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Solo a me sembra il sintomo dell’alleanza tra potere civile e potere religioso il fatto che a Cevenini la Chiesa cattolica permetta il rito funebre religioso, lo stesso funerale che al cattolicissimo ma battagliero Piergiorgio Welby ha invece negato, così come lo nega a tutti i suicidi privi di fama?

Non vedo voci levarsi per denunciare quest’ipocrisia: segno che l’interiorizzazione della doppia morale, del triplo gioco e del privilegio è profondissima.

Avanti così, che il Medioevo è alle porte.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Oggi in due hanno deciso di farla finita perchè schiacciati da difficoltà economiche; uno nei pressi di Prato, l’altro nel napoletano. Entrambi erano uomini di mezza età.

Il primo caso è quello di Arcangelo Arpino, 63 anni residente a Vico Equense, un imprenditore edile del napoletano che si è sparato un colpo alla tempia per problemi economici. Ha scelto come luogo del suicidio il parcheggio del santuario della Madonna di Pompei. Ha lasciato, per spiegare il suo gesto, due lettere, di cui una di scuse ai familiari e un’altra in cui racconta le pesanti conseguenze della crisi economica in atto e in particolare le difficoltà legate ad alcune cartelle notificategli da Equitalia. L’uomo si è ucciso alle tre di questo pomeriggio; inutili i tentativi di salvarlo da parte dei medici dell’ospedale di Castellammare di Stabia.

Un certo Riccardo, che gli investigatori individuano in Riccardo Bossi, scrive al tesoriere della Lega nord Francesco Belsito per comunicare “i pagamenti a cui devo fare fronte al 31 gennaio 2011″. Cifre per diverse migliaia di euro, ma il figlio primogenito del Senatùr non risulta avere alcun incarico nel partito.

“Caro Francesco, ti elenco i pagamenti a cui devo fare fronte al 31 gennaio 2011″, e’ l’incipit del documento trovato dagli inquirenti nella cassaforte romana di Belsito –  indagato per truffa aggravata e appropriazione indebita nell’ambito dell’indagine sui fondi del partito – vicino all’ormai famosa cartellina intestata a “The Family”. L’elenco comprende “981 euro relativi all’ultimo pagamento per il noleggio della Clio”, e la richiesta di “saldare in contanti le multe arrivate ad oggi” per 1.857 euro.

“Il Capo aveva capito tutto e mi diceva di voler cacciare Belsito già nell’estate 2010, ma non poteva perché il tesoriere se ne fregava avendo il sostegno di Rosi Mauro e soprattutto di Manuela Marrone”. La saga familiare di casa Bossi che ha portato alla distruzione della Lega ha avuto un testimone: Oscar Morando. “Era facile comprendere quanto poi è successo, io mi ci sono trovato in mezzo e anche io sono rimasto travolto dal loro sistema: quando non sono più stato utile mi hanno cacciato a pedate, fregandosene di me e della mia famiglia”. Morando è stato reclutato da Rosi Mauro ben distante dal partito: viveva a Tenerife e non aveva avuto mai alcun contatto con la Lega. Assunto come autista per Umberto Bossi, dopo pochi mesi si è dovuto prendere cura di Renzo. “Un badante, mi definisco il suo giocattolo, così mi hanno trattato”.

Ben Casnocha

L’incontro è a chiusura della settimana Tech Week, nel contest VULCANICA-MENTE – dal Talento all’Impresaè una business plan competition tra idee innovative di impresa, da trasformare in Start Up, promosse ed elaborate da studenti, laureandi, laureati, ricercatori, docenti o neo-imprenditori e aspiranti imprenditori. L’obiettivo della competizione è sostenere idee di impresa innovative ed originali, attraverso un percorso selettivo che offre a tutti i partecipanti occasioni di formazione, opportunità di contatti professionali e incontri di divulgazione della cultura d’impresa.

