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Enrico Letta dovrà riferire sul caso Datagate. Settimana prossima, infatti, il presidente del Consiglio sarà ascoltato in audizione al Copasir in merito alla rete di intercettazioni che la Nsa americana ha allestito anche nel nostro Paese. Secondo il sito Cryptome, nel giro di un solo mese, in Italia sono state controllate 46 milioni di telefonate. La notizia arriva nel giorno in cui è intervenuto sul caso anche Marco Minniti, sottosegretario con delega ai servizi segreti. ”Garantisco sulla correttezza, lealtà e funzione positiva dell’intelligence italiana”, ha detto il sottosegretario. “Non abbiamo da nascondere le mani nella marmellata”.

Minniti era già stata ascoltato dal Copasir: davanti al comitato, aveva escluso che “i servizi sapessero della raccolta dati degli Usa sulle comunicazioni italiane”. Cinque giorni dopo, il sottosegretario è tornato sul tema. ”Abbiamo chiesto per tempo ai nostri alleati americani come stanno le cose ed abbiamo anche un’autonoma capacità di verifica di quello che ci viene detto”, ha spiegato durante la presentazione di Gnosis, la rivista dei servizi segreti. “L’intelligence non può essere una foresta in cui tutto è permesso e non è vero che il fine giustifica i mezzi: se i mezzi non sono corretti anche il fine viene inficiato”. Dal caso Datagate emergerebbe una “gigantesca questione del rapporto tra sicurezza e privacy, anche se io preferisco usare il termine libertà”. Per il sottosegretario, si tratta di “un problema che riguarda l’intelligence Usa ed il rapporto tra questo mondo e l’Europa”: ”E’ un momento molto difficile per l’intelligence, senza precedenti”.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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