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“Cambiamo il mondo prima di immaginarlo”. La frase di Marc Augé, in apparenza innocua, nasconde una minaccia tremenda: l’incapacità attuale di immaginare il futuro che ci attende.

Questa crisi ci ha tolto molte cose materiali, ci ha reso più insicuri, più fragili, ci ha tolto persino la facoltà di immaginare. Sembra poca cosa, in confronto ai più impellenti problemi del lavoro, dell’aumento dei prezzi, dello spread e delle tasse. Ma invece, a pensarci bene, è fondamentale.

Se davvero questa capacità ci è stata negata, ci troveremmo di fronte a un ennesimo cambiamento epocale, che va ad aggiungersi ad altri sconvolgimenti e ci spinge verso ulteriori incertezze esistenziali.

“La candidatura di Fava è ineccepibile e tronca definitivamente con gli affari sporchi del Cuffarismo e Lombardismo, ecco perché l’Idv ha deciso di sostenere Sel alle regionali” a parlare è Leoluca Orlado sindaco di Palermo, ospite della Festa del Fatto Quotidiano al Parco della Versiliana. “Mentre la candidatura di Crocetta, sostenuto da Udc e inciuciato con il Grande Sud di Gianfranco Micciché ripropone la fotocopia del Berlusconismo siciliano, ed è la continuazione di 11 anni di malgoverno”. Un sondaggio commissionato all’istituto Datamonitor dà Nello Musumeci, il candidato del Pdl, in vantaggio al 31%, seguito da Rosario Crocetta al 27% e Giafranco Miccichè al 20%. Le previsioni di voto danno invece Fava in crescita al 10%, e il candidato del M5stelle Giancarlo Cancellieri in calo all’8%. “Ha presente l’esperienza di Palermo, io sembravo solo e disperato e poi ho preso il 74% dei consensi, per Fava penso sarà uguale” risponde ottimistico il sindaco Orlando “sarà come una palla di neve che si trasforma in una valanga capace di spazzare via il Pd inciucista siciliano con cui Sel ha finalmente troncato, a differenza delle nazionali”. “In queste elezioni I siciliani potranno scegliere – conclude Orlando- se voltare pagina  

Abbiamo appena cominciato a ricostruire L’Aquila che già vengono a galla gl’italianissimi abusi, le truffe, i prezzi gonfiati delle ricostruzioni.

Ma è mai possibile che non si possano fare le cose onestamente? Onestà è un concetto oscuro che sembra non entrare più nel lessico della maggior parte delle persone, figurarsi poi nella loro coscienza. Chiedo a gran voce alle persone oneste di fare un passo avanti, di farsi vedere. Non è possibile che questa nostra società sia in mano solo ai furbetti e gl’intelligenti si siano estinti. Purtroppo credo che questa decadenza morale, sociale, economica investa non solo l’Italia ma tutto il mondo. Basta aprire un giornale straniero per leggere di corruzione, di malgoverno, di qualcuno che è più uguale degli altri davanti alla legge. Perfino la rigida Germania ne è tutt’altro che immune.

Il mistero del naufragio di Lampedusa. Dopo il recupero, ieri, di un cadavere di una donna che non si sa se facesse parte del gruppo di migranti parti da Sfax e finiti mare giovedì notte, la Guardia Costiera, nonostante le ricerche siano proseguite senza sosta, non ha individuato altri corpi. Finora, infatti, nel tratto di mare in cui è avvenuto il salvataggio, pattugliato da giorni, è stato trovato un solo corpo, mentre il cadavere della una donna è stato ripescato a Capo Grecale e per gli investigatori difficilmente le correnti avrebbero potuto portare lì uno dei dispersi a Lampione

Non condivido il gioco al massacro della stampa italiana sul M5S. Non è giornalismo. In questo caso, ancora uan volta, Beppe Grillo ha ragione a dire che l’informazione è piegata a logiche partitiche e lobbiste. Il fuoco di attacco – dopo il caso “Favia” – si concentrerà adesso sul sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. Le elezioni politiche si avvicinano e quindi bisogna distruggere l’unico sindaco cinque stelle di una grande città, simbolo del possibile cambiamento della politica italiana. Ad esempio, le domande che gli fanno sul “caso Tavolazzi” sono inutili e superflue. Servono solo a provocarlo. Tutto è stato già detto e scritto. Ritornare su questioni vecchie e spiegate, non è giornalismo. Non è stare dietro la notizia. Mi interessa, invece, sapere cosa sta facendo il sindaco di Parma per i suoi cittadini. Ma anche in questo caso, ho letto articoli – anche sul Fatto – che danno fiato alle facili critiche dei tromboni della vecchia politica, senza approfondire a sufficienza. Ad esempio: esponenti del Pd e Pdl accusano Pizzarotti di essere lento e inconcludente. Non ha fatto – dicono – nulla di rivelante il sindaco di Parma. Non è riuscito – nei primi due mesi – a ridurre l’enorme debito del Comune creato dagli amministratori precedenti del Pdl.

