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Il filtro all’appello, nel quale un giudice singolo valuta se un appello è palesemente inammissibile, ha spiegato il Guardasigili, Paola Severino, presentando le novità in tema di giustizia contenute nel decreto sviluppo varato in Consiglio dei ministri, “è una ricetta abbastanza semplice, che coniuga la necessità di assicurare garanzie con quella di snellire i processi” (secondo la Banca d’Italia le lentezze del sistema giustizia si traducono nella perdita di un punto di Pil all’anno). Il ministro della Giustizia ha annunciato che il provvedimento avrà la possibilità di incidere su una percentuale molto elevata di processi nel tempo. Quindi la Severino ha sottolineato come vengano introdotte misure per il rimborso a fronte di processi “troppo lunghi”. In sostanza, la legge Pinto verrà semplificata: la legge sul rimborso per l’eccessiva durata dei processi verrà parametrata su una durata massima oltre la quale si dovrà rimborsare il cittadino con quote altrettanto prestabilite, commisurate all’entità del ritardo accumulato dal procedimento. Un solo giudice sarà preposto alla valutazione della durata del processo, ulteriore elemento, ha sottolineato il Guradasigilli, di celerità e contenimento delle spese. 

Filtro di ammissibilità – Nel dettaglio, arriva il filtro di ammissibilità per il processo di appello in sede civile. Lo ha spiegato sempre la Severino al termine del Consiglio dei ministri che ha varato il decreto sviluppo: “Se l’appello è palesemente inammissibile, non verrà celebrato, ha sintetizzato il ministro, assicurando che “questo non significa cancellare il processo di appello ma introdurre la valutazione di un giudice che farà prima una valutazione di ammissibilità”. La soluzione adottata dall’esecutivo si ispira ai modelli inglese e tedesco, e non è quella di limitare le impugnazioni, ma di introdurre un filtro di inammissibilità che si basa su una “prognosi di non ragionevole fondatezza del ricorso”. Secondo la Severino, “maggiore efficienza della gisutizia genera maggiore crescita economica”. Il ministro ha sottolineato poi le misure per finanziare le aziende “in modo che non muoiano: questo finanziamento è strettamente controllato ed è fondamentale la figura del professionista. Si deve trattare di un professionista assolutamente autonomo”.

 

Nicole Minetti fece uno spettacolo al palo della lap dance. Era nuda, solo con le scarpe con diamantini argentati. Poi ballo’ vicino Silvio Berlusconi, toccava e si faceva toccare come le altre”. Queste le parole di Ambra Battilana, ex miss Piemonte e prima ragazza parte civile, convocata dai giudici e presente in aula per parlare come teste al processo a carico di Emilo Fede, Lele Mora e della stessa Minetti. Al processo c’era anche Antonio Passaro, modello e avvocato, che ha riferito di aver avuto da Ruby l’offerta di 4 mila euro per fare sesso con lei.

La testimonianza – L’ex Miss Piemonte, Ambra Battilana, teste al’udienza ha raccontato così la scena hot: “Nicole Minetti fece uno spettacolo al palo della lap dance e rimase nuda, solo con le scarpe con diamantini argentati, e poi si mise a ballare vicino a Berlusconi, toccava e si faceva toccare come le altre”. Ambra, 20 anni, che era presente ad una serata ad Arcore nella villa di Silvio Berlusconi nell’agosto del 2010, è una delle cinque ragazze, insieme a Chiara Danese, Imane Fadil, Barbara Guerra e Iris Berardi, che si sono dichiarate parte civile nel processo, perché dichiara di aver subito danni morali e di immagine per esser stata accostata alla figura di escort o prostituta. 

La statuetta di Priapo – La ragazza ha poi proseguito: “Quella sera ho visto contatti fisici, ho visto Berlusconi e Fede nella sala del bunga-bunga che si facevano toccare nelle parti intime da ragazze nude e queste ragazze che si facevano toccare il seno e il sedere”. Poco prima, invece, nel corso della cena, Berlusconi si era fatto portare la “statuetta di Priapo”: si trattava di un omino di legno con sopra una botte, togliendo la botte rimaneva questo omino con un pene sproporzionato rispetto al resto della statuina”. Le ragazze, tra cui Roberta Bonasia, simulavano un rapporto orale con questa statuetta. Poi a un certo punto, Berlusconi ci appoggiò le mani sul sedere, un palpeggiamento come per aiutarci, a suo modo, a salire le scale”. Un altro momento di tensione Ambra lo vive quando uno dei legali della Minetti, l’avvocato Gaetano Pecorella, le chiede se abbia mai avuto rapporti sessuali a pagamento con un uomo, riferendosi a una denuncia per violenza sessuale presentata dalla ragazza anni fa nei confronti di un uomo molto più grande di lei. La ragazza provata per la domanda ha risposto: “Era il mio fidanzato” negando categoricamente la presenza di una denuncia. 

