Paolo sbaglia: la campagna elettorale è già partita, non solo da Grillo. 

 

 

 

La campagna d’autunno di Mario Monti sarà una guerra senza esclusione di colpi all’evasione fiscale. Anzi, più precisamente agli evasori fiscali. Una guerra senza quartiere, o forse meglio una caccia all’uomo,per recuperare qualcosa come 150 miliardi di euro elusi all’anno. Di questi, non più di 10 vengono recuperati. Le regioni più “sommerse”, come da tradizione, sono quelle del Mezzogiorno con Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia e Campania in cima alla black list del Fisco. Ma occhio all’allarme crescente in Lombardia, Veneto, Liguria. Le aree più produttive d’Italia, quelle che più incidono sul Pil italiano, stanno sfuggendo progressivamente alle maglie della regolarità, perché cambia anche il ritratto tipo dell’evasore fiscale. Tanto che una apposita task force del Ministero dell’Economia avrebbe individuato 19 tipi di evasori.

Semplice aoccultamento di reddito

Omessi contributi - Coinvolti sia lavoratori autonomi saltuari o dipendenti irregolari, sia i datori di lavoro non in regola. Lo strumento di contrasto è il raffronto tra dichiarazione dei redditi ed effettivo tenore di vita.

Affitti in nero - Grandi e piccoli proprietari che affittano in nero e non dichiarano contratti di locazione, evadendo imposte dirette e indirette. Il governo promette più controllo incrociato delle utenze con i dati catastali e sui conti correnti e postali, con l’aiuto dei Comuni.

 

Evasore totale - L’incubo del Fisco: lavoratori autonomi, piccole e medie imprese, tutti rigorosamente ed integralmente in nero. Le contromosse: veritiche basate su analisi di rischio, segnalazioni, controlli sulle liste di chi beneficia di prestazioni sociali e assistenziali, analisi dell’anagrafe dei rapporti finanziari.

Gioco online abusivo - Internet è il Bengodi: gli operatori privi di concessione evadono l’imposta unica e possono riciclare denaro sporco. Decisivo nel contrasto la cooperazione tra banche e intermediari finanziari.

Case fantasma - Niente Imu o Tarsu: servono controlli capillari e un maggiore controllo del territorio ad opera dei Comuni.

Scommesse in nero - Soggetti non registrati al totalizzatore nazionale evadendo così l’imposta unica dovuta all’erario sull’attività di gioco.

Giochi illegali - Apparecchi da divertimento e intrattenimento non collegati alla rete telematica. Come nella tipologia delle scommesse in nero, servono accertamenti bancari e finanziari e programmi di verifiche coordinate con la Guardia di Finanza.


Occultamento parziale di reddito


Senza scontrino - Gli identikit degli evasori, sorta di “nemici pubblici” delle Fiamme gialle, li riassume il Sole 24 Ore del lunedì.Si parte dall’evasione classica: niente scontrino. Sono le piccole e medie imprese oppure gli operatori che nel Modello Unico, al momento della dichiarazione dei redditi, indicano costi non inerenti alla loro attività.

Detrazioni non spettanti - Contribuenti che indicano nelle dichiarazioni detrazioni non dovute oppure omettono fonti di introiti. 

 

Intestazione fittizia

 

Le finte società – Si occultano beni di lusso (auto, immobili, imbarcazioni, aerei) attraverso lo schermo delle società. Sono soggetti ad alta capacità contributiva, occorrerà rafforzare il controllo della posizione delle persone fisiche che utilizzano beni intestati a società.

Finte onlus – Uno degli strumenti più utilizzati dai “furbetti” negli ultimi anni, la frontiera no profit: più che solidarietà, si tratta di vere e proprie attività commerciali sottratte al Fisco.

 

 

Forme sofisticate di evasione
e fenomeni di elusione

 

 

Patrimoni all’estero – Il gioco è semplice: nel modello RW della dichiarazione dei redditi non sono presenti i patrimoni detenuti all’estero. Più che condoni, si seguirà la strada delle sanzioni ridotte.

Tax planning aggressivo - Qui si parla di operatori economici che utilizzano l’estero-vestizione e le operazioni societarie straodinarie, anche fuori dai confini nazionali. 

 

Transfer picking - Sono le multinazionali a sfruttare trucchetti come gli scambi infragruppo per spostare l’imponibile in stati con minore pressione fiscale.


Fuga di capitali
 - Soggetti che trasferiscono illegalmente denaro all’estero o contribuenti che evadono le imposte dirette su capitali detenuti all’estero.

 

Utilizzo di documentazione fiscale falsa


Frodi senza Iva
 - Evadono l’Iva, tendenzialmente, piccole  e medie imprese e lavoratori autonomi. Il governo punta un’azione congiunta con gli altri Paesi dell’Unione europea, perché le frodi avvengono soprattutto nelle dogane e negli snodi cruciali di importazione.

Frodi sulle accise – Contrabbando di prodotti, abuso delle norme doganali, utilizzo fraudolento di beni soggetti ad accisa. L’unico rimedio vero è un maggiore controllo alle frontiere.

 

Frodi sulle ritenute – Mancato versamento di ritenute, contributi o altre imposte: nel mirino piccole e medie imprese e lavoratori autonomi. 

Società cartiere – Sono quelle società create ed usate unicamente per emettere fatture inesistenti e generare crediti Iva “fantasma”. Anche in questo caso, serve maggior cooperazione con le autorità comunitarie ed internazionali.

Qui tutti i commenti, l’operatività, le analisi e le segnalazioni news sui mercati finanziari globali da parte di trader e gestori che lavorano con WSI, preparandosi all’apertura.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Borsa Milano cauta, a rischio scudo anti-spread

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Il premier intende rispondere in prima persona indicando le scadenze di fine legislatura. Riforme ancora al palo? “È frustrante, sarà ancora lunga, ma per troppi anni il Paese ha ignorato”.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Tra veleni e polemiche Monti prepara lo sprint finale

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Gli applausi a scena aperta — quasi con richiesta di bis — non sono tanto usuali quando un compunto professore di storia dell’arte disquisisce di paesaggio e di bellezza. Salvatore Settis non ha i modi, ne’ le fattezze, del tribuno, ed è rimasto sorpreso pure lui quando ha riscosso una lunga ovazione nella piazzetta stracolma di Moresco, un piccolo borgo tra i più pittoreschi delle Marche. Ospite del pittore Tullio Pericoli e del Forum dei movimenti per la terra e il paesaggio delle Marche in una calda serata di agosto, Settis ha parlato delle Marche, “pensando all’Italia”. I suoi temi, la riscossa civile e la battaglia per l’ambiente e contro il degrado, sono quelli del suo ultimo libro, “Paesaggio, Costituzione e Cemento”, che ha riassunto con forza per i suoi ascoltatori, e nei quali il pubblico presente si è chiaramente riconosciuto. Più che la presentazione di un’ opera letteraria, sembrava l’illustrazione di un vero e proprio manifesto politico, quello riassunto nel titolo dell’ultimo capitolo del libro: “Noi, i cittadini”.

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