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Doppio appuntamento con la musica, venerdì e sabato, al Common Ground di via Scarfoglio: il weekend inizia domani con lo swing di Piacenti & Dolcevita Orchestra, celebri per la loro capacità di coinvolgere il pubblico con un sound che fonde jazz, blues swing ed elettro-jazz. Sabato 19 parte invece il “Club Break”: Drop e Noisy Naples Fest uniscono nuovamente le forze e presentano il countdown verso l’edizione 2019 del Noisy con il live di A Toys Orchestra.
Venerdì 18 gennaio a salire sul palco sarà la formazione che risponde al nome di Piacenti & Dolcevita Orchestra che rivisita le atmosfere anni Cinquanta contaminando generi come il jazz, il blues e lo swing con l’elettro-jazz. Un viaggio musicale fresco e brioso con una band di musicisti professionisti che propone arrangiamenti inediti e originali e un repertorio che spazia tra pezzi storici e moderni, italiani, internazionali e anche classici della musica napoletana.
Sabato 19 gennaio Drop e Noisy Naples Fest presentano “Club Break”: un appuntamento a cadenza mensile che accompagnerà il pubblico del Common Ground verso i grandi eventi dell’estate, una sorta di conto alla rovescia verso l’edizione 2019 del Noisy. Si comincia con “A Toys Orchestra”, gruppo che caratterizza la propria musica con un pop-rock intimista di scuola british e un ambito psichedelico unito a melodie forti e malinconiche. Con sette album all’attivo, la band, entrata di diritto nel panorama italiano dell’indie rock, è attualmente composta Enzo Moretto (voce, chitarra, tastiere, sintetizzatore), Ilaria D’Angelis (voce, basso, synth, tastiere, chitarra), Raffaele Benevento (basso, chitarra, voce), Andrea Perillo (batteria, percussioni, loop), Julian Barrett (piano, synth, chitarra, basso).
Il 23 febbraio secondo appuntamento del format “Club Break” con il live di “Lemandorle”.

Berlusconi: «Mi candido alle Europee  per senso di responsabilità» L’annuncio

L’annuncio durante un comizio in Sardegna. «il centrodestra presto tornerà unito»

tovato su: Il Corriere della Sera

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Una Brexit senza accordo colpirebbe duramente l’agricoltura campana. Secondo l’Ufficio Studi Cia – Confederazione Italiana degli Agricoltori le esportazioni alimentari della Campania verso il Regno Unito pesano per il 12,5% sulla formazione del valore aggiunto agroalimentare. Si tratterebbe della regione italiana più colpita da un’ipotesi di Brexit senza accordo, più del Veneto e il Piemonte (dove tale incidenza vale rispettivamente l’11% e il 7,4%). “Chi ha responsabilità di intervenire – osserva Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Campania – lo faccia al più presto. Mentre la politica discute, ci sono migliaia di piccoli imprenditori che lavorano per garantire prodotti di alto livello in un mercato ormai unito, dove ognuno di noi gioca la sua partita. L’intesa raggiunta tra Europa e Regno Unito, dopo oltre due anni di trattative, fornisce importanti garanzie ai settori economici e alla società civile. Ora il comparto teme che il venir meno di tale accordo creerebbe una situazione di incertezza per imprese e cittadini, che rischia di assumere una dimensione ancora più allarmante in una fase di grande difficoltà sul fronte del commercio internazionale e della crescita economica, sia europea che nazionale”.
Allargando lo sguardo all’Italia, l’export di cibo e bevande Made in Italy verso il Regno Unito vale più di 3,3 miliardi di euro -sottolinea l’Ufficio Studi Cia-. Circa un quarto del totale dei prodotti italiani venduti Oltremanica (24% per un fatturato superiore a 810 milioni di euro) è rappresentato dal vino.

Ogni volta che fate un acquisto online c’è lo stesso problema: organizzare la consegna del corriere solo quando siete in casa. Grazie alla tecnologia, a garanzie sufficienti e a una buona dose di disponibilità da parte vostra, in futuro potrebbe non essere più un problema. A suggerirlo è un esperimento che è stato condotto in Belgio lo scorso anno da Zalando, il  sito di e-commerce di indumenti e calzature. È consistito nel lasciare entrare in casa i corrieri anche se non c’era nessuno.

Un uomo che piazza un ordigno davanti la pizzeria Sorbillo in via Tribunali prima di scappare nella vicina via Atri. Alcuni secondi dopo la deflagrazione che ha causato danni al noto locale del centro storico. E’ quanto ripreso da alcune telecamere di videosorveglianza poste all’esterno della pizzeria di Gino Sorbillo. A diffondere il video è stato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che ha incontrato il questore di Napoli, Antonio De Iesu, per chiedere “massima celerità e attenzione” nelle indagini. “Dal video si capisce chiaramente – spiega Borrelli – l’intento criminale di chi ha posizionato l’ordigno fuori la pizzeria. Adesso e’ tempo di trovare i responsabili di questa azione criminale”. Intanto oggi alle 16 le associazioni dei pizzaioli napoletani alle 16 manifesteranno la solidarietà a Sorbillo fuori la pizzeria in occasione della giornata mondiale del pizzaiolo. Sabato Gino Sorbillo sarà prima ad Afragola per la manifestazione contro le bombe che hanno colpito diversi commercianti e poi alle 11 al corteo ai Tribunali che partira’ proprio dalla sua pizzeria per dire no a ogni forma di violenza, camorra e delinquenza.