 

 

Paolo Villaggio pensa che il teatro sia «un dormitorio per povere vecchie», un posto dove di giovani non se ne incontrano. Lo ha dichiarato in un’intervista ad Anna Bandettini sul La Repubblica di oggi. Parlando del suo nuovo spettacolo “La corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca”, del film di Antonio Albanese in cui interpreta un politico pazzo e di un nuovo libro consacrato a Fantozzi, l’attore genovese ha proposto anche la sua idea di teatro. Che sia una provocazione è fuori di dubbio, direi. Ma ritengo vada accolta come occasione di riflessione, perché in fondo interpreta, come spesso il ragionier Ugo, il punto di vista della gente normale. Un luogo comune nel quale si legge tutto il pregiudizio nei confronti del teatro come spettacolo “noioso”, fuori dai tempi.

Roberto Benigni lancia il sindaco di Firenze alle primarie del Pd e, lui gran conoscitore della Divina Commedia di Dante, caccia il presidente del Consiglio Mario Monti in purgatorio. Tutto questo, il comico toscano che è sempre stato collaterale alla sinistra, ha detto e fatto oggi a Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze. Dove il sindaco Matteo Renzi gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Il regista premio Oscar ne ha approfittato per incalzarlo sulle sue intenzioni, ventilate ma mai confermate, di correre alle primarie del Partito democratico. “Allora, Matteo come mai non hai ancora deciso? Tu ci devi svelare l’enigma, ci pensano tutti, anche Balotelli l’altro giorno di fronte alla porte della Spagna si è fermato e si è chiesto: ‘Ma Renzi si candida alle primarie?’ Che poi qui alle primarie c’è una fila enorme. Infatti questa sala si chiama dei cinquecento tanti quanti sono i candidati del Pd”. Poi, come tutti gli italiani (purtroppo) in questi tempi di crisi, ha dedicato un pensiero al premier Mario Monti: “Non me lo fate mettere all’inferno, mettiamolo in purgatorio. Sì, lo metterei in un Canto del Purgatorio”.

Paolo Villaggio pensa che il teatro sia «un dormitorio per povere vecchie», un posto dove di giovani non se ne incontrano. Lo ha dichiarato in un’intervista ad Anna Bandettini sul La Repubblica di oggi. Parlando del suo nuovo spettacolo “La corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca”, del film di Antonio Albanese in cui interpreta un politico pazzo e di un nuovo libro consacrato a Fantozzi, l’attore genovese ha proposto anche la sua idea di teatro. Che sia una provocazione è fuori di dubbio, direi. Ma ritengo vada accolta come occasione di riflessione, perché in fondo interpreta, come spesso il ragionier Ugo, il punto di vista della gente normale. Un luogo comune nel quale si legge tutto il pregiudizio nei confronti del teatro come spettacolo “noioso”, fuori dai tempi.

 

Nel decreto crescita c’è anche il “pacchetto giustizia”, che il ministro Paola Severino ha illustrato nella confernza stampa seguita al consiglio dei ministri. Il “filtro all’appello, in cui un giudice singolo valuta se un appello è palesemente inammissibile, è una ricetta abbastanza semplice, che coniuga la necessità di assicurare garanzie con quella di snellire i processi”. Lo dice il ministro Severino secondo la quale il provvedimento avrà la possibilità di incidere su una percentuale molto elevata di processi nel tempo. 

Processo d’appello  Nella bozza del decreto viene indicato come sei anni il limite massimo di durata di un processo tra primo grado, appello e Cassazione. Un’urgenza, quella di tagiare i tempi della giustizia, resa più stringenta dal richiamo del Consiglio d’Europa all’Italia. Oggi, 15 giugno, il ministro Severino ha spiegato che la legge sul rimborso per l’eccessiva durata dei processi verrà parametrata su una durata massima oltre la quale si dovrà rimborsare il cittadino, con quote altrettanto prestabilite, commisurate all’entità del ritardo accumulato dal procedimento.  Un solo giudice sarà preposto alla valutazione della durata del processo, ulteriore elemento, ha sottolineato il Guardasigilli, di celerità e contenimento delle spese. Sul ddl anticorruzione “sono stati fatti grandissimi passi avanti” e si tratta “comunque di un testo su cui si è lavorato molto”. Il ministro della Giustizia, Paola Severino, lo sottolinea replicando alle critiche sulla decisione del governo di porre la questione di fiducia. Il provvedimento ha avuto una lunga fase di dialogo nelle commissioni riunite – aggiunge – C’è stato un dibattito molto ampio e credo occorra avere memoria lunga sulla serie di tavoli che sono stati aperti sul provvedimento”.   Il “rispetto per il Parlamento c’è stato tutto e finchè è stato possibile andare avanti con il dialogo , senza che ci fossero nette contrapposizioni politiche, ho cercato di farlo”. La fiducia è arrivata come “unico strumento per portare avanti il provvedimento che tutti giudicano importante. Un mezzo anche costruttivo”. La novità sulla giustizia rigurda quindi i processi d’appello che non sarà cancellato, ma un giudice dovrà valutare l’ammissibilità e stabilire se vale la pena celebrarlo. 

