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“Noi non abbiamo potuto far altro che mantenere la nostra posizione da parte nostra non sono mai stati messi dei veti nei confronti di nessuno quindi dei veti che sono venuti a noi”. Lo dice il leader di Fi Silvio Berlusconi, al termine dell’incontro con la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. “Dovevo andare domani in Molise, la presidente ci ha pregato di essere ancora disponibili per un incontro perché probabilmente effettuerà un secondo giro di consultazioni. Mi sono dichiarato assolutamente a disposizione”. Lo dice il leader di FI Silvio Berlusconi, al termine dell’incontro con la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

Quando i gentili amici della redazione mi hanno contattato, proponendomi come spunto “cosa ne pensi della Casellati premier” la prima reazione è stato l’incipit immortale della Terza notte di Valpurga. Non mi viene in mente niente. Certo lei non è Hitler, io non sono Kraus e questa non è la Germania del 33. Ma in queste settimane ho molto apprezzato il non essere più obbligato per mestiere al commento dello spettacolo politico. Così simile alle acrobazie delle pulci invisibili di Chaplin Calvero. Basta non crederci e tutto il movimento di questi giorni si fissa immobile in un dagherrotipo sbiadito.

Quando l’artista chiede di poter curare l’allestimento della propria mostra, già capisci che c’è un problema. Forse l’intesa tra curatore ed artista, o forse tra curatore e direttore del luogo dell’esposizione. Di fatto è un esplicito non riconoscimento da parte dell’artista della capacità interpretativa di chi deve curarne l’esposizione: grave, anzi superlativo assoluto: gravissimo. Può capitare che un artista dalla produzione “oltre” chieda di interloquire con l’allestitore e voglia guidarne personalmente l’opera. Normale, accettabile. Più grave, senza possibilità d’appello, è quando l’artista decide di gestire da solo l’esposizione. Che succede, non si fida? Ha bisogno d’altro per guadagnare credibilità? Sente di non avere altro interprete delle proprie emozioni che se stesso? Si accomodi. La mostra al Museo Filangieri dell’opera di Claudio Massini è la materializzazione di quanto appena illustrato.
Un museo piccolo ma travolgente, dove ogni metro è un respiro d’arte, dove arti applicate, scultura, pittura e conservazione di libri antichi sono la materializzazione del sogno d’esposizione del suo fondatore. Tanto, tantissimo è esposto e tanto di più andò distrutto durante la guerra. Quand’è destino: le opere d’arte più preziose furono portate via dal museo per paura dei bombardamenti, e da un bombardamento sul luogo del loro rifugio furono distrutte. Amen. Il patrimonio artistico è ancora notevole e si lascia guardare in un ambiente che sembra la quadreria privata messa a disposizione dal vecchio nobiluomo. E tra armature corazze ed oggetti interessanti spuntano oggi, una serie di tavole rettangolari, alte, dipinte con innegabili tratti e soggetti moderni. Difficile stabilire quale delle due tipologie sia meno ospitale nei confronti dell’altra. Invano si cerca un legame tra di esse o anche solo un motivo di contrapposizione. Che ci fanno tutte insieme? Qual è il territorio del colloquio? Saranno invenzioni complesse, quelle di Massini, saranno pure allusioni criptiche. Non hanno trovato di certo però una collocazione ottimale. Al primo piano, come punto focale del salone rettangolare, altre tavole di ques’artista contemporaneo: ignota la ratio di questa sistemazione. Collocare opere contemporanee in un tale scrigno d’arte antica è obbiettivamente un operazione complessa, non impossibile, però. L’importante è trovare un punto comune tra il nuovo inserimento e la vecchia consolidata esposizione.
Non è facile ma è possibile Il rapporto tra le opere nuove e quelle antiche trova sempre un territorio di scambio: dimensioni, luci, cornici. E se questo legame non esiste il contrasto deve essere sottolineato al massimo. Un insalatona d’arte con ingredienti sconnessi non riesce sempre ad emozionare il pubblico. Giorno feriale, temperatura mite, ” mari poco mossi” direbbe un bollettino meteo. Le premesse alla visita ci sono tutte. L’unico visitatore si aggira nell’ingresso cercando un nesso, qualsiasi cosa possa legare quelle opere alte e strette alle sculture, agli oggetti d’arte applicata (maioliche e porcellane, abiti, tessuti,
medaglie, armi ed armature) alla pinacoteca con dipinti che spaziano dal XVI al XVIII secolo e alla biblioteca. Come la mettiamo poi con le 3280 monete d’epoca, dalla dominazione bizantina a quelle coniate dalla Zecca di Napoli? Il risultato osservabile è purtroppo la solita “passeggiata” tra le opere, con l’evidente smarrimento di chi cerca un legame razionale oppure emotivo o ancora la semplice irrazionale emozione. Curare una mostra non è disporre opere alla bell’e meglio, non basta mettere al centro della sala un trittico di steli in modo che nessun visitatore possa non accorgersi dei dipinti. Non basta neanche la buona volontà dell’artista. Il mestiere di autore di opere e quello di allestitore sono profondamente diversi ed a loro volta non assomigliano a quello del gestore. Una buona esposizione è frutto del colloquio tra le diverse professionalità. Il risultato altrimenti diventa solo confusione che, se pur dettata da un pensiero corretto, non fa che rendere onore al detto:” la via dell’inferno è lastricata da buone intenzioni.

