Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Conti in rosso della Sanità: la carenza di liquidità delle Asl si riverbera sull’assistenza. Niente ricette per i medici di famiglia. Si aggrava il ritardo nell’approvvigiornamento dei ricettari rossi da parte della Regione. E le Asl danno il via al fai-da-te dei camici bianchi. In particolare la Napoli 3 Sud dirama una circolare – firmata dal direttore sanitario Giuseppe Russo indirizzata ai vertici dei distretti e al dirigente del settore farmaceutico. La nota interna da un lato informa i titolari della distribuzione della carenza di ricettari e dall’altro dispone il rimedio. Quale? Il via libera alla semplice timbratura dei ricettari bianchi da parte dei medici di famiglia. Questi ultimi infatti, insieme ai titolari della continuità assistenziale sono gli unici destinatari dei ricettari stampati dalla Regione con i condici del Servizio sanitario nazionale. A pagarne le spese saranno i report di monitoraggio sulla spesa farmaceutica che si avvalgono, appunto, dell’analisi disaggregata per area, per patologie e per singolo medico, dell’attività prescrittiva. Controlli sull’appropriatezza che, nell’ultimo anno, sono riusciti a far scendere le spesa – insieme ai ticket ovviamente – di circa 80 milioni di euro.

ASSISTENZA A RISCHIO
“Nel caso in cui l’utenza si presentasse agli sportelli distrettuali per l’aspletamento di prestazioni di specialistica ambulatoriali – è scritto nella nota della Asl – già con regolare prenotazione ma sforniti di ricetta rossa del servizio sanitario – sarà possibile effettuare la prestazione anche su ricettario bianco del medico curante”. A patto ovviamente che vi siano annotati i dati anagrafici dell’assistito eventuali riferimenti per l’esenzione e la diagnosi oltre al timbro e firma del medico curante. La ricetta bianca così compilata deve essere conservata agli atti dei distretti di competenza insieme alla ricevuta dell’eventuale pagamento ticket per una successiva regolaizzazione. Una modalità prescrittiva momentanea, certo, in attesa che arrivino i ricettari rossi. E qui la palla passa alla regione tenuta ad espeltare le gare per assicurarne la stampa. Intanto i medici di base restano senza uno dei loro principali strumenti di lavoro, quei foglietti bianchi e rossi fondamentali per prescrivere le analisi cliniche e soprattutto i medicinali rimborsabili dal sistema sanitario.

PRONTE LE DENUNCE
Lo Smi (Sindacato medici italiani) è pronto a presentare denuncia per omissione di servizio pubblico. “Il problema – dice il vicesegretario nazionale dello Smi, Luigi De Lucia – è già esploso in alcune Asl, ma presto potrebbe estendersi a tutta la regione. In alcuni distretti la tensione è alle stelle, si litiga per strappare qualche ricettario in più che al momento viene distribuito col contagocce”. Senza ricetta niente esami clinici, niente farmaci e quindi niente assistenza per i cittadini.“Ad essere a rischio – aggiunge Silvestro Scotti vicesegretario nazionale della Fimmg è anche il medico sul quale ricade la responsabilità delle mancate prescrizioni. che si risparmia. I blocchetti di ricette vengono stampati dal Poligrafico di Stato su richiesta della Regione e si basa sul numero di ricettari consumate l’anno precedente.”Puntualmente, come ogni anno, riesplode il problema – dice De Lucia – Questa situazione deve essere risolta subito e in maniera definitiva. In caso contrario lo Smi prendera’ i suoi provvedimenti”.

tovato su: Il Denaro

Clicca qui per leggere l’articolo completo

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Rispondi

Archivi