Alex Giordano

Sacha Baron Cohen, l’attore e comico britannico celebre per Borat e Ali G, lancia il suo nuovo film. E chi sceglie per promuovere la pellicola The Dictator? Silvio Berlusconi. L’ultima campagna pubblicitaria dell’eclettico artista vede infatti l’attore nei panni del suo personaggio Aladeen (una sorta di Gheddafi) in foto scattate in un bunga bunga del 2008. Presente, ovviamente, Berlusconi. Ma alla festa, nell’immaginazione di Baron Cohen, c’era anche il defunto dittatore nordocoreano, Kim Jong Il, legato in posa sadomaso.


pubblicato da Libero Quotidiano

Cav e bunga bunga nello spot dell’ultimo film

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Quotidiani

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Sul Progetto “Alta Velocità” Torino-Lione (uso le virgolette, perché vedremo che è una definizione impropria), il Governo ha recentemente emesso un documento in risposta a quello diffuso dai tecnici della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone (CMVSS).

Pare quindi che, obtorto collo, il Governo stia entrando nell’ottica di considerare le tantissime obiezioni che da anni vengono sollevate. Non ancora del tutto, però, dato che gli inviti all’importante Convegno svoltosi al Politecnico di Torino su “TAV Torino-Lione. Quali opportunità e criticità?” ad esponenti del Governo sono andati deserti, salvo poi lamentarsi da parte di questi ultimi che il Convegno risultasse “sbilanciato”. Le molte presentazioni e video degli interventi sono tutte disponibili sul sito.

Da una parte una riflessione sulla necessità di una trasformazione del centrosinistra, dall’altra l’assicurazione che una nuova classe dirigente già c’è. Così Pippo Civati lancia il guanto di sfida a Paolo Flores D’Arcais: confrontiamoci, chiariamoci fino a mandarci a quel Paese, se serve. L’esponente dei cosiddetti “trentenni” del Partito Democratico, citato in un articolo sulla prima pagina del Fatto Quotidiano e poi ripreso nel blog del Fatto.it, risponde a sua volta dal suo blog. 

“Mi dissocio completamente da quel diploma”. Così Renzo Bossi commenta all’Ansa la vicenda della laurea ottenuta all’Università Kristal di Tirana, emersa dall’inchiesta sui fondi della Lega nord. “Non sono mai stato in Albania, non parlo l’albanese, non ho mai vantato titoli accademici e non sono mai stato a conoscenza di quel documento datato 2010”, ha affermato il figlio del fondatore del Carroccio. 

Il diploma a lui intestato è stato rinvenuto dagli inquirenti nell’ormai famosa cartellina intestata a The Family, nella disponibilità dell’ex amministratore del partito Francesco Belsito (qui il documento integrale)

“Grazie mille per tutto quello che stai facendo e sono a tua completa disposizione per ogni approfondimento che ritieni necessario”. Si conclude così una lettera datata 31 gennaio 2011 inviata da Riccardo Bossi, uno dei figli del fondatore della Lega Nord, a Francesco Belsito. La missiva è stata trovata dagli investigatori nella cassaforte dell’ex tesoriere del Carroccio, indagato per truffa aggravata e appropriazione indebita nell’ambito dell’indagine sui fondi del partito.

Le multe – “Caro Francesco, ti elenco i pagamenti a cui devo fare fronte al 31 gennaio 2011”, è l’incipit della lettera che poi prosegue con l’elenco dei pagamenti richiesti dal giovane Bossi a Belsito: 981 euro relativi all’ultimo pagamento per il noleggio della Clio; si fa poi riferimento a “saldare in contanti le multe arrivate ad oggi” e quantificate in 1.857 euro. 

“Un vecchio problema” – Poi, Riccardo Bossi cita un pagamento non meglio specificato per il noleggio di un’auto e un altro pagamento di 12.625 euro (indicato come ‘5.175 + 7.450′) per il noleggio di un’auto fino a febbraio 2011. E ancora si parla di “saldare un lavoro in carrozzeria” per 3.900 euro e “rate di leasing assicurazione” per 2.589 euro. Infine, un misterioso riferimento alla definizione di un “vecchio problema a base blu”. Il sospetto degli inquirenti è che questi pagamenti siano stati effettuati con i soldi ottenuti dalla Lega a titolo di rimborso elettorale. 

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