Il Crotone ferma la Juve: 1-1 Il Napoli vince e va a -4 Roma-Genoa 2-1|Classifica

I bianconeri in Calabria vanno in vantaggio con Alex Sandro ma non chiudono la partita e subiscono la rimonta con una super rovesciata del Nigeriano. Napoli vicino, domenica lo scontro diretto.

tovato su: Il Corriere della Sera

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Le schiere dei digitaliani di Cisco sono sempre più numerose e hanno raggiunto quota 100.000: tanti sono infatti gli studenti che si sono già formati negli ultimi 26 mesi, seguendo i corsi delle Cisco Networking Academy da quando, nel gennaio 2016 l’azienda ha lanciato in Italia il suo piano di investimenti triennale per accelerare la digitalizzazione del paese. Al momento del lancio Cisco si era posta l’obiettivo di rafforzare il programma in modo da raggiungere 100.000 nuovi studenti entro la fine del triennio. Il traguardo è stato superato con ben dieci mesi di anticipo, grazie alla stretta collaborazione con il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e all’impegno delle circa 400 Academy presenti sul territorio nazionale nel coinvolgere quanti più giovani possibile nelle attività di formazione. “Siamo veramente orgogliosi – dice Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia – di questo incredibile risultato, che dimostra come con uno sforzo congiunto da parte del mondo delle aziende e della formazione si possa creare un modello per offrire velocemente, su larga scala, la possibilità di acquisire le competenze digitali”.

Assistenza all’estero per i “cugini” dell’Alto Adige. L’ultima mossa dell’Austria in materia di rapporti con la nostra Regione autonoma a statuto speciale torna a riaccendere lo scontro con l’Italia. Il governo guidato dal 31enne Sebastian Kurz, sostenuto dai nazionalisti del Partito della Libertà, ha deciso di aprire le porte dei suoi consolati ai sudtirolesi di lingua tedesca e ladina. In caso di necessità mentre sono fuori dai confini nazionali, dunque, gli altoatesini potranno rivolgersi ad un consolato austriaco, anche se nel Paese in cui si trovano esiste una sede diplomatica dell’Italia. Potranno chiedere assistenza in caso di arresto, di grave incidente, malattia oppure morte.

Per il suo quarantesimo anniversario, Fondazione Ant lancia “Sprint4Ideas”, una competizione finalizzata a trovare soluzioni ad alto contenuto innovativo per migliorare ulteriormente il modello assistenziale con cui, dal 1978, porta cure specialistiche gratuite a casa dei pazienti oncologici. Una commissione di valutazione destinerà un contributo di 50.000 euro al primo classificato per la realizzazione del progetto, che dovrà puntare su umanizzazione delle cure e nuove tecnologie al servizio della persona.
La call prosegue il percorso avviato da Ant nel 2016 con Look of Life, il progetto che sperimenta l’utilizzo a domicilio di una tecnologia innovativa come la realtà immersiva a scopi terapeutici, al fine di ridurre l’impatto negativo che l’isolamento socio-sensoriale può avere sui pazienti oncologici. Con Sprint4Ideas, Ant si pone l’obiettivo di trovare risposte inesplorate ai bisogni concreti di pazienti oncologici assistiti a domicilio, delle loro famiglie e dello staff socio-sanitario attraverso tecnologie e servizi che possono spaziare da medical devices, software, presidi sanitari innovativi, progetti di virtual reality, innovazione di processo e sistemi di supporto ai caregiver fino a prodotti ancora inediti, non specificamente nati per l’assistenza domiciliare ma integrabili con essa. La call, sostenuta da Emil Banca, Igea Medical e Vivisol, apre oggi, 18 aprile, ed è rivolta a makers, innovatori, startup già avviate, piccole e medie imprese, laboratori di ricerca industriale e reti d’impresa costituite, in grado di cogliere un bisogno concreto legato alla quotidianità dei pazienti, dei loro familiari o di chi li assiste. Una commissione di valutazione selezionerà cinque finalisti che risponderanno alla chiamata e, sulla base di diversi criteri, deciderà come destinare il contributo economico disponibile. Inoltre, grazie alla collaborazione con Re’seau Entreprendre Italia, fino ad un massimo di tre neoimprese finaliste parteciperanno ad un percorso di accompagnamento offerto dalla stessa Re’seau Entreprendre Italia (www.reseau-entreprendre.org) attraverso la propria rete di associazioni territoriali. La premiazione si terrà in ottobre nell’ambito di Meet in Italy for Life Sciences a Opificio Golinelli. La modulistica per partecipare al bando è disponibile sul sito di Ant.

