Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Silvio Berlusconi lo ripete per la seconda volta: “Non lascerò il Senato prima del voto di domani”. Il voto in questione è quello sulla sua decadenza da senatore. Fisicamente il Cavaliere non sarà presente: troppo umiliante la possibilità che il presidente Grasso chieda ai commessi di accompagnarlo alla porta. Assente quindi, ma combattivo. E soprattutto convinto di poter realmente far riaprire il processo Mediaset, costatogli quattro anni di condanna definitiva per frode fiscale. “Verrà presentato il ricorso non appena avremo tutte le testimonianze che sono state annunciate”, ha detto Berlusconi durante La telefonata trasmessa da Canale 5, riferendosi a quanto già anticipato ieri in conferenza stampa sull’esistenza di sette nuovi testimoni. Testimoni che però sono già stati contraddetti in partenza dalle carte del processo

Boccia (Pd) “Mi aspetto revisione del processo” – “A tendere la mano a Berlusconi per un rinvio del voto sulla decadenza alla luce delle nuove rivelazioni provenienti dagli Usa, era stato ieri Pier Ferdinando Casini che aveva chiesto una pregiudiziale per “congelare” la votazione. Ora, ad aprire uno spiraglio è il deputato Pd Francesco Boccia a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24: “Se fosse così mi aspetto una revisione del processo come per qualsiasi altro cittadino – ha spiegato a proposito delle nuove carte sulla condanna di Berlusconi – In un Paese normale si sarebbe aspettata la delibera della Corte sull’interpretazione della legge Severino“.

Voto decadenza alle 19 del 27 novembre – Domani alle 19 inizieranno le votazioni dell’Assemblea di palazzo Madama, sugli ordini del giorno relativi alla decadenza di Silvio Berlusconi. Il presidente del Senato Pietro Grasso, intervenendo in assemblea, annuncia che si terrà una seduta unica (tra le 14 e le 15 è stata fissata la sospensione). A partire dalle 19 verranno votati gli ordini del giorno alla relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla decadenza si Silvio Berlusconi da senatore. Secondo quanto stabilisce il regolamento di palazzo Madama non sarà votata la relazione, ma saranno le votazioni sugli odg a stabilire la decadenza o meno di Berlusconi dalla carica di senatore. L’assemblea, si legge nel regolamento del Senato, “discute e delibera sulle proposte della giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari” riguardanti le proposte di “sopravvenuta incompatibilità” della carica di senatore. Fino alla chiusura della discussione in Assemblea, almeno venti senatori possono formulare proposte in difformità dalle conclusioni della giunta, mediante la presentazione di ordini del giorno motivati, “in mancanza dei quali l’assemblea non procede a votazioni, intendendosi senz’altro approvate le conclusioni della giunta”.

Passaporto russo? “Pure fantasie” – Intanto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha definito ”pure fantasie” le voci diffuse nei giorni scorsi dalla stampa italiana secondo cui Vladimir Putin avrebbe voluto concedere un passaporto russo all’amico Berlusconi rimasto senza quello italiano dopo la condanna Mediaset. Ieri era stato lo stesso Berlusconi a smentire l’eventualità: “E’ un’ipotesi che non ho mai considerato, desidero che la mia innocenza venga fuori a tutto tondo. Io sono italiano al cento per cento e non prevedo scappatoie straniere. Nessuna offerta di passaporto, nemmeno per sogno né dalla Russia né da altri Paesi”. 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Rispondi

Archivi