Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

La Corte Costituzionale ha bocciato la legge elettorale. I giudici dovevano decidere sulla costituzionalità del Porcellum – con cui sono stati nati tre parlamenti 2006, 2008 e 2013 – dopo un ricorso presentato da cittadini. La Consulta ha dichiarato incostituzionale la norma ideata dal leghista Roberto Calderoli, e definita dallo stesso autore una “porcata”, in tutti e due i punti sottoposti al vaglio di legittimità rispetto alla legge fondamentale dello Stato: ovvero il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze cioè le liste bloccate.

“Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali” fa sapere la Corte. Sembrava che il Porcellum, dopo il rinvio della discussione nel Senato, dovesse resistere ancora e invece di fatto i giudici impongono ai parlamentari quella riforma che è stata a lungo chiesta dal presidente Giorgio Napolitano. L’efficacia del verdetto decorrerà dal momento in cui le motivazioni saranno pubblicate. 

I giudici “hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica – alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione”. La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali “bloccate”, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza. Le motivazioni della decisione “saranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici” fa sapere la Consulta.

La Corte costituzionale “è un organismo politico della sinistra – dice Silvio Berlusconi –. La nostra architettura istituzionale è fatta non per decidere, ma per vietare. Il presidente del Consiglio italiano ha solo il potere di stendere l’odg del Consiglio dei ministri”.  

L’approdo in Consulta della legge elettorale – i quesiti per abrogarla erano stati bocciati nel 2012 – ha alle spalle una vicenda giudiziaria di ricorsi e bocciature, alla cui base c’è la testardaggine di un avvocato 79enne, Aldo Bozzi. Nel novembre 2009, in qualità di cittadino elettore, il legale aveva citato in giudizio la Presidenza del Consiglio e il ministero dell’Interno davanti al Tribunale di Milano, sostenendo che nelle elezioni politiche svoltesi dopo l’entrata in vigore della legge 270/2005, il cosiddetto Porcellum, e nello specifico nelle elezioni del 2006 e del 2008, il suo diritto di voto era stato leso, perché non si era svolto secondo le modalità fissate alla Costituzione – ossia voto “personale ed eguale, libero e segreto (art. 48) e “a suffragio universale e diretto”. 

Liste bloccate, premio di maggioranza senza soglia minima, inserimento nella lista elettorale del nome del capo di ciascuna lista o coalizione, gli aspetti che erano stati contestati dal legale. Il primo, per garantire l’espressione del voto personale e diretto deve essere data all’elettore, secondo Bozzi, la possibilità di esprimere la propria preferenza a singoli candidati. La seconda, perché attribuisce un premio di maggioranza senza agganciarlo a un numero minimo di voti, e in questo modo violerebbe il principio di uguaglianza del voto. La terza, perché l’indicazione sulla scheda del capo del partito o coalizione, possibile futuro premier, limiterebbe l’autonomia del Capo dello Stato nella scelta del presidente del Consiglio. 

A rinviare la questione sul Porcellum davanti alla Consulta era stata la Corte di Cassazione, con un’ordinanza del 17 maggio scorso. ”Quattro anni di battaglie andate a buon fine – dice Bozzi all’Adnkronos – E adesso bisogna sottolineare che non si crea nessun vuoto giuridico: a mio parere, con la pronuncia della Consulta, di fatto si torna alla legge elettorale precedente, il Mattarellum. Molto probabilmente torneremo a votare in estate. Ma intanto oggi ci godiamo la vittoria, da domani penseremo a riassumere la pronuncia in Cassazione, dove è pendente un altro procedimento”.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Rispondi

Archivi