L’inversione a U che brucia decine di calendari e riporta tutti in mezzo alla Prima Repubblica è compiuta una volta per tutte. Dopo la legge elettorale proporzionale, dopo le maggioranze da cercare in Parlamento, dopo i giri di consultazione al ritmo di giostra, riecco perfino il “mandato esplorativo“, che riporta ai volti di Spadolini, Nilde Iotti, Pertini, addirittura di Marzagora. Il presidente Sergio Mattarella è costretto a prendere questa prima strada per mettere i partiti di fronte al risultato delle loro trattative: zero. Uno strumento – quello dell’esploratore – che ha fatto parte del bagaglio di molti suoi predecessori (da Giovanni Gronchi a Giorgio Napolitano), ma che il capo dello Stato ora usa in modo inedito, indicando – quasi con mappa alla mano – il margine d’azione all’incaricata, cioè verificare se ci sono possibilità di avviare davvero un dialogo tra i partiti del centrodestra e il Movimento Cinque Stelle. Tutti gli altri – è l’implicito – in questa fase sono esclusi dai giochi.

L’accademia nazionale dei Sartori organizza anche quest’anno l’ambito concorso “Forbici d’oro” nell’edizione regionale per la Campania, dedicato ai giovani che si affacciano al mestiere sartoriale. Una vetrina importante ed imprescindibile per una generazioni di fashion designer che oltre alla grande passione per questa antica arte, uniscono anche estro e creatività. Il prestigioso evento si terrà i prossimi 19 e 20 Aprile a partire dalle ore 9.30 nella suggestiva cornice della Camera di Commercio di Napoli. Nel detteglio: il giorno 19 Aprile è dedicato al vero e proprio concorso con la creazione di modelli di alta moda; mentre il giorno 20 Aprile sarà dedicato alla premiazione dei vincitori alla presenza del presidente nazionale dell’Accademia Ilario Piscioneri. I giovani che risulteranno premiati parteciperanno alla selezione nazionale a Roma. “Negli ultimi tre anni – ha sottolineato il delegato regionale dell’Accademia, Raffaele Antonelli – i vincitori nazionali sono stati giovani campani che lavorano in bottega presso maestri sartori napoletani”. Alla manifestazione del giorno 19 Aprile, oltre alla presenza del presidente nazionale dell’Accademia dei Sartori, è prevista la visita dell’Assessore regionale al Lavoro e Risorse Umane Sonia Palmeri, e del presidente nazionale di Unimpresa, Giovanna Ferrara.

Sono emerse due reti da letto, una transenna ancora in buono stato, qualche bottiglia, e qualche moneta dal fondale della Pescheria Grande, la vasca ubicata nel Parco della Reggia di Caserta, che questa mattina è stata oggetto di un’esercitazione dei sub della Protezione Civile Regionale che, dotati di telecamere, hanno setacciato il fondo rinvenendo rifiuti che stazionavano lì da anni. Il test, realizzato in collaborazione con il Comitato di coordinamento dei servizi di volontariato internazionale, distintosi nelle aree allagate dagli ultimi eventi emergenziali alluvionali, è stato organizzato per sperimentare l’efficacia del nuovo battello anfibio ricevuto dalla Regione Campania. L’imbarcazione utilizzata ha raggiunto anche l’isolotto che accentra la Peschiera, con tanto di idrojet azionato ad ossigenare l’acqua dell’invaso a beneficio della fauna acquatica. “Sull’isolotto erano ancora in buona condizione i due casotti utilizzati due secoli fa dai re borbonici per le loro battaglia navali” spiega il funzionario addetto al Parco Leonardo Ancona; “le strutture sono state utilizzate dagli animali, in particolare dai cigni, che però ora non ci sono più”.

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