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I tecnici del comune di Bologna hanno approvato il progetto esecutivo del People mover, la monorotaia che dovrebbe collegare stazione e aeroporto del capoluogo emiliano. L’opera, che ora può ufficialmente partire, costerà 20 milioni in più rispetto a quelli previsti. Dai 90 iniziali infatti si è passati a 110 milioni di euro. Tutti rincari noti da tempo, ma ora ufficiali e definitivi: “Non è più previsto alcun passaggio in giunta. La procedura è fatta da dirigenti che dovevano fare una valutazione puramente tecnica”, spiega a ilfattoquotidiano.it l’assessore alla mobilità, Andrea Colombo. L’annuncio mette ai blocchi di partenza un’opera, che tornerà in gestione al Comune solo fra 40 anni.

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È ammirevole la paziente costanza con cui una serie di esponenti politici si adoperano per aumentare il discredito goduto presso i cittadini dalla loro categoria.

Nel giorno in cui la Corte costituzionale fa franare l’imbarazzante bugia con cui la vecchia maggioranza aveva tentato di evitare il processo per concussione e prostituzione minorile contro Silvio Berlusconi (“telefonò in Questura nelle sue vesti di premier”, “pensava che la ragazza fosse la nipote di Mubarak”), ecco che un altro folto gruppo di uomini di partito, per lo più targati Pdl, decide di immolare la propria residua (e ormai microscopica) credibilità sull’altare dei giochi olimpici.

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pubblicato da Libero Quotidiano

Il prof accelera: "Riforma del lavoro a marzo, anche senza accordo"

Rispetto al confronto con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro “certo che pensiamo ad un’intesa. E’ un tema complesso che va affrontato, come stiamo facendo, nel dialogo con le parti sociali, sindacati e datori di lavoro. Ci auguriamo di arrivare nel termine temporale che ci siamo assegnati, che è fine marzo, ad un’intesa. Siccome abbiamo una responsabilità verso l’insieme dei cittadini italiani, che risentono,  nel bene o nel male, dell’andamento dell’economia, di quello che succede nel mercato del lavoro, non potremmo fermarci se a quel tavolo  non ci fosse l’accordo, ma operiamo perchè un accordo ci sia”. Così Mario Monti ospite di SkyTg24: il professore fissa la deadline per la riforma del mercato del lavoro al termine del prossimo mese.

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È ammirevole la paziente costanza con cui una serie di esponenti politici si adoperano per aumentare il discredito goduto presso i cittadini dalla loro categoria.

Nel giorno in cui la Corte Costituzionale fa franare l’imbarazzante bugia con cui la vecchia maggioranza aveva tentato di evitare il processo per concussione e prostituzione minorile contro Silvio Berlusconi (“telefonò in questura nelle sue vesti di premier”, “pensava che la ragazza fosse la nipote di Mubarak”), ecco che un’altro folto gruppo di uomini di partito, per lo più targati Pdl, decide di immolare la propria residua (e ormai microscopica) credibilità sull’altare dei giochi olimpici.

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“Quante sostanze e quanti materiali pericolosi potrebbe riversare in mare il relitto della Costa Concordia?”. Se lo chiede Greenpeace con il report “Toxic Costa” pubblicato oggi e che fa un accurato inventario delle insidie ambientali che il relitto potrebbe ancora contenere in prossimità delle coste dell’Isola del Giglio. Flatati, muschi artificiali, bisfenolo e alchifenoli sono solo alcuni esempi di composti materiali pericolosi contenuti in prodotti chimici o nell’arredamento della nave.

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Il prof accelera: "Riforma del lavoro entro marzo"

Rispetto al confronto con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro “certo che pensiamo ad un’intesa. E’ un tema complesso che va affrontato, come stiamo facendo, nel dialogo con le parti sociali, sindacati e datori di lavoro. Ci auguriamo di arrivare nel termine temporale che ci siamo assegnati, che è fine marzo, ad un’intesa. Siccome abbiamo una responsabilità verso l’insieme dei cittadini italiani, che risentono,  nel bene o nel male, dell’andamento dell’economia, di quello che succede nel mercato del lavoro, non potremmo fermarci se a quel tavolo  non ci fosse l’accordo, ma operiamo perchè un accordo ci sia”. Così Mario Monti ospite di SkyTg24: il professore fissa la deadline per la riforma del mercato del lavoro al termine del prossimo mese.

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I sogni proibiti del prof Monti: "Voglio lo spread a zero punti"

Il professor Mario Monti a tutto campo su SkyTg24: si parla di spread, politiche del lavoro, riforme, obiettivo e naturalmente Olimpiadi. Dopo la bocciatura di Roma2020 sottoscritta dal premier, Monti ha spiegato: “Vorrei dire agli italiani, ai romani, che questa scelta “non è un messaggio di pessimismo, non deve dare luogo a frustrazione, è per mettere l’Italia in posizione di sicurezza, per evitare che scivoliamo su una buccia di banana, per crescere meglio, per avere la fiducia degli investitori internazionali”. Il presidente del Consiglio mira al consenso internazionale e poi fissa nuovi obiettivi. Così, dopo aver predetto mirabolanti crescite per il prodotto interno lordo italiano dopo il varo del pacchetto liberalizzazioni, i desiderata del professore si concentrano sul differenziale: “Non voglio essere troppo ambizioso,  ma non vedo perché l’Italia dovrebbe avere uno spread rilevante oltre la Germania. Se gli italiani continueranno con il senso di maturità di cui stanno dando prova, mi consenta di non mettere limiti diversi dallo zero all’ambizione dello spread, ma saranno i miei successori a vederlo”.

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Figlio (ebreo) di Oliver Stone si converte all’Islam

Si dice che i panni sporchi si lavino in famiglia. E’ quello che faranno sicuramente gli Stone. Il figlio del famoso regista vincitore di 2 premi Oscar, il rossissimo Oliver Stone amico di Chavez e Fidel Castro, si è infatti convertito all’Islam. Sean ha compiuto la scelta in Iran, in una moschea di Ishafan nel centro del Paese dove ora si trova per girare un documentario. La notizia non farebbe scalpore se non fosse che il padre di Sean è ebreo e l’Iran ha come obiettivo principale la cancellazione di Israele e degli ebrei dalla faccia della terra. Il giovane Stone però sembra non avere le idee molto chiare sulla sua conversione. “Non parlerei di conversione, quanto piuttosto di un’accettazione del messaggio e della saggezza del profeta Maometto. Ora mi considero al tempo stesso un ebreo, quale era mio nonno, un cristiano e un musulmano”. Sean dice di essere un fedele delle tre religioni abramitiche “unificate dallo stesso Dio”, facendo riferimento a una sorta di “trinità delle religioni”. Forse una discussione in famiglia gli chiarirà le idee.

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