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Forza Italia vota no alla fiducia, vota no alla legge di Stabilità e di fatto – per la prima volta dalla nascita del governo Letta – sarà all’opposizione dell’esecutivo delle larghe intese. E’ evidente che la manovra finanziaria non è certo la questione su cui si fonda la decisione di Silvio Berlusconi e dei suoi. Lo conferma Angelino Alfano: “Avevamo visto giusto, avevamo visto lontano  – dice il leader del Nuovo Centrodestra – Sapevamo che sarebbe finita così e adesso siamo alla cronaca di un esito ampiamente annunciato. Tutto nasce anche dal fatto che c’è stata questa determinazione nel far sì che il voto sulla decadenza di Berlusconi avvenisse il 27 novembre”. Ma la legge di Stabilità, dice, “è una scusa”. Ma lo ammette anche lo stesso capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani: “Tutto nasce anche dal fatto che c’è stata questa determinazione nel far sì che il voto sulla decadenza di Berlusconi avvenisse il 27 novembre”.

Della decisione sono stati messi a parte sia il presidente del Consiglio Enrico Letta sia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I due comunque si sono già visti al Quirinale e il capo dello Stato ha sottolineato come la verifica sulla tenuta del governo avverrà a breve. Il governo ha infatti posto la questione di fiducia sul maxi-emendamento presentato a Palazzo Madama.

Ora il punto è che la maggioranza per Letta vive sul filo. Letta conta – sulla carta – su 6 voti di scarto. Il Senato, dopo l’addio di Forza Italia, diventa un posto insidioso per il governo. La maggioranza c’è, ma da oggi è vietato assentarsi o distrarsi nelle votazioni, anche se c’è sempre il salvagente dei senatori a vita nominati la scorsa estate da Napolitano. Complessivamente Letta perde 71 voti al Senato (i 62 di Forza Italia e 9 di Gal) e 67 alla Camera. Per effetto dello strappo di Berlusconi ora il governo ha a Palazzo Madama 167 voti, solo sei in più della maggioranza assoluta (161 voti). Un po’ meglio andrebbe se non solo Mario Monti ma anche tutti gli altri 5 senatori a vita votassero in massa in favore del governo: ma Carlo Azeglio Ciampi e Claudio Abbado non ci saranno per motivi di salute, mentre i restanti tre (Renzo Piano, Carlo Rubbia e Elena Cattaneo) finora si sono visti poco e non è detto che diventino improvvisamente assidui del Senato.

Comunque sia, da oggi Letta può contare su 107 senatori Pd (sarebbero 108 ma Pietro Grasso, in quanto presidente del Senato, per prassi non vota), 30 del Nuovo centrodestra (i 29 componenti del gruppo al quale va aggiunto il senatore alfaniano Luigi Compagna, formalmente ancora con Gal), 20 di Scelta Civica, 10 delle Autonomie. Il totale fa 167. Contro il governo, invece, ci sono 148 senatori, così suddivisi: 62 di Forza Italia, 50 del Movimento 5 Stelle, 9 di Gal, 7 di Sel e 4 ex M5s. A completare il plenum i senatori a vita e Forza Italia (con Elvira Savino) già polemizza: “ormai quello di Letta è a tutti gli effetti un governo di centrosinistra, sia per le politiche che sta portando avanti, sia per la sua composizione. In più, visti i numeri risicati che ha la sua maggioranza in Senato, assomiglia molto all’ultimo governo Prodi“.

A prova di bomba, invece, la situazione della Camera. A Montecitorio la maggioranza può contare su 386 voti (70 in più di quella assoluta che quota a 316), l’opposizione si ferma a 243. Per Letta ci sono 293 deputati Pd, 46 di Scelta Civica, 29 del nuovo centrodestra, 18 del gruppo misto (socialisti e centro democratico). Contro l’esecutivo, invece, 67 deputati di Forza Italia, 20 della Lega, 9 Fdi, 106 del M5s, 36 di Sel (non va conteggiata la Boldrini che in quanto presidente non vota) 4 del gruppo misto. Insomma, i problemi numerici non possono venire da Montecitorio.

Cronaca ora per ora

20.52 – Lanzillotta (Scelta Civica): “Ok fiducia, ma governo cambi passo”
“Oggi il nostro voto sarà favorevole perché ancora speriamo ci sia la possibilità che il Governo, anche in vista del semestre di presidenza europea, capisca che occorre un vero cambio di passo. E’ con questo auspicio che votiamo oggi la fiducia, convinti che la stabilità è un bene prezioso a patto che serva a portare il Paese fuori dalla crisi e non a narcotizzarlo facendolo affondare lentamente. E’ con questo obiettivo che da domani chiederemo al Governo risposte chiare e concrete”. È quanto ha dichiarato la senatrice di Scelta Civica, Linda Lanzillotta intervenendo in aula sul ddl stabilità.

