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Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Si è inaugurata ieri presso il Cellaio del Real Bosco di Capodimonte la mostra “Tópoi. Gioielli in porcellana, artigianato, moda e design”.
Tradizione e innovazione si fondono nei pregiati gioielli disegnati da Valter De Luca e realizzati rigorosamente a mano dai maestri ceramisti Armando Del Giudice, Rocco Rossi, Ferdinando Serafino e Antonio Viscusi con la collaborazione degli allievi dell’istituto Castelli e il prezioso aiuto di Sandra Dipinto. La tradizione è quella rappresentata dalla ceramica di Capodimonte resa attuale attraverso l’inserimento di materiali contemporanei, dal pvc al neoprene, dai tubi in rame a scampoli di tessuti.
Alla base di questa operazione vi è la volontà, come dichiarato da De Bartolomeis, dirigente dell’istituto Castelli, “di rilanciare la real manifattura di Capodimonte e quindi l’intera filiera produttiva”.
Il titolo della mostra anche se rimanda aI tópoi, ai luoghi comuni, al tempo stesso li smentisce: se, infatti, è un luogo comune quello di vedere i gioielli realizzati con materiali tradizionali, in questo caso si vuole raccontare una relazione insolita quella tra la porcellana e i gioielli, apparentemente distanti. La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte e mira come sottolineato dal direttore Sylvain Bellenger “a celebrare una tradizione e parlare di una rinascita quella dell’istituto Castelli e a riportare la porcellana ai suoi massimi splendori”.
La mostra sarà visitabile da venerdì 23 a domenica 25 febbraio, dalle ore 10.00 alle ore 15.00, e inaugura solo il primo dei tanti appuntamententi pesanti per questo nuovo anno.

Chi è Sofia Goggia, l’oro olimpico in discesa: «Esagero e tiro sempre al massimo»

Il ritratto della bergamasca tra goggiate, quattro drammatici infortuni, il cane Belle, l’amicizia con la campionessa uscente Gisin e la palestra dell’altra campionessa Michela Moioli

tovato su: Il Corriere della Sera

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Sace, che insieme a Simest costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del gruppo Cdp, ha assicurato un finanziamento da 1 milione di euro erogato dal gruppo Bancario Crédit Agricole Italia e destinato a supportare la crescita sui mercati internazionali del Lanificio Carlo Barbera, pmi appartenente al gruppo Kiton specializzata nella produzione di tessuti di alta qualità. Le stoffe prodotte dall’azienda, acquisita da Kiton nel 2010, sono destinate ad alcuni tra i più importanti brand di moda maschile a livello mondiale. L’azienda campana negli anni passati si è anche avvalsa del supporto di Simest per l’apertura di alcuni negozi monomarca in Corea del Sud. “Gli investimenti in atto sulla nostra società controllata Lanificio Carlo Barbera – sottolinea Maria Giovanna Paone, Ad della Ciro Paone – rappresentano una efficace integrazione a monte della nostra filiera produttiva. È stata una bella operazione imprenditoriale aver acquisito nel nostro gruppo uno storico fornitore di tessuti. Dai telai del Lanificio Carlo Barbera oggi si producono i tessuti che daranno forma ai prestigiosi abiti Kiton”. “Affiancare un’azienda storica come Kiton conferma l’impegno di Sace Simest verso un’imprenditoria di qualità che rende famoso il Made in Italy nel mondo – rileva Simonetta Acri, Chief Sales Officer di Sace -. Solo in Campania, attraverso l’ufficio di Napoli, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione serve più di mille aziende e, solo nel primo semestre del 2017, ha mobilitato risorse a supporto dello sviluppo internazionale delle imprese campane per oltre 400 milioni di euro. Siamo pronti a sostenere molte altre aziende che vogliono seguire il percorso tracciato da Kiton”.
Crédit Agricole, commenta Alessio Foletti, Responsabile della Direzione Banca d’Impresa del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, “si è imposta negli ultimi anni come partner privilegiato di aziende di assoluta eccellenza con ampia vocazione all’internazionalizzazione. La creatività, tipica delle aziende del settore moda come Kiton, rappresenta uno dei principali driver per la crescita del tessuto economico italiano. Il nostro Gruppo conferma la forte attenzione verso le imprese che vogliono intraprendere piani di espansione economica su nuovi mercati, anche attraverso lo sviluppo di prodotti e processi innovativi”, aggiunge. Ciro Paone, fondatore di Kiton, produce dal 1958 abbigliamento e accessori di alta qualità con l’obiettivo di portare nel mondo i valori dell’eleganza e del bel vestire tipici della tradizione europea. Per mantenere viva la grande tradizione sartoriale napoletana, nel 2001, Ciro Paone ha creato una scuola di alta sartoria in cui formare giovani sarti e favorire il ricambio generazionale interno all’azienda dove attualmente sono impiegati circa 500 sarti di comprovata professionalità. Oggi Kiton è una realtà aziendale affermata in cui lavorano oltre 800 persone, che conta più di 50 monomarca in 15 paesi diversi e con un programma molto di nuove aperture molto ambizioso per i prossimi anni. La Campania si conferma la prima regione per export nel meridione. Dopo un buon 2015 (+2,5%) e l’ottimo 2016 (+3,8%, risultato più del triplo rispetto alla performance complessiva nazionale), nei primi 9 mesi del 2017 le esportazioni regionali hanno registrato un incremento del 2,1%.

