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Sembrava uno dei candidati possibile alla poltrona che sta per lasciare Roberto Formigoni dopo scandali e inchieste. Ma l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini non correrà per il Pirellone. “Non posso essere il candidato del Pdl” ha spiegato durante la trasmissione Omnibus su La7. “Se non fossi, come sarò, il candidato di una lista civica con espressioni della società civile che provengono anche da movimenti come quello di Giannino e Montezemolo – ha spiegato – non potrei tenere insieme rappresentanti del Ppe italiano come Fli e l’Udc, che non starebbero con un candidato del Pdl”.  Albertini ha ribadito di avere la tessera del Pdl, ma di “non frequentare il partito” e di essere stato “sindaco indipendente per anni”.

“Sono d’accordo che Lega (che potrebbe far correre il neo segretario Roberto Maroni, ndr) esprima un proprio candidato – ha poi sottolineato – perché è giusto che un partito che ha avuto i problemi che conosciamo, con una leadership divisa tra movimentisti e governisti, torni alle sorgenti del Po e chieda ai propri elettori di votare”.

Solo ieri proprio il presidente uscente della Lombardia invitava il partito di Silvio Berlusconi a non ripetere “gli errori siciliani” e dividersi sull’appoggio a un candidato piuttosto che a un altro. Dal suo profilo Facebook Formigoni scriveva: “Diversi osservatori segnalano il rischio per il Pdl di ripetere le disavventure siciliane: andarono divisi nell’appoggio a due candidati e hanno consegnato la Regione alle sinistre. Hanno ragione. E’ un rischio che va evitato”.  Per il governatore “in campo in Lombardia c’è già un candidato forte, riconoscibile, con un profilo civico che oggi è indispensabile: è Gabriele Albertini. Stia bene attento chi punta ad alternative che sarebbero meno forti e meno credibili e che rischierebbero di spaccare il Pdl. Non ripetiamo gli errori siciliani”. Da settimane Formigoni sponsorizzava l’ex primo cittadino alla guida della Regione, ma oggi il “candidato forte” si è tirato fuori. Il nome dell’imprenditore, che ha amministrato Milano dal 1997 al 2006, era uscito già dalla riunione tra Formigoni, Angelino Alfano e Maroni, due settimane fa per fare il punto sulle elezioni.  

Quella di Albertini non è la prima rinuncia alla sfida per la poltrona del Pirellone anche Umberto Ambrosoli, avvocato e figlio di Giorgio, aveva rinunciato alla corsa elettorale spiegando che ci sarebbe stato poco tempo per preparare il programma. 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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