Notizie italiane in tempo reale!

Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

C’è gente in giro che critica Monti. Trattengo a stento la mia ira. Vorrei dire pacatamente, a quei signori, Monti è una persona per-be-ne. Sta facendo di tutto per tirare fuori l’Italia dai guai. Anche Draghi: di Draghi mi fido. Dovremmo essere fieri di questi nostri due compatrioti. Almeno credo; io non me ne intendo: vado a intuito. Monti ha una laurea in Economia e Commercio, Draghi addirittura un PhD! Hanno trovato una situazione compromessa, la crisi non è colpa loro. Berlusconi ha portato lo spread da 150 a 519, Monti – mi dicono – da 519 a 470 in soli otto mesi. Gli statali hanno una produttività bassissima, bisogna ridurli. Poi, hai visto le nomine (Rai)? Solo brave persone! E sta svolgendo una grande azione in Europa. No, no, a me piace moltissimo. Eppoi, qual è l’alternativa? Non c’è, statene certi. Bisogna stare uniti.

La discussione sulla recessione economica continua a eludere un punto decisivo: il fatto che la contrazione occupazionale sia molto più forte nel lavoro autonomo che nel lavoro dipendente. Si tratta di una tendenza già chiara sin dal 2010 per una categoria di lavoratori che è cambiata moltissimo negli ultimi dieci anni e presenta ora una dualità crescente tra i grandi professionisti già affermati e i nuovi, esposti a una forte competizione. Una polarizzazione rispecchiata anche dai dati su reddito e consumi. Chi darà voce a questi piccoli invisibili?

di Costanzo Ranci* (lavoce.info)

Apertura in rialzo per lo spread tra il Btp italiano e il Bund tedesco, che supera quota 470 punti, collocandosi a 471,5 punti. Il rendimento del buono del Tesoro decennale è salito al 6,05%.

Al ribasso anche le Borse asiaticheTokyo chiude a -1,37% dopo una seduta debole sulla scia delle perdite di venerdì di Wall Street, dovute anche ai dati deboli sull’occupazione Usa, alle incertezze sull’Eurozona e al rialzo dello yen. La Borsa di Mumbai ha aperto la settimana in leggero ripiego (-0,22%) a causa dei persistenti segnali negativi provenienti dall’Eurozona e, oggi, dai mercati asiatici. Per questo all’inizio delle contrattazioni l’indice Sensex dei 30 principali titoli mostrava una flessione di 40 punti a 17.481,72.

Berlusconi e Alfano hanno detto no. Bersani, Casini, Di Pietro e Fini, invece, hanno fatto il contrario. Mancano solo i leader del Popolo della Libertà (il Cavaliere è da sempre il più ricco di tutti, con un ‘tesoro’ annuale di 48 milioni di euro) tra i big dei partiti che hanno dato il loro assenso alla pubblicazione, sui siti di Camera e Senato, della propria dichiarazione dei redditi. Le dichiarazioni (su supporto cartaceo), pur consultabili da tutti presso il Servizio delle prerogative, delle immunità parlamentari e del contenzioso (a Palazzo della Sapienza, in Corso Rinascimento a Roma) sono state pubblicate online in nome di una maggior trasparenza, dopo il pressing dei deputati radicali eletti nel Pd.

 

Ventiquattromila dipendenti dell’amministrazione pubblica rimarranno senza lavoro. Tanti sono stati indicati dal governo come esuberi e la mannaia della spendig review si sta abbattendo su di loro. Tra questi circa 11.000 finora hanno timbrato il cartellino nei ministeri (5.600) o negli negli enti pubblici non economici e 13 mila negli enti locali (escluse le regioni). Non tutti però sono in odor di pensione: solo 8.000, il 31 dicembre 2011, avranno i requisiti. E gli altri? Si vedrà. Il rischio che si faccia lo stesso pasticcio degli esodati è fondato e i sindacati sono già pronti allo sciopero generale. 

Anche chi resterà in ufficio, comunque, dovrà fare i conti con l’austerity di Monti: secondo i calcoli del professore con il limite a 7 euro per i buoni pasto si risparmieranno 53,8 milioni; dal taglio del 15% degli affitti a carico della pubblica amministrazione ci si aspetta un risparmio annuo di circa 90 milioni dal 2013. Dovranno rinunciare a parte del finanziamento anche gli enti di ricerca importanti come l’Istituto di Fisica Nucleare, quello che ha partecipato agli studi sul Bosone di Higgs per intenderci. Il governo Monti prevede inoltre che con il “cedolino unico”, ovvero l’unificazione delle competenze dello stipendio quelle fisse e quelle accessorie (come straordinari, incentivi ecc.), che attualmente vengono pagate con modalità difformi, si risparmieranno, a regime, 201 milioni. Un miliardio e cento milioni si risparmieranno invece quando nel 2016 saranno omogenee anche le assunzioni. 