«Signor Embraco,  venga a casa mia: vorrei provasse  lei a vivere senza un futuro»

Un’operaia scrive all’amministratore dell’azienda che vuole licenziare 500 dipendenti. «Ho 47 anni, ma davvero devo essere trattata così dopo tutto questo lavorare per voi?»

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Vista dall’Italia, l’inizio della “correzione” dei mercati finanziari registrato un paio di settimane fa alla borsa newyorkese di Wall Street sembra quasi un episodio di poco conto, già superato: tutta l’attenzione degli italiani è attualmente “sequestrata” dalla martellante propaganda per le prossime elezioni politiche di fine legislatura. Chi però sa decifrare i messaggi “criptati” di Wall Street capisce subito che certi segnali non sono da prendere alla leggera. Essi ci avvisano infatti che una burrasca finanziaria è in arrivo.

“Lame, lampi, luci intermittenti. Folgorazioni.
Si presentano programmaticamente così queste emersioni di Carolina Cigala.
Tutte sfide sonore e visive, esercizi sensoriali, rammemorazioni frammentarie e disordinate, che possono trovare ordine solo in una serie numerica aperta all’infinito”. E’ così che apre la prefazione di Emersioni, la nuova creatura poetica di Carolina Cigala, curata da Giancarlo Montedoro.
La prima presentazione di Emersioni, raccolta di poesie, è in programma venerdì 23 alle ore 16 e 30 presso l’Istituto degli Studi Filosofici.
Ne parleranno con l’autrice Carolina Cigala, Sergio Fermariello e Carmela Vargas, moderati da Francesco Lucrezi.
La poesia di qualità di questi tempi aridi è un bene raro e prezioso, balsamo per gli animi.
Perciò Emersioni è un appuntamento e un’opera profonda da non perdere.
Si riporta la emersione numero 23, riportata nella quarta di copertina oltre che all’interno del testo, solo per darne un assaggio:
“Tempo,
svuota la tua corsa
una porta spalancata
Oceano, resta un istante
insolente
ha le ali!”

L’anziano aggredito  da 5 minori: «Hanno ferito la mia dignità»

Pistoia, il video diffuso dalla baby gang. Un coetaneo lo vede e fa denuncia

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È ormai risaputo che l’utilizzo del telefonino mentre si è alla guida è uno dei principali fattori di rischio per gli incidenti stradali ed è pertanto vietato dal codice della strada. Presto questa cattiva abitudine potrebbe incidere pure sul premio della polizza Rc auto: infatti la compagnia assicurativa statunitense Allstate ha avviato la sperimentazione di una tecnologia che potrebbe consentire di capire se il conducente di una vettura sta usando lo smartphone in maniera impropria. L’obiettivo è premiare gli automobilisti che rispettano la legge e punire quelli che si lasciano distrarre dal cellulare.

Il prof picchiato dai familiari dell’alunno  «La scuola punisce me»

Treviso, docente contro la preside. Che replica: è un atto dovuto

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Pyeongchang, 21 feb. (AdnKronos) – (Dall’inviato Andrea Pinchi) – Un soldato gonfia il petto, si esibisce in un saluto militare e da un binocolo scruta dall’altra parte della montagna, dove un altro soldato fa da vedetta imbracciando un fucile. Sembra un vecchio film sulla guerra fredda, invece è la realtà che ancora oggi si respira al confine tra le due Coree, una terra di nessuno che taglia in due il Paese lungo il 38° parallelo.

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