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Il leader del Movimento 5 Stelle è arrivato a sorpresa a Palazzo Madama per la visita che i parlamentari aspettavano da 0ltre due settimane. E le prime parole sono per commentare il rifiuto a presentarsi al Colle dopo l’invito del Presidente Giorgio Napolitano:  ”Non essere andati al Quirinale per discutere di legge elettorale “non è uno sgarbo. Non voglio che lo si veda cosi’. Con i giochi già fatti” bisognava “andare li a far cosa?” dice Grillo. Con Napolitano c’e’ un “rapporto che si e’ complicato” almeno per me. E della situazione del Pdl commenta soltanto: “Non ho parole..”.

La prima richiesta di un incontro con gli eletti del Movimento 5 Stelle era stata dopo le polemiche sull’emendamento presentato dai senatori Buccarella e Cioffi per l’abolizione del reato di immigrazione clandestina. In quell’occasione Beppe Grillo aveva sconfessato l’operato “indipendente” dei due eletti e scatenato una lunga serie di reazioni. Così l’assemblea di deputati e senatori aveva richiesto un incontro a Roma con il leader. Ma dall’invito alla pratica il passaggio è stato difficoltoso. Prima l’annuncio di una visita fuori porta a Roma, poi il rifiuto dei parlamentari a 5 Stelle: “Vogliamo che venga in Parlamento a vedere cosa facciamo tutti i giorni”, avevano commentato i 5 Stelle. Poi le elezioni in Trentino Alto Adige e il mini tour a Bolzano e Trento a complicare la trasferta. Così Grillo ha scelto l’effetto sorpresa. 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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