20.42 – Brunetta e Romani (Fi) insistono: “Serve un voto di fiducia ad hoc”
“Ci permettiamo di dissentire dallanota del Quirinale, diffusa dopo l’incontro tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Dopo la decisione di Forza Italia di uscire dalla maggioranza, il tema che si pone è tutto politico. Con oggi è finito il governo delle larghe intese e con esso la piattaforma politico-programmatica che aveva portato alla formazione di questo esecutivo di responsabilità, di pacificazione, e di servizio”. E’ quanto affermano i capogruppo di Camera e Senato di Forza Italia, Renato Brunetta e Paolo Romani.

20.29 – Crosetto (Fdi): “Il governo mortifica la democrazia”
“Il Governo presenta il maxi-emendamento e dà mezz’ora alla commissione Bilancio per poterne verificare i contenuti e la relazione tecnica per poi porre immediatamente la fiducia. E’ un’ennesima inaccettabile mortificazione della democrazia che rende impossibile ed inutile la rappresentanza dell’opposizione nel Parlamento e rischia di sancire solo l’inutilità del Parlamento stesso”. Lo dichiara Guido Crosetto, coordinatore di Fratelli d’Italia. 

20.08 – Legge di Stabilità, domattina presto il voto finale del Senato
Slitterà a domani mattina presto il voto finale del Senato sui provvedimenti di Bilancio dello Stato. Stasera verrà votata la fiducia sulla legge di stabilità, dopo di che sarà necessaria la riunione del COnsiglio dei ministri per approvare la Nota di variazione al Bilancio che recepisce le modifiche della legge di Stabilità sul Bilancio. Il Consiglio dei ministri è convocato domani mattina alle 8,30, dopo di che si riunirà di nuovo l’aula del Senato per il voto sulla Nota e sul Bilancio dello Stato.

20.02 – Legge di Stabilità, iniziata la discussione al Senato
E’ iniziata la discussione della legge di stabilità nell’Aula del Senato. La seduta è partita con oltre mezz’ora di ritardo.

20.01 – Legge di Stabilità, Franceschini: “Errori relazione tecnica saranno corretti”
“Il testo” del maxi-emendamento al disegno di legge di stabilità “è stato presentato con la fretta dell’aula che aspettava, ma non ha modificato il giudizio della commissione Bilancio. Le tabelle stanno arrivando e verranno corretti gli errori formali della relazione tecnica che c’è, è stata depositata ed è bollinata dalla Ragioneria generale dello Stato”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, intervenendo nell’aula del Senato. 

19.55 – Brunetta (Forza Italia) al Quirinale: “Fiducia sulla manovra non basta”
“Non basta il voto di fiducia che ilgoverno ha deciso di porre sulla legge di stabilità al Senato. Questo sarà, infatti, il voto su un singolo provvedimento e non sul governo”. Lo sostiene il capogruppo Fi alla Camera Renato Brunetta.

19.51 – Quirinale: “La verifica di Governo è con voto su legge di Stabilità”
‘La necessità di verificare la sussistenza di una maggioranza a sostegno dell’attuale governo sarà soddisfatta in brevissimo tempo durante la seduta in corso al Senato con la discussione e la votazione sulla già posta questione di fiducia”. Lo sottolinea una nota del Quirinale diffusa al termine di un incontro tra Napolitano e Letta.

19.41 – Con strappo di Forza Italia, maggioranza con soli 6 voti di scarto
Solo sei voti di scarto. Il Senato,dopo l’addio di Forza Italia a Letta, diventa un posto insidioso per il governo. La maggioranza c’è, ma da oggi è vietato assentarsi o distrarsi nelle votazioni, anche se c’è sempre il salvagente dei senatori a vita nominati la scorsa estate da Napolitano.

19.37 – Voto fiducia in Senato stanotte: domani bilancio
L’aula del Senato voterà nella notte la questione di fiducia posta dal Governo sul maxiemendamento al disegno di legge di stabilità. Domani mattina l’emiciclo di palazzo Madama sarà chiamato a votare la nota e il ddl di bilancio. 

 

19.04 – Romani: “Letta salga al Colle”
“Era doveroso che il presidente Napolitano conoscesse la nostra decisione di uscire dalla maggioranza. Mi auguro che Letta abbia la sensibilità di salire al Quirinale per trarre le conseguenze del nostro gesto”. Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani. 

18.06 – Bianconi (Forza Italia): “Napolitano si dimetta”
“Con il passaggio all’opposizione di Forza Italia, fallisce la teoria delle larghe intese per garantire la quale lo stesso Napolitano aveva a suo dire, obtorto collo, accettato la rielezione. Se non sbagliamo, lui stesso disse che non sarebbe stato nell’indesiderata carica un giorno di più se questa formula fosse fallita. La formula è fallita e dunque non c’e più un motivo al mondo perché Napolitano continui a sacrificarsi al Quirinale”. E’ quanto dichiara il deputato di Forza Italia, Maurizio Bianconi.

17.25 – Brunetta: “Forza Italia passa all’opposizione”
“Ritiriamo l’appoggio al Governo e passiamo all’opposizione. Questo non può non avere conseguenze sul quadro di governo e istituzionale”. Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, nel corso di una conferenza stampa in Senato sulla legge di stabilità. “Il nostro – ha aggiunto Brunetta – è un grande rammarico: le larghe intese erano nate per volontà del presidente Berlusconi”.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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