Non è mai bello chiudere le relazioni così. Io l’ho amato davvero. Ho capito che tutto quel teatrino creato fosse una cosa finta, troppe volte ho visto quello show. Se mi avesse conosciuta davvero non si sarebbe dovuto nemmeno presentare”, Silvia Provvedi a Mattino 5 mette la parola fine al chiacchiericcio sulla sua vita privata ormai distante da tempo da quello di Fabrizio Corona.

“Dopo “soli” 72 anni ce ne andiamo in pensione. Ringraziamo la nostra spettabile clientela. I fratelli Cacciapuoti”. Con questo laconico messaggio, affisso sulle ante in ferro chiuse all’ingresso dello storico bar pasticceria Cacciapuoti, i fratelli Antonio e Andrea Cacciapuoti, titolari dell’esercizio commerciale in questione, uno dei più antichi del quartiere Vomero, posto al civico 13 di via Aniello Falcone, nei pressi dell’incrocio con via Cimarosa, hanno salutato definitivamente i loro affezionati clienti “. A sottolineare, ancora una volta, l’ennesima chiusura di un negozio storico della collina partenopea è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che da tempo segue le vicende legate al terziario commerciale della collina, con particolare riferimento alle cosiddette botteghe storiche.
“Va con l’occasione ricordato – afferma Capodanno – che, con un analogo messaggio, poco prima della fine dell’anno scorso, i titolari avevano salutato la loro clientela, annunciando la chiusura di un’altra attività storica della collina partenopea: il negozio di frutta e verdura Gallo. Esercizio rimasto attivo per ben 64 anni, dal momento che la ditta “frutta Gallo” era stata fondata nel lontano 1954, coronando una centenaria tradizione della famiglia Gallo nella selezione e vendita di frutta e verdura. Una tradizione che era stata tramandata da Francesco Gallo, conosciuto come “Don Ciccio”, e dalla moglie Anna Canciello, ai figli Antonio e Santo protagonisti, insieme al padre, del punto vendita, tra i più famosi nel capoluogo partenopeo”.
“L’area collinare della città, che comprende i quartieri del Vomero e dell’Arenella – aggiunge Capodanno -, fino all’inizio di questo secolo, era considerata una delle aree commercialmente più attive e interessanti, anche per varietà, dell’intero territorio metropolitano, ma, negli ultimi lustri, sono emersi, sempre con maggiore evidenza, i segni di una forte quanto irreversibile crisi in diversi settori, dall’artigianato alle cosiddette botteghe storiche, a conduzione familiare. Sicché il numero di esercizi commerciali tradizionali che hanno abbassato definitivamente le saracinesche è lievitato col passare del tempo e, purtroppo, questa tendenza non accenna a fermarsi, come dimostrano anche le recenti chiusure, tra le quali queste ultime del negozio di frutta Gallo e del bar pasticceria Cacciapuoti “.
“Al punto – puntualizza Capodanno – che, nell’apposito albo degli esercizi e delle botteghe storiche e delle imprese ultracentenarie, pubblicato sul sito internet del Comune di Napoli, aggiornato alla data del 18 dicembre 2018, sono state iscritte appena cinque attività che ricadono nel quartiere Vomero: un negozio di vetri, un chiosco di fiori e tre pizzerie “.

Nasce Conapi Magazine, il quotidiano dedicato alle piccole e medie imprese della Campania e di Italia, edito dalla Confederazione Nazionale Artigiani e Piccoli Imprenditori (Co.N.A.P.I.). Il quotidiano sarà presentato il 22 gennaio alle 11 presso la sede dell’Ordine dei Giornalisti della Campania a Napoli, in via Cappella Vecchia 8/b, con la partecipazione del direttore, Nicola Di Iorio, il presidente ed il vicepresidente di Conapi, Basilio Minichiello e Giuseppe Fontanarosa. Porterà il proprio saluto il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli.

L’articolo Napoli: nasce Conapi Magazine, il quotidiano dedicato alle piccole e medie imprese proviene da Ildenaro.it.

tovato su: Il Denaro

Berlusconi: «Mi candido alle Europee»

L’annuncio durante un comizio in Sardegna

tovato su: Il Corriere della Sera

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Ogni tanto faccio dei versi: a volte sono versi di scimmia, altre volte per caso nascono delle poesie. Questa volta ho scritto una poesia pensando a una voce, alla voce di un attore mio amico:  Severino Saltarelli. Siamo andati a prenderlo alla metropolitana di Wagner, qui a Milano, io e il mio pianista personale: Nicola Gelo. Severino ha recitato un brano da La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio, vicino alla statua del grande ciclista di Aligi Sassu. Poi abbiamo preso la 67 per andare in piazzale Tripoli, dove vivo, e sulla 67 Severino, tanto per tenersi allenato, ha recitato un bellissimo sonetto di un certo Shakespeare, lo conoscete?

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