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Manganellate e lacrimogeni da una parte. Lancio di sassi dall’altra. E così una vera e propria guerriglia ha preso il posto della protesta di un centinaio di operai delle cooperative che hanno in appalto i servizi di facchinaggio per i supermercati Il Gigante. Mezz’ora di tafferugli davanti ai magazzini di Basiano, nel milanese. Oltre trenta i feriti: quindici tra le forze dell’ordine, qualcuno in più tra i manifestanti. Due le persone arrestate per resistenza a pubblico ufficiale, mentre la Digos sta facendo accertamenti su altre 18 persone.

”Non si può dire che il rischio contagio non c’è, però credo che la situazione italiana sia ben diversa da tutte le altre”. Ad affermarlo il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera. Secondo Passera la situazione italiana è diversa da quella degli altri Paesi deboli della zona euro “sia dal punto di vista della disciplina sui conti pubblici, sia dal punto di vista della solidità effettiva del sistema bancario”. La responsabilità non è soltanto dei singoli Paesi, secondo il ministro. ”L’Europa si è comportata molto peggio del prevedibile nel gestire la crisi del debito pubblico. Ora comunque con il ruolo che l’Italia ha riacquistato al tavolo europeo si potranno migliorare le cose”.

 

Non sono passati nemmeno tre giorni dalle nomine dei nuovi vertici Rai e le polemiche non danno l’impressione di placarsi. Ma le parole non si spendono tanto sui nomi nuovi, Anna Maria Tarantola (presidenza) e Luigi Gubitosi (direttore generale), quanto piuttosto su chi se n’è andato.

Il saluto alla Lei – I più felici sembrano essere i dipendenti Rai. Sulle bachece nei corridoi di alcune sedi dell’azienda è comparso un foglio non firmato che mostra la gioia per il cambio di direzione. “I lavoratori della Rai salutano il peggior direttore generale della storia. Dott.ssa Lorenza Lei, Addio!”.

Direttiva Rai – Forse una reazione alla circolare interna che lo stesso direttore Lei aveva inoltrato ai dipendenti, nella quale si chiede a giornalisti e dipendenti di evitare dichiarazioni e commenti via internet, in particolare attraverso i social network, riguardo alle recenti sostituzioni ai vertici Rai. Poi la direttiva interna richiama alcune circolari precedenti e spiega che “alla luce dell’evoluzione tecnologica e produttiva dei mezzi e sistemi di comunicazione, quanto stabilito (da quelle circolari) con riferimento alle dichiarazioni agli organi di informazione, deve intendersi riferito anche alle dichiarazioni rilasciate su siti internet, blog, social network e similari…”. Si specifica poi che in Rai i rapporti con gli altri media “sono riservati esclusivamente alle aree funzionali e alle responsabilità aziendali a ciò deputate”. Per questo “singoli esponenti aziendali o collaboratori” hanno il divieto di fornire informazioni se non autorizzati. Alla fine la Direzione generale “ribadisce che non verranno tollerati comportamenti in contrasto con la richiamata normativa aziendale”. In fondo la firma è proprio della dirigente “tagliata” dal premier Mario Monti: Lorenza Lei.

Frecciate Pdl – E dal Pdl, che era particolarmente attento alla questione nomine Rai, arriva la prima critica ufficiale alla decisione di Monti. “I nomi che il presidente Monti ha fatto per la Rai sono ottimi nomi, non abbiamo nulla da obiettare sul piano dei curricula di ciascuno – ha dichiarato Angelino Alfano -. Ci chiediamo solo perché sia stata sostituta Lorenza Lei che aveva ottenuto ottimi risultati aziendali. E una azienda si misura per i risultati”.

 

Pessime notizie dalle Borse, pessime dal fronte macroeconomico: i listini inizialmente festeggiavano il piano Ue di aiuti a favore delle banche spagnole, ma poi il tracollo, pesantissimo a Piazza Affari (il paniere principale Ftse Mib ha perso il 2,79% e il complessivo All Share il 2,46 per cento). L’Italia è ufficialmente nel mirino della speculazione, che colpisce le banche: il timore è che dopo Atene e Madrid, tocchi a Roma. Male anche le altre piazze affaristiche europee (Parigi ha lasciato lo 0,29%, Londra lo 0,20%, Madrid lo 0,60 dopo i rialzi mirabolanti del mattino).

Le altre cattive notizie sono arrivate dai dati sul Pil: la stima definitiva sul Prodotto interno lordo italiano è stata diffusa dall’Istat, che conferma la stima preliminare dello scorso 15 maggio. Secondo quanto rilevato dall’Istat, tutte le componenti delle domanda interna, eccetto la spesa della Pubblica amministrazione, sono risultate in diminuzione (il contesto è quello di una marcata contrazione delle importazioni e di un lieve calo delle esportazioni).in una giornata a tinte fosche, sono arrivate anche le pessime notizie su Pil che diminuisce e spesa pubblica che, nonostante i proclama del premier Mario Monti, aumenta: la ricetta del professore si rivela ogni giorno più sbagliata. Nel dettaglio, la domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 1,2 punti percentuali alla crescita del Pil (in calo dello 0,6 i consumi delle famiglie, dello 0,7 gli investimenti fissi lordi, mentre la spesa della Pa ha contribuito positivamente per 0,1 punti percentuali). Anche la variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla crescita del Pil (calo di 0,5 punti percentuali), mentre il contributo della domanda estera netta è stato positivo per 0,9 punti percentuali. L’andamento dell’offerta mostra variazioni congiunturali negative per il valore aggiunto dell’industria (contrazione del 2,0%) e dei servizi (calo 0,6%), mentre quello dell’agricoltura è aumentato di 4,9 punti percentuali. 

