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Cosa può spingere una normale casalinga a indossare una maglietta con il macabro slogan: “La Fornero al cimitero”? Rispondiamo: la società delle conseguenze. Con questa espressione, sia sulla rivista “Quaderni Radicali” sia negli interventi sul sito web di questa Agenzia, il direttore Rippa e la redazione hanno voluto indicare la difficile situazione in cui versa l’Italia, quando si tratta di operare per l’uscita dal suo stato di pre-modernità. In un Paese che vive le “conseguenze” dei passati decenni di predominio degli interessi corporativi e delle logiche assistenziali, che hanno provveduto a minare i presupposti stessi per una società libera, ogni tentativo di riforma in senso liberale finisce per scontrarsi con un muro fatto di risentimento e tensioni. Se a questo poi aggiungiamo le braci mai spente di un focolaio di guerra civile latente, manifestatasi per oltre trentacinque anni a partire dagli anni ’70 del Novecento, poco dovrebbe meravigliare che anche le persone più lontane da ogni effettiva violenza finiscano per usare un linguaggio truculento senza nemmeno rendersi conto dei suoi significati.
Di tutto questo, la storia di Paola Francioni – la signora che a fianco del comunista e ex-ministro Oliviero Diliberto – è emblematica.

tovato su: Il Denaro

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