 

Tra Mario Monti e il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi è scontro totale. Sabato Squinzi, a braccetto con la segretaria della Cgil Susanna Camusso, aveva bocciato l’operato del governo (“Gli do tra il 5 e il 6”) ed espresso perplessità sui tagli della spending review (“Non bisogna fare macelleria sociale”). Frasi che, dopo il giudizio terribile dato dal presidente di Confindustria alla riforma del lavoro (“Una boiata”, che faceva il paio con l’opinione del suo predecessore Emma Marcegaglia che l’aveva bollata come “very bad”), hanno scatenato il premier: ”Dichiarazioni di questo tipo fanno aumentare lo spread, i tassi di interesse e incidono non solo sul debito pubblico ma anche sulle imprese”. Vietato criticare Monti e il governo tecnico. Un ricatto, anzi un euro-ricatto bello e buono. “Invito a considerare – prosegue Monti – che dichiarazioni di questo tipo da parte di figure istituzionali e personaggi, ritenuti responsabili, hanno effetti molto negativi nei mercati e nelle valutazioni delle organizzazioni internazionali”, spiega. “Quindi – aggiunge – suggerirei di fare più attenzione non tanto per riguardo al governo, che evidentemente non lo merita sulle basi di ciò che viene detto, ma per le imprese. Mi permetto come esponente del governo che non si faccia il danno delle imprese”. 

 

Dietro al “vietato criticarmi” lanciato all’indirizzo del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, Mario Monti nasconde un ricatto ben più consistente: vuole restare premier anche dopo il 2013. Non con un accordo di “congelamento” come pensato, sussurrano in molti, dall’Udc, ma con un sostegno politico guadagnato al centro, naturalmente, e nel Pd. Proprio Casini (con Montezemolo a latere) e Bersani, non è un segreto, pensano al professore per una coalizione politico-tecnica da proporre agli elettori. E Futuro e Libertà di Gianfranco Fini pronto, pur di non sparire, ad appoggiare la creatura.

Se ne parla a settembre – Con una carta in più da giocare: l’appoggio dell’Europa. Perché l’Ue, e anche questo non è un segreto, preme per avere Monti alla guida dell’Italia. Secondo i poteri forti a Bruxelles e Strasburgo (e Francoforte, sede della Bce) solo Mario è in grado di garantire all’Unione un futuro, grazie all’attività di mediazione su Angela Merkel e Berlino per la riforma delle istituzioni e dei patti continentali. “Io nel 2013? Vedremo, a settembre”, avrebbe confidato lontano dai microfoni Monti ad Aix en Provence, ospite di un incontro con alcuni dei grandi protagonisti della politica e dell’economia europea. “Penso che se dessi oggi una disponibilità non farei del bene al mio governo”. Eccola, la preoccupazione del prof: finire il lavoro nel migliore dei modi, garantendosi una maggioranza placida. Tanto placida che una parte di quella maggioranza potrebbe sostenerlo anche quando non sarà più un tecnico, ma “semplicemente” un candidato premier.

 

Probabile che quel Marnie con un Sean Connery ci stia a dire davvero pochino, ma come biasimare la possibilità concreta di poter vedere uno fila all’altro, sullo schermo bigger than life di Piazza Maggiore a Bologna, e in lingua originale sottotitolati, cinque capolavori del maestro inglese, sir Alfred Hitchcock?

Il turbine espressivo, talvolta molto artigianale, ma dal sicuro effetto sullo spettatore, dei più “visivi” film del nostro, lo potremmo riscontrare ne La donna che visse due volte (ore 22, martedì 10 luglio), in Intrigo internazionale (l’11 luglio), Psycho (il 12), Gli uccelli (il 13), Marnie (il 14).

Ospedali, scuole, carceri. Ma anche i giudici di pace, le siringhe, i vestiti per l’amministrazione penitenziaria, i buoni pasto e l’affitto di Stato. Il menù della spending review si fa più dettagliato grazie alla relazione tecnica del provvedimento che stima gli effetti finanziari delle singole norme. Non di tutte però perchè molte, tipo quella del taglio delle Province, potrà essere valutata solo a consuntivo. Si conferma la mannaia sugli impiegati pubblici: gli esuberi calcolati sono 24mil ma solo 8mila i pensionabili.

Ospedali, scuole, carceri. Ma anche i giudici di pace, le siringhe, i vestiti per l’amministrazione penitenziaria, i buoni pasto e l’affitto di Stato. Il menù della spending review si fa più dettagliato grazie alla relazione tecnica del provvedimento che stima gli effetti finanziari delle singole norme. Non di tutte però perchè molte, tipo quella del taglio delle Province, potrà essere valutata solo a consuntivo. Si conferma la mannaia sugli impiegati pubblici: gli esuberi calcolati sono 24mil ma solo 8mila i pensionabili.

Archivi