Senza vergogna e senza paura. Così il Popolo della Libertà di San Stino di Livenza, paesino di 13 mila anime tra San Donà di Piave e Portogruaro, ha ricordato il ventennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Tra gli ideatori dell’iniziativa il consigliere comunale Giuseppe Canali, ex assessore nella precedente amministrazione, eletto con la Lega e transumato nel Pdl, animatore dell’associazione politico-culturale “I Trecento” che si ispira alle gesta di Leonida e dei suoi uomini alle Termopili. Sotto ai visi di Falcone e Borsellino si leggono infatti due frasi attribuite a tal Paolo Grasso: “Darei a Berlusconi un premio per l’antimafia” e “Fondamentali le leggi introdotte dal suo governo“.

“Ci vuole un congresso per confrontarci sulle regole del Movimento 5 Stelle”. E’ chiara e diretta, Raffaella Pirini che con la sua lista civica DestinAzione Forlì, e il marchio del Movimento concesso direttamente dal blogger genovese, è stata eletta consigliere comunale a Forlì nel 2009.

“Non deve essere un congresso come quello dei partiti tradizionali – prosegue – ma un semplice incontro fisico tra attivisti ed eletti nel Movimento, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, in cui si chiariscono alcuni punti chiave per il presente e il futuro politico dei 5 Stelle, semplici richieste di democrazia interna”.

I partiti continuano ad azzuffarsi e navigano senza bussola. Per ora, non sembra esserci alternativa al governo dei tecnici e il Monti-bis è sempre più probabile. All’orizzonte si profila una nuova scommessa: quella dei sindaci e delle liste civiche pronte a sfidare i partiti tradizionali. Sul palco della Versiliana, ne discutono Federico Pizzarotti (sindaco di Parma del M5S), Giorgio Airaudo (Fiom), Furio Colombo (editorialista de Il Fatto Quotidiano), Stefano Bonaga (Ideatore di Orfeo Tv). Conducono i giornalisti del Fatto Emiliano Liuzzi e  Paola Zanca

 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Ai maestrini dalla penna rossa che straparlano del Fatto “orientato” da una non meglio precisata “egemonia culturale di destra”, spediremo il dvd di don Gallo acclamato dalla folla della Versiliana mentre parla del Dio degli ultimi e sventola la bandiera arcobaleno della pace. Se avranno la cortesia di non scrivere per partito preso, nelle cronache della nostra festa troveranno il tormento della Fiom che non smette di contare le fabbriche chiuse, ma anche il meglio della informazione televisiva(da Michele Santoro a Enrico Mentana, da Carlo Freccero a Paolo Mieli, da Raffaella Carrà a Gianni Boncompagni), venuti a Marina di Pietrasanta per raccontarci cosa devono essere il giornalismo e la tv di servizio pubblico quando sono davvero al servizio dei cittadini e non delle nomenclature partitiche.

Che il nostro giornale debba continuare a sorbirsi le ramanzine su ciò che si deve o non si deve scrivere è abbastanza comico, soprattutto guardando i pulpiti. Sarebbe bello, per esempio, porre ai padreterni del Pd, anch’essi sempre pronti a separare il bene dal male, poche e semplici domande. Applaudire sempre e comunque il primo banchiere che passa, da Profumo a Passera, è di destra o è di sinistra? E se Bersani (e la Camusso) non trovano il tempo di andare nel Sulcis per incontrare la disperazione degli operai dell’Alcoa, è di destra o è di sinistra? Le rendite di posizione della politica, quelle di chi pianta il cartello “sinistra” (o “destra”) per meglio lucrarci sopra, ci interessano poco. Preferiamo confrontarci con il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che magari non gradisce che si insista troppo sui diktat di Grillo e Casaleggio, ma diventa il testimone della piccola rivoluzione di un primo cittadino che dice: di finire sui giornali non mi interessa, io devo risolvere i problemi della mia città.

“Io ho visto una politica migliore di quella che immaginavo” e credo che ci sia troppa enfasi nel considerare la società civile “immune” da responsabilità che sono state scaricate sulla politica. E’ il presidente del Consiglio Mario Monti a dirlo durante il workshop in corso a Cernobbio. “Spesso si è pensato che gli italiani siano ingovernabili – ha puntualizzato Monti  –  io credo che la domanda di governo c’è presso gli italiani”, ma che “qualche volta è mancata l’offerta di governance all’altezza dei problemi”.

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