Hanno fondato un marchio, EmiliAmo, per reagire alla devastazione provocata dal sisma e in poche ore hanno raccolto centinaia di adesioni sui social network più popolari del web. Sono le cento donne, madri, mogli, imprenditrici, commercianti, che dal cuore della bassa si sono rimboccate le maniche per riprendersi ciò che gli eventi sismici delle scorse settimane hanno tolto loro, la città, e le loro attività. Chiuse e con i magazzini pieni di prodotti da vendere. Così, per contribuire a una ripresa economica che tutti auspicano, e che faticosamente si sta lavorando per ripristinare, si sono riunite e hanno dato il via a un network che raccoglierà beni per i terremotati, li metterà sul mercato e li venderà al pubblico per limitare i danni subiti dalle imprese, grandi e piccole che siano. “Non vorremmo sembrare delle sentimentali disorganizzate – ha raccontato Claudia Miglia, coordinatrice del progetto e consulente aziendale, annunciando l’iniziativa sulle pagine del Sole 24Ore – in realtà siamo delle pragmatiche organizzate. La scelta del nome, da Emilia e dal verbo amare, risponde a una precisa scelta di branding: abbiamo creato un marchio che garantisca una sorta di certificazione di qualità”.

E’ un numero, il 194, quello che in Italia definisce una delle leggi più in bilico tra tutte quelle che i movimenti delle donne hanno conquistato: la legge che regolamenta l’interruzione di gravidanza.

Il verbo più di frequente usato dalle femministe nei confronti del provvedimento non a caso è: ‘difendiamo’.

Sì, perché da quando, il 22 maggio del 1978 la legge è stata promulgata è iniziato, senza mai finire, un calvario che ha visto susseguirsi decenni di attacchi, diretti o trasversali, alla possibilità delle donne italiane di autodeterminarsi in materia di maternità e non maternità. Quindi di attacchi ad una legge che, per quanto di certo perfettibile, in molti Paesi ci invidiano.

E’ durato un’ora il colloquio tra il presidente uscente della Rai, Lorenza Lei, e Mario Monti che nei giorni scorsi ha indicato il successore di Viale Mazzini, Anna Maria Tarantola, e il direttore generale Luigi Gubitosi. Ma è domani che la partita Rai entrerà nel vivo del confronto politico. A palazzo San Macuto, sede della commissione di Vigilanza, si riunisce infatti l’ufficio di presidenza dell’organismo per decidere il calendario delle votazioni che dovrebbero portare alla formazione del nuovo cda. E mai come in quest’occasione il condizionale è d’obbligo.

La crisi europea si aggrava. Dopo Grecia, Portogallo anche la Spagna è stata costretta a chiedere aiuto a Bruxelles. A Madrid arriveranno 100 miliardi di euro per ricapitalizzare le sue banche. Secondo i più pessimisti è solo questione di tempo e poi anche l’Italia sarà costretta a chiedere aiuto. Ma è proprio così? E l’Europa è ancora in grado di sbrogliare la matassa di una crisi che sembra farsi ogni giorno più ingarbugliata? Pier Carlo Padoan, oggi vice segretario generale e capo economista dell’Ocse e in passato direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale per l’Italia nonché consulente della Baca Centrale Europea e della Commissione Ue dice di sì. Come prima cosa gli abbiamo chiesto un giudizio sulle misure messe in campo per aiutare la Spagna….

Non si può applicare il reato di tortura ai poliziotti imputati per l’irruzione alla scuola Diaz, durante il G8 di Genova del 2001. Lo ha affermato il sostituto procuratore generale Pietro Gaeta nella prima udienza del processo in Cassazione, che vede imputati 25 tra agenti, funzionari e alti dirigenti della Pubblica sicurezza, tutti condannati in appello. Era stata la Procura generale di Genova a chiedere di modificare il reato di lesioni, ormai prescritto undici anni dopo i fatti, in quello più grave di tortura, che però non è previsto dal nostro ordinamento. L’ostacolo avrebbe potuto essere aggirato appellandosi alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ma secondo Gaeta esiste in materia una “riserva di legge” (in sostanza, una supremazia della normativa nazionale). Inoltre si introdurrebbe una “reformatio in pejus” ai danni degli accusati. Se la corte accoglierà questa interpretazione, resterà in piedi (fino al 2013) soltanto il reato di falso in atto pubblico, relativo alla firma e all’avvallo di verbali di arresto e perquisizione a carico dei 93 arrestati – di cui sessanta furono feriti nel blitz – pieni di circostanze non vere, come quella delle molotov attribuite ai manifestanti, mentre erano state portate nella scuola dalla polizia. 

Il vicedirettore di Libero Pietro Senaldi commenta il pessimo servizio che la Rai sta fornendo ai telespettatori sugli Europei di calcio.


pubblicato da Libero Quotidiano

La cronaca fantozziana degli Europei Rai: Tarantola cacciali tutti

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