Responsabilità civile “Il dibattito è appena iniziato. Vedremo che cosa succederà. E’ ancora presto per un provvedimento che non è ancora alla discussione parlamentare”. Così il ministro della Giustizia, Paola Severino, risponde ai giornalisti che le chiedono se si può escludere la fiducia alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati, inserita dalla Lega nella legge comunitaria ed ora all’esame del Senato.

 

 

Nel decreto sviluppo varato dal Consgilio dei Ministri, ha spiegato in conferenza stampa il ministro Corrado Passera, “c’è un capitolo sulla casa, sia per le famiglie che per le imprese che attendono il riavvio di medi cantieri e tutto ciò che vi è legato. Ci sarà la possibilità di dedurre il 50% delle spese sino a 96mila euro”. Passera ha sottolineato che “le deduzione varranno per i prossimi 12 mesi” e che “vengono proprogati di 6 mesi anche gli sgravi già previsti per dare “una forte incentivazione ad aprire i lavori in casa”.  

Bonus fiscale – Nel dettaglio, per rilanciare l’edilizia si punta a un bonus fiscale unico del 50 per cento. In particolare la detrazione Irpef per le ristrutturazioni sale dal 36 al 50% con tetto di 96mila euro (oggi è a 48mila) ma soltanto fino al 30 giugno 2013. Viene allineato al 50%, e sempre fino al 30 giugno 2013, anche il bonus per l’efficienza energetica: ma in questo caso si tratta di una proroga con penalizzazione perché lo sconto scende rispetto al 55% ceh sarà in vigore fino al 31 dicembre 2012.

Riqualificazione aree urbane – Viene inoltre istituita una cabina di regia nell’ambito del Piano nazionale per la città per la riqualificazione delle aree urbane, cui “è demandata la selezione degli interventi da realizzare, proposti dai comuni” quali incentivi e agevolazioni per promuovere attività formative, economiche e di efficientamento energetico”, ha spiegato il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli. E presso l’Agenzia del demanio, ha proseguito, “è stato istituito un Fondo immobiliare al quale saranno conferiti i beni immobili dello Stato, compresi quelli della Difesa, nonchè quelli dei Comuni e degli Enti locali.

Fondo crescita sostenibile – Infine Corrado Passera ha spiegato che sugli incentivi è stato fatto “un lavoro molto grosso: avevamo 43 leggi di incentivazione che sono state bloccate, interrotte, e sono state recuperate parecchie centinaia di milioni, oltre 2 miliardi per il Fondo per la crescita sostenibile”.

 

Parte il conto alla rovescia per il voto in Grecia. Gli operatori scommettono su azione concertata banche centrali. Occhio a dichiarazioni Draghi e mossa Bank of England. Buy sugli industruali: GRAFICO FTSE MIB. Spread sotto 460, euro stabile.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Quotidiani

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Tentata dal porno. L’indiscrezione sulla voglia di Nicole Minetti di abbandonare la politica per darsi ai film ad lato erotico era comparso su un femminile scatenando curiosità e polemiche. La bella consigliera, specializzata secondo alcune testimonianze in spogliarelli hard core per la gioia di Silvio Berlusconi, tanto da far definire le cene eleganti, una teste amica di Nicole, un “puttanaio”. La consigliera regionale per il Pdl in regione Lombardia, imputata nel processo Ruby bis dove oggi si parla proprio delle sue esibizioni, però ha smentito questa notizia: “balla falsa e inventata” parlando di una “quantità di notizie infamanti” che provocano “danni devastanti” alla sua persona.

Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, da oggi, è cittadino onorario. A stabilirlo una delibera di giunta, con la quale il sindaco Luigi de Magistris conferisce al presule lo status di napoletano. “Sono onorato e orgoglioso – commenta Sepe -. Napoli è una citta’ da amare e rispettare, a dispetto dei tanti torti subiti”. Essere cittadini di Napoli, spiega, significa “essere parte della sua storia”, nella quale “si entra da una sola porta: quella dell’umiltà”. Ma Napoli non è solo una città da amare. “La violenza camorristica, O’ sistema – attacca Sepe – è il drappo nero che sventola su rovine e sconfitte. Contro questo bubbone cancerogeno non ci stancheremo mai di lottare con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, con i quali vogliano issare le bandiere della nuova speranza di Napoli”. Infine, la piaga dell’occupazione che non c’è. “Napoli porta i segni dello sconvolgimento sociale causato dalla crisi e dal collasso del mondo del lavoro”, dice il cardinale. Che invita le istituzioni “a fare di più, per evitare pericolose conseguenze che si possono generare creando una situazione che potrebbe prima o poi esplodere”.

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