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“L’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano‘ è il necrologio dell’Idv o di Antonio Di Pietro, a seconda di come uno veda la cosa. Mi dispiace solo di aver perso gli ultimi due giorni a tentare di ricostruire il partito quando lui invece aveva già organizzato tutto, con gesto molto poco nobile, almeno a giudicare dall’intervista e da quanto detto da Grillo”. Il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi è netto: “Oggi l’Idv di Di Pietro è morta. Ha dato la colpa al partito dei fatti di ‘Report’ che invece riguardano lui”. E anche il senatore Francesco Pancho Pardi punta il dito contro l’ex pm di Mani Pulite affermando che è ora di cambiare leader. 

L’idv, dopo anche la bocciatura ricevuta in Sicilia, appare un partito in trasformazione, ma Donadi vuole salvare il patrimonio etico del movimento politico: ”Non so cosa ne pensi Antonio Di Pietro, ma, in un paese in cui la politica in larga parte sembra aver smarrito il senso della misura, della sobrietà, dell’etica civica, la presenza di un partito come Idv che mette la legalità, il rispetto delle regole e la giustizia sociale avanti a tutto è più che mai indispensabile. E proseguirà con l’orgoglio e la passione che mettono decine di migliaia di militanti, simpatizzanti e iscritti. Gli stessi che in questi anni hanno testimoniato la loro passione civile raccogliendo milioni di firme che, come dimostra l’esito dei referendum dello scorso anno, hanno contribuito a cambiare la storia di questo paese. Andremo avanti con chi continua a crederci. Certo l’immagine del partito è stata sporcata da alcuni fatti emersi in queste settimane, che hanno riguardato alcuni dirigenti. Ma Idv andrà avanti nell’unico modo possibile: facendo pulizia e guardando avanti con passione e orgoglio. A chi vuole dare una mano a Grillo o a rinchiudersi in un radicalismo senza futuro, sono convinto che Idv augurerà buona fortuna”. Per questo in programma c’è “un’assemblea di tutti i dirigenti e militanti di Italia dei Valori che stabilirà se IdV è morta come vuol far credere Di Pietro o se non è Di Pietro che cerca di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai suoi problemi”. Sull’avvicinamento di Di Pietro con il leader del Movimento 5 stelle Donadi commenta: “Mi sembra un’intesa premeditata... Auguro a Grillo di aver fatto la scelta giusta”.

Anche Pardi guarda avanti, a un futuro probabilmente senza l’attuale presidente. ”Mi sembra ora di cambiare leader de lpartito. Dopo le elezioni del 2013 probabilmente ci sarà un cambio e forse prima ci saranno altre sorprese. Basta con i parenti in politica – dice al programma radiofonico La Zanzara – sono contrario sia al cognato di Di Pietro sia al figlio, ma questo l’ho sempre detto a Tonino. Noi siamo diversi dagli altri e bisogna dimostrarlo coi fatti. E fu un errore mettere la moglie nell’associazione che controllava i soldi”. Di Pietro a Report ha fatto una figuraccia? chiedono i conduttori: “Beh, sì. La tv può essere crudele. Anche se sulle case aveva molte più ragioni di quelle che sono emerse. Ma Di Pietro non è stato efficace. E poi fino a un certo punto la gestione è stata molto personalistica, vedi la moglie”. Poi Pardi se la prende con Di Pietro per la vicenda di Maruccio, il consigliere regionale del Lazio indagato per peculato: “Un caso clamoroso di conflitto di interessi. Maruccio non può fare nello stesso tempo il legale del leader, il dirigente e il consigliere regionale. Una cosa che ci fa malissimo. Noi siamo quelli che lottano per ridurre i costi della politica e quelli del Lazio votano a favore dell’aumento…”. 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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