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La morte di Federica non è stata violenta. Non è nemmeno annegata. Lo rivelano le prime indiscrezioni dell’autopsia condotta dal professor Stefano Mariani all’istituto di medicina legale della Sapienza di Roma sul corpo della ragazza trovata morta sulla riva del lago di Bracciano. Gli esami autoptici hanno riscontrato l’assenza di traumi sul corpo e nessun segno che possa essere compatibile con un evento violento, come una colluttazione. Federica sarebbe morta tra le 4 e le 5 del mattino del 1° novembre per cause naturali, ma per sapere se queste siano state provocate dall’assunzione di sostanze stupefacenti bisognerà attendere l’esito degli esami istologici e tossicologici fissati in sessanta giorni.

Sono molti gli interrogativi a cui gli inquirenti stanno cercando di dare una risposta in queste ore. Prima di tutto bisogna colmare il buco dalle 3 del mattino – quando si è separata dal suo ragazzo – all’ora del decesso (tra le 4 e le 5, appunto). Cosa ha fatto in quell’arco di tempo? E se è vero quello che ha dichiarato il fidanzato diciottenne Marco Di Muro e cioè di averla lasciata intorno alle tre alla periferia di Anguillara Sabazia ad alcuni chilometri di distanza da casa sua, resta da capire come è arrivata fino a Vigna di Valle sulle rive del lago di Bracciano, nel punto dove è stato ritrovato il suo cadavere.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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